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Il diesel è un mezzo disastro per l'ambiente

21 luglio 2011

Secondo una ricerca condotta da Greenpeace, il gasolio venduto in Europa viene miscelato con biocarburanti di derivazione vegetale: così si accelera il processo di deforestazione e impoverimento del suolo.

GRAVE IMPATTO AMBIENTALE - Il grido di allarme lo ha lanciato Greenpeace, la famosa organizzazione ambientalista: il gasolio che normalmente utilizziamo viene miscelato con biocarburanti vegetali derivati da colza, soia e olio di palma. Si tratterebbe di una scelta ben precisa delle compagnie petrolifere per venire incontro alle direttive dell'Unione Europea che, per abbattere la quantità di CO2 emessa dalle auto, spinge a un incremento dell'uso dei biocarburanti. Come rivela però Greenpeace, le direttive comunitarie non specificano che tipo di biocarburante utilizzare (se di derivazione vegetale o animale), con il rischio che diversi terreni agricoli vengano convertiti per la produzione di biocarburante andando ad incrementare il processo di deforestazione e impoverimento del suolo. In pratica, sostiene Greenpeace, si corre il rischio che alla fine i biocarburanti abbiano un impatto ambientale maggiore dei combustibili fossili.

TRA IL 5 E 7% - Dallo studio “Metti (l'estinzione di) una tigre nel motore” condotto da Greenpeace, emerge che tra i 92 campioni di diesel raccolti in diverse stazioni di servizio delle principali compagnie petrolifere in nove Paesi europei (tra questi Austria, Francia, Germania, Italia e Svezia), c'è una concentrazione di biocarburanti che oscilla tra il 5 e il 7%. Nel gasolio distribuito in Italia sarebbe stata trovata un'alta percentuale di olio di palma, mentre in quello francese sarebbe maggiore la concentrazione di soia, a dimostrazione che oggi non c'è nessuna regola comune per lo sfruttamento delle risorse per la produzione di biocarburante.

+170% NEL 2020 - Quello che più preoccupa Greenpeace è il target imposto dall'Unione Europea sull'utilizzo dei biocarburanti: dovrebbe crescere del 170% entro il 2020, rispetto ai dati del 2008, come previsto di Piani d'Azione per le Energie Rinnovabili. In questi giorni la Commissione dovrebbe rivedere le strategie per ridurre gli effetti della produzione di biocarburante: Greenpeace auspica che venga introdotta una legislazione che richieda ai fornitori di energia e carburanti di prendere in considerazione gli impatti sul clima dovuti alla produzione di biocarburanti.



