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Il ministro Lupi contro UberPop

22 maggio 2014

“In nessun paese civile si può tollerare che chiunque si improvvisi conducente pubblico”: lo ha detto il titolare dei Trasporti.

Il ministro Lupi contro UberPop
“TUTELARE I PASSEGGERI” - UberPop è legale, sì o no? Ci riferiamo al servizio a basso prezzo con auto private (i clienti vengono scarrozzati a pagamento), che Uber (noleggio con conducente) vuole avviare a Milano: sia  UberPop sia Uber hanno scatenato le dure reazioni dei tassisti milanesi, che reputano illegali i due servizi (vedi news qui). Per calmare gli animi, ieri, nella prefettura milanese, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha incontrato i tassisti, il comune di Milano e la regione Lombardia: “Uber”, ha detto il ministro, “faccia tutti i ricorsi che vuole, se lo ritiene. Il decreto attuativo del comma 1 dell’articolo 28 della legge 2008 non fa che esplicitare ulteriormente le modalità in cui deve svolgersi il servizio di noleggio con conducente, ma il quadro normativo è già chiarissimo: il servizio di trasporto pubblico può essere esercitato da due soggetti, i taxi e, appunto, il noleggio con conducente.
 
UBERPOP NO - Pertanto Uber, e qualsiasi altra applicazione internet, a prescindere dal nome, è legale fino a quando rispetta le regole previste per il noleggio auto con conducente, mentre UberPop non può essere considerata alla stessa stregua: in nessun paese civile si può tollerare che chiunque si improvvisi conducente pubblico senza che possa fornire tutte le garanzie del caso, dalla licenza all’abilitazione professionale fino all’assicurazione”. Quindi, Uber sì se rispetta le regole. UberPop no, in nessun caso: così ha detto Lupi. Sulla stessa linea il comune e la regione. E Uber come replica? “Quando incontreremo il ministro ne discuteremo. Noi siamo sempre pronti a dialogare”, dice la general manager di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini.
 
BACCHETTATA AI TASSISTI - Però Lupi ne ha anche per i tassisti, che hanno scioperato conto Uber e UberPop: “Non possiamo tollerare che sia tollerata l’interruzione del pubblico servizio. Ci possono essere tutte le ragioni del mondo, ma questo è inaccettabile, non si può interrompere il servizio pubblico. Chiediamo perciò l’immediata sospensione degli scioperi e il ritorno a un dialogo corretto”.


