Il futuro dell'Audi? Tecnologico, facile e “pulito”

11 marzo 2015

È quanto emerge dalle parole di Ulrich Hackenberg, responsabile per lo sviluppo tecnico dell’Audi, che abbiamo incontrato al Salone di Ginevra.

Il futuro dell'Audi? Tecnologico, facile e “pulito”
NON UN SEMPLICE ESERCIZIO DI STILE - “La Prologue Avant (nelle foto) rappresenta il nuovo volto del design Audi”, dice Ulrich Hackenberg (foto qui sopra), responsabile per lo sviluppo tecnico nel consiglio d’amministrazione della casa dei quattro anelli. “Abbiamo fatto esordire questa concept, che prefigura lo stile dei nostri modelli di domani, in versione berlina all’Auto Show di Los Angeles, dove ha riscosso grande successo. Ora, in veste di famigliare, la riproponiamo qui a Ginevra”. Hackenberg “racconta” di quest’auto – e di molto altro - in occasione di un incontro con la stampa svoltosi nel corso del Salone elvetico. E spiega: “Abbiamo bisogno delle opinioni dei visitatori, è importante per noi avere un feedback sulle nostre nuove idee. Soprattutto in un caso come questo, dove mostriamo un nuovo linguaggio stilistico, che sottolinea la sportività della vettura. Modelli come le future A6 e A8 avranno parecchio in comune con questa concept, nel frontale e nelle fiancate. Ma stiamo ragionando anche sull’opportunità di produrre una grande wagon di altissimo livello, derivata appunto dalla Prologue Avant. Ci avevamo già pensato nel 2001 con la concept Avantissimo, ma poi si decise di non metterla in produzione, perché i nostri uomini del marketing e delle vendite non videro delle potenzialità in un’auto come quella”. 
 
 
CHI HA PAURA DEI COLOSSI DELL’HI-TECH? - A una domanda sull’infotainment e sui rischi che potrebbero correre le case automobilistiche ad “aprirsi” a colossi dell’hi-tech come Apple, che potrebbero poi diventare dei temibili concorrenti se progetti come la cosiddetta “guida autonoma” entrassero davvero in produzione, Hackenberg risponde che, in realtà, “i costruttori di automobili non fanno altro che mettere a disposizione dei clienti la connettività utilizzata quotidianamente fuori dalla vettura. Noi non concediamo certo alla Apple o ad altri l’accesso al nostro sistema operativo. Le funzioni di gestione e di controllo dell’auto sono separate dall’infotainment. Semmai, viene da chiedersi perché la Apple possa ritenere interessante l’ingresso diretto nel mondo dell’auto, e la risposta è che questa scelta potrebbe partire dal fatto che in macchina, ormai, passiamo alcune ore tutti i giorni, durante le quali nessuno intende più rinunciare alla tecnologia. Probabilmente, aziende come la Apple intravvedono nuove possibilità di conquista partendo proprio da questa base. Noi, comunque, continueremo a fornire ai clienti i servizi di infoitainment che ci verranno richiesti, ma lo faremo, ovviamente, insieme alla nostra offerta, ai nostri contenuti”. 
 
I VANTAGGI DEL PLUG-IN - A questo proposito, su quale sarà il settore vincente, tra i tanti della mobilità alternativa - metano, ibrido, ibrido plug-in - che vedono la presenza dell’Audi, Hackenberg afferma che “per quanto riguarda la generazione attuale dei modelli della casa tedesca, è probabilmente l’ibrido plug-in la soluzione di maggiore interesse per il cliente. Per le limitate emissioni di CO2 garantite da questo sistema, e per l’autonomia pressoché illimitata che è in grado di offrire. Anche se”, precisa il manager, “qui al Salone presentiamo la R8 e-tron, che è solo elettrica, e stiamo progettando una vettura elettrica di dimensioni maggiori, una famigliare, che lanceremo nel 2018”. 
 
 
REALTÀ AUMENTATA, UN AIUTO PER CHI GUIDA - Per quanto riguarda infine la realtà aumentata applicata all’automobile (foto qui sopra), sulla quale alcuni costruttori stanno lavorando seriamente, Hackenberg ricorda che anche l’Audi ci crede e sta investendo parecchio in questo campo, per le ricadute che comporta nel miglioramento della comunicazione visiva tra automobile e guidatore. “Noi usiamo la realtà aumentata nella strumentazione di alcune auto, per esempio per rendere più ricca di informazioni e precisa la navigazione, e anche in officina, dove alcune riparazioni vengono eseguite attraverso la visione virtuale. Il che”, conclude Hackenberg, “non ha a che fare con il cruscotto della Prologue, costituito da un grande schermo che occupa sostanzialmente tutta la parte inferiore della plancia, e che potrà essere utilizzato nei futuri modelli Audi. La realtà aumentata al servizio dell’automobile consiste nell’integrazione di simboli virtuali nell’ambiente reale che appare attraverso il parabrezza, per facilitare la navigazione e più in generale la guida”.
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