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Ritratto di IchLiebeCorsa84
21 luglio 2011 - 17:26
Se tutti avessero la possibilità di acquistare mezzi elettrici, e magari la possibilità di ricaricarli con un proprio impianto fotovoltaico domestico di sicuro non avremmo di questi problemi; purtroppo per una mera questione di interessi ciò non è possibile, e la questione ambientale che tanto riempie le bocche dei soliti ciarlatani, è ormai ridotta a un lurido gioco di soldi.
Ritratto di insubrico
21 luglio 2011 - 17:49
purtroppo è così!le auto ad energia alternativa esistono ma i governi non vogliono sviluppare reti di rifornimento per altre energie
Ritratto di HouseJr
21 luglio 2011 - 20:45
mera questione di interessi?!!! XD ammetto che le compagnie petrolifere facciano lobby contro, ma dimenticarsi completamente del problema delle batterie, che allo stato tecnologico attuale costano un sacco di soldi (20 mila euro!) e offrono una autonomia inferiore ai 200 km mi pare un tantino esagerato!
Ritratto di Lorenzo B.
21 luglio 2011 - 21:06
in realtà se navigate un po su internet, il "problema batterie" è risolto.... come?? semplicemente con motori diversi! sono state inventate ( e sucessivamente nascoste ) auto ad acqua (usano l'idrogeno presente nell'acqua) e perfino ad aria compressa...
Ritratto di syax
21 luglio 2011 - 23:32
ancora con sta storia dell'auto ad acqua o a idrogeno o a energia magnetica? ma basta quand'è che impariamo ad analizzare la cose dal punto di vista scientifico e non del sentimento? . non c'entra un ca.zo il produttore di petrolio str.nzo l'auto a idrogeno si sono accorti che aveva un efficienza negativa addirittura. già perchè se si trovasse l'idrogeno in natura avremmo fatto bingo.. ma la realtà è che il processo di elettrolisi (se non sai cos'e fai un giro su wikipedia) richiede più energia di quella che poi sprigiona l'idrogeno ottenuto. Basta fare i VERDOSKI IGNO.RANTI abbiate l'accortezza di studiare due nozioni di fisica prima di decanatare la soluzione ai problemi del mondo.
Ritratto di Big Lune V6
22 luglio 2011 - 15:41
1
si sono rivelate una sola. Sembrerebbe che le auto del progetto "Eolo" avessero due problemi fondamentali: fossero poco potenti e tendessero a congelarsi!
Ritratto di oscar 2
22 luglio 2011 - 21:39
fantasie !
Ritratto di IchLiebeCorsa84
21 luglio 2011 - 21:31
Scusami HouseJr, ho scritto "SE tutti avessero la possibilità di acquistare mezzi elettrici..."; attualmente, come dici giustamente tu, ciò non è possibile. Sarei però curioso di sapere se i costi industriali delle batterie sono reali oppure non siano un po' gonfiate queste cifre di cui parlano. E poi credo che siano in minoranza quelli che fanno più di 140-150 Km al giorno per andare al lavoro; viceversa per quelli che viaggiano oltre questo chilometraggio c'è l'alternativa ibrida/extended range (che usa si combustibile fossile, ma solo per ricaricare le batterie. Ergo, le alternative ci sarebbero, ma secondo me non vengono sfruttate appieno
Ritratto di HouseJr
21 luglio 2011 - 22:57
Questo è un argomento su cui mi sento piuttosto ferrato in quanto l'ho trattato nella discussione della mia tesina di maturità.. Se le batterie si ricaricassero in mezz'ora ti darei perfettamente ragione. In effetti sono poche le persone che percorrono più di 200 km al giorno, ma con le infrastrutture attuali (220 volts domestici) i tempi di ricarica sono superiori alle 5 ore. Il costo industriale delle batterie è ancora assolutamente spropositato, almeno sino a quando non si potranno sfruttare in modo intensivo i giacimenti di litio della bolivia; senza contare che la tecnologia deve essere affinata: le attuali batterie soffrono molto il surriscaldamento, e diventano addirittura potenzialmente esplosive in alcune condizioni d'uso. Ho letto su 4R che lo sviluppo di una nuova generazione di batterie ai polimeri di litio potrà a breve/medio termine risolvere queste problematiche e garantire una migliore densità energetica. A chi grida al complotto internazionale posso rispondere questo: come mai uno dei gruppi automobilistici più ricchi e potenti come Nissan/Renault continua a investire centinaia di milioni di euro per lo sviluppo di nuove tecnologie per la propulsione elettrica quando queste sono già presenti sul mercato? Quella delle auto ad acqua è una s******a clamorosa solo per riempire qualche sito web.. Se avete anche solo delle basi di fisica/chimica e conoscete concetti come energia potenziale elettrica/chimica e elettrolisi dell'acqua sapete di cosa parlo
Ritratto di Rey
24 agosto 2011 - 11:11
2
Ragazzi... Esiste già la tesla car.. in vendita sul listiso al volante su base lotus che fà 400km con un pieno di elettricità e a detta del primo acquirente italiano li fà senza risparmiare sul l'accelleratore... e tira i 220 km/h e ha un'accellerazione bruciante quindi piantiamola di dire che l'elettrico non conviene...!! ok costa tanto... tra poco esce la tesla S che è un'auto spaziosa e con prezzi più abordabili.. come acquistare una serie 5 BMW. I pressi sono alti perchè sono auto di nicchia... se tutti potessimo acquistare auto elettriche i prezzi scenderebbero è il mercato... non è una cosa così strana...e più si vende una cosa più si può stuudiare per migliorarla ovvero aumentare la percorrenza delle vetture e la velocità di richarica.. BASTA CON LE CAVOLATE SUI CARBURANTI FOSSILI ECC...
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