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Cambi automatici: ma 10 marce servono davvero?

26 novembre 2014

Mentre altri confermano prossimi cambi automatici a 10 rapporti la ZF, leader del settore, dice che non andrà oltre 9.

Cambi automatici: ma 10 marce servono davvero?
C’È CHI DICE NO - Toh, c’è anche chi non ci sta a darsi traguardi sempre più eclatanti e presentati come importanti miglioramenti sulla strada della riduzione dei consumi. L’argomento in questione sono i cambi automatici a 10 marce di cui da un po’ di tempo si parla come nuova frontiera in tema di soluzioni tecniche utili per far calare i consumi e le emissioni di CO2. A tirare il freno a mano non è un nome qualsiasi, ma niente meno che la ZF Friedrichshafen, l’azienda tedesca che in materia di cambi non ha niente da imparare da nessuno e quindi sicuramente non ha timori tecnici. Soltanto che è convinta della inutilità della nuova frontiera del 10 marce.
 
PRESA DI POSIZIONE DI VERTICE - A rendere pubblica la posizione tecnica della ZF è stato semplicemente il suo numero uno Stefan Sommer, che in un incontro con la stampa in Giappone ha dichiarato che la trasmissione incide sui consumi attraverso l’insieme dei rapporti e non semplicemente dal numero delle marce. In pratica, per i tecnici della ZF l’automatico a 9 marce da loro prodotto è il top per quanto si può ottenere dal numero di marce.
 
MIGLIORAMENTI MINIMI E PIÙ PESO - E questo nonostante che tre colossi come la General Motors, la Ford e il gruppo Volkswagen abbiano da tempo fatto sapere che stanno lavorando all’ipotesi delle dieci marce, dando luogo a una sorta di corsa al numero di marce, che indubbiamente negli ultimi tempi diventato anche uno strumento di marketing e promozione. Continuando nella sua argomentazione, Sommer ha aggiunto che i nove rapporti per loro sono il limite. Aumentandone il numero, si incrementano troppo gli attriti e il peso e quindi si parde in efiicienza, cioè non si migliorano i consumi.




