SOGNI DI GLORIA - Si era presentata in Europa con propositi ambiziosi, puntando al segmento premium e convinta di riuscire a conquistare una clientela giovane a con buone possibilità di spesa (qui per saperne di più). Parliamo del marchio HiPhi, startup cinese di veicoli elettrici di proprietà della Human Horizons che ieri ha dichiarato fallimento, dopo non essere riuscita a raccogliere i finanziamenti necessari per avviare la produzione dei suoi tre modelli: X, Z e Y (li avevamo descritti qui).

NESSUN PARTNER - Già a febbraio 2024, l’azienda aveva sospeso la produzione delle vetture, provando contestualmente a riorganizzare l’azienda. L’obiettivo era rifinanziare le proprie attività e cercare possibili partner per mettere in piedi una joint venture. Nonostante alcuni colloqui con realtà importanti in Cina coma la First Automobile Works e la Chongqing Changan Automobile, gli investimenti necessari a salvare la HiPhi non sono arrivati e la Human Horizon è stata costretta a chiudere i battenti.

COME LA FISKER - Con la HiPhi si ripete più o meno la storia dell’americana Fisker, anche lei partita con grandi ambizioni e finita portando i libri in tribunale (qui la news). Non è nemmeno la prima startup di veicoli lettrici cinese a chiudere le attività per bancarotta. Giusto per citare i più recenti, pochi giorni fa era toccata la stessa sorte alle due aziende automobilistiche del colosso Evergrande entrate anche loro entrate anche loro nella crisi dell’azienda madre. Lo scorso anno era fallita anche la WM Motor, dopo che nel 2022 era riuscita a vendere meno di 29.400 veicoli, e la Letin, produttrice di vetture elettriche a bassa velocità.

























