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Le gomme non si gettano più via

05 novembre 2009

Grazie a un decreto legge, una nuova società senza fini di lucro si occuperà della raccolta e del trattamento delle 350.000 tonnellate di pneumatici che ogni anno in Italia devono essere smaltite.

ERANO SOLO IMMONDIZIA - Fino a ieri le gomme usate, di auto o moto, finivano (quando andava bene) nelle discariche comunali, altrimenti per incuria o delinquenza, venivano abbandonate o nascoste in qualche remoto capannone. Questo perché l’Italia era l’ultimo paese della Comunità Europea, a non aver ancora applicato la normativa che imponeva il controllo da parte del Governo sulla raccolta e sul riciclaggio dei pneumatici.

DECRETO LEGGE - Oggi ad Ecopneus, una società senza fini di lucro costituita dalle principali Case produttrici di pneumatici, è affidato il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale di tutti i PFU (pneumatici fuori uso) presenti in Italia. Un decreto legge infatti stabilisce che sono i produttori e importatori di pneumatici, i responsabili del recupero e trattamento delle gomme a fine vita.

QUANTE SONO - 22 milioni provengono dalle automobili, 2 milioni da mezzi a due ruote, 1,5 milioni da autocarri e 170 mila da mezzi industriali e agricoli. Fino a ieri finivano nelle discariche in eterno… in quanto prodotti non biodegradabili.

 

Ecopneus 05
 

Abbiamo posto alcune domande a Gianni Corbetta (nella foto qui sopra), direttore generale di Ecopneus. Ecco che cosa ci ha detto.

NEL 2010 COSA CAMBIA? 
“Finalmente cambia tutto. La legge affida a noi (società formata da produttori e distributori di pneumatici) la responsabilità dello smaltimento. In questi mesi ho visitato ogni città italiana, studiando il mercato e individuando le potenziali aziende che potranno concorrere alla raccolta e riciclaggio dei PFU.”

MA CHI PAGA? 
“Già ora il cittadino al momento dell’acquisto di un nuovo pneumatico di qualsiasi tipo, paga un ecocontributo”.
 
QUINDI OGNI RIVENDITORE DI PNEUMATICI SAPRÀ A CHI TELEFONARE PER FARSI RITIRARE GRATUITAMENTE I PFU?

“Esatto. Circa 300mila tra gommisti, autofficine e stazioni di servizio saranno monitorate per assicurare il legale recupero. L’azienda di smaltimento della sua zona, ritirerà i pneumatici e li trasformerà. Certificando la quantità prelevata e la tipologia di riutilizzo.”

COME SARANNO RIUTILIZZATI?
“Una volta ridotta in micro-granuli, con una macchina per la macinazione/triturazione (nella foto più in alto), la gomma può avere infiniti riutilizzi. Bitume modificato per asfalti (drenanti, insonorizzanti e con una maggiore aderenza pneumatico-strada). Prodotti e materiali da costruzione con alte caratteristiche isolanti e insonorizzanti. Impianti sportivi come campi da gioco, da tennis, prati artificiali, piste, parchi gioco, impianti di equitazione. Arredo urbano: marciapiedi, cordoli, rotonde, panettoni e new jersey spartitraffico. Energia: grazie ad un forte potere calorifico è largamente utilizzato nel mondo in cementifici o centrali di produzione di energia vapore.”



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Ritratto di hrc
5 novembre 2009 - 15:38
Si dice che quando io acquisto una gomma nuova pago un contributo allo smaltimento della vecchia che va a sostituire .....ma se da questa mia gomma usata si può ricavare qualcos'altro perché io devo accollarmi le spese del suo smaltimento ? Non dico di guadagnarci qualcosa ,anche se visto i margini di ricarico sui pneumatici qualche sconto ulteriore potrebbe pure essere fatto , ma perché devo sobbarcarmi il costo di qualcosa che non mi riguarda più e da cui un terzo ne trarrà un ricavo ??? Almeno un tempo se riportavi ad un rivenditore una bottiglia di vetro ti veniva corrisposto un piccolo compenso , per i pneumatici invece taci e paga e qualcun'altro ci guadagna ......???
Ritratto di Al86
6 novembre 2009 - 09:00
perchè i processi citati hanno comunque un certo costo e loro per ammortizzarlo il più possibile ti fanno pagare una quota, questo non per scusarli me per farti capire che in Italia funziona così l'ultima ruota del carro (il cittadino comune) è quella che si deve accollare tutte le spese mentre le altre ci guadagnano. A parte questo è una buona idea da mettere in pratica.
Ritratto di hrc
6 novembre 2009 - 15:32
vedi : la mia era una domanda retorica , una provocazione non certo un vero interrogativo ,purtroppo la mia età ormai matura ,non diciamo ancora anziana dai , mi ha lasciato un bel pò d'esperienza e quindi so come vadano queste cose . Quello però che vorrei ulteriormente sottolineare è che questa fantomatica società filantropica "non a fini di lucro" che si occupa del riciclaggio della gomma sia ..quando si dice che combinazione ...composta proprio dagli stessi produttori di pneumatici che pretendono il balzello per lo smaltimento ......o tempora o mores !!!
Ritratto di antonino pipitò
5 novembre 2009 - 18:39
credono ancora che gli italiani si cibano di pane e favole. Un vecchio proverbio dice che nessuno fa niente per niente e la vita mi ha più volte mostrato che è così; è chiaro che ci guadagneranno nel "re-impiego " della gomma per altri usi, come recita l'articolo.Usi che significheranno oneri per alcuni e guadagni per questa società di salvatori dell'ambiente:eh si!Almeno non riepiranno più i fondali marini di ruote dalle svariate musure.
Ritratto di Polar90
11 novembre 2009 - 12:38
se leggi è una società no-profit
Ritratto di Montanelli
6 novembre 2009 - 17:54
Sinceramente pensavo che il procedimento di recupero dei pneumatici fosse già una realtà consolidata.
Ritratto di bombolone
6 novembre 2009 - 22:15
Non sognare, Indro, qui siamo in Italia, il bel paese sorridente dove si inquina allegramente e a nessuno importa un bel niente...