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Ritratto di Mattia Bertero
26 novembre 2014 - 17:55
3
La mia esperienza più diretta con un automatico è il DSG 7 marce che ha la Polo 4 cilindri 1.6 TDI 90 Cv di mio padre. Vi dirò la settima marcia l'hanno messa solo per i consumi, infatti si inserisce solamente quando si ha una velocità costante per lungo tempo (anche a velocità non elevate). Il punto è semplicemente questo: si mettono tante marce esclusivamente per migliorare ulteriormente i consumi ma questo non è esattamente vero, visto he con più marce ci sono più attriti ed il peso aumenta e, di conseguenza, i consumi ne risentono. Già il DSG con 7 marce è già troppo secondo me, basterebbe la sesta e si consuma già poco ed inoltre si ha più ripresa (tenendo presente l'esempio che ho portato prima). Per potenze più elevate si potrebbe arrivare a sette o a otto ma oltre mi sembra già poco sensato per qualsiasi tipo di motore e potenza. Basterebbe studiare ed equilibrare meglio la lunghezza dei rapporti ed il gioco è fatto.
Ritratto di R-R Merlin27.0
26 novembre 2014 - 20:00
Da un punto di vista ideale, considerando le curve coppia-potenza, aumentare il numero di marce permette (o meglio permetterebbe) di andare a coprire l'area sottesa all'intorno del punto di massimo della coppia che, nella sua porzione superiore, è notoriamente quella associata alla massima efficienza. Il difetto di questo discorso è molto semplice: le curve coppia-potenza sono associate ad una specifica posizione dell'acceleratore e quindi, in definitiva, della farfalla (in genere WOT, ovvero wide open throttle). Credo che a questo mondo nessuno, se non per qualche secondo in tutta la vita dell'auto, utilizzi il motore in tali condizioni. Un altro punto a favore dell'aumento del numero di marce può essere rappresentato dal fatto che, nel momento in cui si deve accoppiare il motore agli alberi e quindi alle ruote (con il conseguente ingresso in gioco del carico stradale), con tale soluzione si potrebbe "copiare" meglio la curva di coppia ottimale. Di fatto però, come già rilevato, il peso di un cambio con 9 o più marce sarebbe veramente considerevole e la potenza dissipata assolutamente rilevante. Verrebbero meno dunque tutti i potenziali vantaggi. Per concludere: alla ZF lavorano ingegneri che la sanno veramente lunga, con competenze assolute. Se dicono che 9 è il numero massimo, evidentemente così è.
Ritratto di Gordo88
26 novembre 2014 - 23:55
1
Non servono a nulla tutte quelle marce, rappresenta solo uno spot di marketing per allocchi che vogliono accaparrarsi l' ultima novità.. su strada bastano e avanzano 6 marce e sulle auto da corsa 7, tutto il resto è superfluo. Persino la f1 ora ne ha 8 e sono sempre dietro a cambiare, ridicolo!
Ritratto di mustang54
27 novembre 2014 - 00:40
2
bastano e avanzano. E pensare che fino a 30 anni fa la quinta marcia era un lusso.
Ritratto di napolmen2
27 novembre 2014 - 09:41
..piu' marce sarebbero giustificate su motori di grossa cubatura e potenza.....ma ai motori piccoli piu' marce sn ridicoli
Ritratto di orsogol
27 novembre 2014 - 11:26
1
Se lo dice ZF bisogna crederci e forse qualche progetto da 10 marce in su verrà riposto nel cassetto. Personalmente ritengo che un elevato frazionamento giovi soprattutto ai motori diesel perchè hanno una fascia di utilizzo, in termini di giri/min, piuttosto stretta. Attualmente guido una Mercedes B 200 D con cambio a 7 marce doppia frizione che mi sembra ben armonizzato col motore. Conosco bene anche lo Steptronic ZF 8 marce di BMW, epicicloidale con convertitore di coppia, che giudico ecellente. In entrambi i casi posso garantire che non si sente proprio la necessità di marce in più. Se poi vogliamo parlare di cambi manuali, penso che 6 marce sia il limite massimo, a meno che ci si diverta a schiacciare la frizione ogni 2 secondi.
Ritratto di giovir
27 novembre 2014 - 11:49
1
La soluzione ideale per abbattere nettamente i consumi e ridurre rapidamente i costi c'è già, ma non è conveniente adottarla poiché non servirebbero più ne cambi ne differenziali ne semiassi e tanto meno giunti sferici, quindi ditte come ZF perderebbero il lavoro se non convertisse la sua tecnologia. Il massimo rendimento di un motore termico è a regime costante, quindi usarlo solo come generatore, mentre il massimo rendimento come forza motrice in tutto l'arco d'utilizzo è il motore elettrico, basta calettare quest'ultimo direttamente sulle ruote motrici e si minimizzano anche le perdite meccaniche, unica tecnologia che andrebbe implementata sarebbe quella d'invertire la funzionalità classica del motore elettrico, ovvero tenere fermo l'interno e far girare l'esterno, questo permetterebbe di avere uno sterzo di 360° e una campanatura variabile ± 20° con facilità, oltre a poter avere sospensioni elettromagnetiche, abolendo la classica camera d'aria dei pneumatici ed infine un passo e carreggiata variabile anche di mezzo metro, con una tecnologia non troppo complessa se non nella gestione elettronica di tali caratteristiche.
Ritratto di Nicola Cavarzere
27 novembre 2014 - 13:17
9...10, mi tornano in mente i confronti che ci facevamo da ragazzini per i cambi delle bici; se ne avevi 21 anziché 18 eri un figo! Certo dipende dall'auto ma anche io penso che 8 siano la misura ottimale. Andrebbe valutata l'auto, il tipo di guida. Quel che conta è avere un rapporto molto lungo per i lunghi tragitti autostradali. Ci vedrei bene una 7 marcia a tale scopo pure in molti cambi manuali!
Ritratto di selvaggio
27 novembre 2014 - 13:26
Con il cvt si hanno un numero "infinito" di marce, più di così.....!
Ritratto di alfista92
27 novembre 2014 - 15:17
5
a che servono delle marce talmente lunghe che il motore non riuscirebbe a sopportare a pieno carico?
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