“TUTELARE I PASSEGGERI” - UberPop è legale, sì o no? Ci riferiamo al servizio a basso prezzo con auto private (i clienti vengono scarrozzati a pagamento), che Uber (noleggio con conducente) vuole avviare a Milano: sia
UberPop sia
Uber hanno scatenato le dure reazioni dei tassisti milanesi, che reputano illegali i due servizi (vedi news
qui). Per calmare gli animi, ieri, nella prefettura milanese, il
ministro dei Trasporti Maurizio
Lupi ha incontrato i tassisti, il comune di Milano e la regione Lombardia: “Uber”, ha detto il ministro, “faccia tutti i ricorsi che vuole, se lo ritiene. Il decreto attuativo del comma 1 dell’articolo 28 della legge 2008 non fa che esplicitare ulteriormente le modalità in cui deve svolgersi il servizio di noleggio con conducente, ma il quadro normativo è già chiarissimo: il servizio di trasporto pubblico può essere esercitato da due soggetti, i taxi e, appunto, il noleggio con conducente.
UBERPOP NO - Pertanto Uber, e qualsiasi altra applicazione internet, a prescindere dal nome, è legale fino a quando rispetta le regole previste per il noleggio auto con conducente, mentre UberPop non può essere considerata alla stessa stregua: in nessun paese civile si può tollerare che chiunque si improvvisi conducente pubblico senza che possa fornire tutte le garanzie del caso, dalla licenza all’abilitazione professionale fino all’assicurazione”. Quindi, Uber sì se rispetta le regole. UberPop no, in nessun caso: così ha detto Lupi. Sulla stessa linea il comune e la regione. E Uber come replica? “Quando incontreremo il ministro ne discuteremo. Noi siamo sempre pronti a dialogare”, dice la general manager di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini.
BACCHETTATA AI TASSISTI - Però Lupi ne ha anche per i tassisti, che hanno scioperato conto Uber e UberPop: “Non possiamo tollerare che sia tollerata l’interruzione del pubblico servizio. Ci possono essere tutte le ragioni del mondo, ma questo è inaccettabile, non si può interrompere il servizio pubblico. Chiediamo perciò l’immediata sospensione degli scioperi e il ritorno a un dialogo corretto”.