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Ritratto di Merigo
22 maggio 2014 - 11:56
1
La lobby dei tassisti ha torto marcio, perché si sta semplicemente applicando il Decreto Liberalizzazioni (DL 27 del 24.3.2012) in vigore da due anni. Cosa hanno fatto i Notai quando gli hanno tolto le transazioni delle auto? O i farmacisti quando hanno consentito di vendere i farmaci da banco anche al supermarket? O tutti i professionisti quando quel DL ha abolito le tariffe minime consentendo però la pubblicità professionale prima vietata? Nulla, non hanno e non abbiamo fatto nulla! O meglio, si sono e ci siamo rimboccati le maniche, investendo nel mio piccolo in software e hardware per offrire di più e meglio facendo spendere e spendendo meno io, migliorando cioè la competitività per l'utente, obiettivo del Decreto Liberalizzazioni. Invece i tassisti cialtroni che fanno? Protestano e scioperano perché due anni dopo l'entrata in vigore del Decreto qualcuno si lancia nel business entrando nel loro giardinetto! Scioperiamo noi piuttosto, lasciando i taxi vuoti, fino a che non ci consentiranno di scegliere il taxi che ci piace, con il tassista che ci piace, o finché le Compagnie non imporranno codici comportamentali e tecnici, come a Londra dove taxi e tassisti vengono controllati sistematicamente, e non permetteranno viceversa che sotto casa o all'aeroporto l'Utente sia costretto a salire su cessi sporchi, con il tassista maleodorante e logorroico. Lupi si è solo ricordato che domenica si vota e i tassisti sono tanti e anche noi potenziali clienti dei taxi siamo tanti ma non siamo una lobby. E quindi, sotto elezioni è meglio che con la massa degli elettori che non ha riflettuto che Uber si muove nel pieno rispetto del DL 27 ma domenica vota e nota nei TG come a Milano con lo sciopero regni il caos, sia meglio sbloccare in fretta e furia lo sciopero (senza attuare il paventato precettamento) in modo che l'opinione pubblica torni a vedere che tutto funziona. E ai tassisti cialtroni ci pensiamo da lunedì.
Ritratto di Pierf
22 maggio 2014 - 13:17
sono da capire i tassisti che hanno speso fior fiori di denaro per ottenere le licenza, il tassametro e l'auto necessariamente nuova per fare questo mestiere. Senza contare la tassa al radiotaxi alla quale i tassisti sono assoggettati se davvero vogliono piu clienti... e giustamente non vedono di buon occhio che adesso qualsiasi pinco pallino senza aver investito nulla si metta a lavorare al posto loro... cosi non ci sarà altro che un enorme confusione e basta.
Ritratto di Merigo
22 maggio 2014 - 14:38
1
Ma quale licenza, che viene rivenduta quando dovresti restituirla cessata l'attività! Pensa piuttosto ai mille bottegai (panettiere, fruttivendolo, ecc., ecc.) che hanno cessato l'attività perché è cambiato in tutti noi negli anni, me compreso, il modo di fare la spesa, con l'apertura di Supermercati o Ipermercati ad ogni cantone! Hanno potuto scioperare? Bloccare il traffico? No di certo e molti di loro hanno chiuso e basta, perché poveri loro non sono una odiosa lobby da abbattere ma dei singoli onesti bottegai spazzati via dal progresso. E sono io il primo ad andare a fare la spesa al Supermarket perché con un solo scontrino (fiscale per di più!) ho comprato tutto, e per quanto possa provare simpatia e nostalgia per il bottegaio, faccio e farò sempre la spesa al Supermercato e non più dal bottegaio, scegliendomi per di più il Supermarket che più mi garba tra le mille catene esistenti. Il taxi invece non posso scegliermelo? Ma scherziamo? E chi sono i tassisti per lavorare in regime di monopolio corporativista di stampo marxista-leninista? Non sono nessuno e pretendono di esserlo! Te lo ripeto, Uber è entrato nello spazio aperto dal Decreto Liberalizzazioni che questi cialtroni e le loro Compagnie non hanno evidentemente neanche letto quando è stato introdotto due anni fa, magari attrezzandosi per essere pronti a fronteggiare un Uber o chiunque altro sarebbe entrato nel loro mercato! Ti faccio un altro esempio oltre ai bottegai: forse che SEAT Pagine Gialle e ILTE che le stampava non stavano per andare dal culo? Certo che sì, e sono io il primo a non avere mai più aperto una guida telefonica da quando ho Internet, ma sia SEAT che ILTE, entrambe torinesi, si sono riconvertite per sopravvivere, senza per questo bloccare le strade! Se con il costo come dici della licenza, del tassametro, dell'auto e la royalty alla Compagnia non ci stanno dentro (come se Uber non abbia dei costi e le Limousine non le paghi!), non è un problema della comunità ma loro, e si sveglino a risolverlo invece di dormire tutto il giorno nei Posteggi Taxi, salvo poi bidonare i Clienti sempre più rari. Non c'è niente di più odioso (non lo dico io ma lo disse Mario Monti, papà del Decreto Liberalizzazioni) nel pagare "tasse" dovute alla mancanza di concorrenza e di mercato in un determinato settore, e lo ha detto uno che ha fatto pagare a Microsoft una multa di 497 milioni di € per violazione della Concorrenza quando ne era Commissario Europeo! Questi cialtroni di tassisti invece di scioperare e accrescere l'antipatia che già la comunità nutre nei loro confronti, si sveglino e capiscano che il vento è cambiato e continua a cambiare alla velocità del 4G, non con quello del telefono fisso del Posteggio Taxi a cui rispondono con laiana lentezza, o la loro licenza se la metteranno dove non batte il sole, e a spingere ci penseranno Uber e i concorrenti di Uber che presto arriveranno, oltre alle compagnie di Car Sharing già esistenti. Saluti.
Ritratto di osmica
22 maggio 2014 - 15:10
Comprare le licenze è illegale. Lo stesso fumo hanno fatto quando si doveva liberalizzare il settore. Dopo aver speso anche 200.000€ se la facevano sotto... Invece di migliroare il servizio, anche qualla volta la LOBBY dei tassisti si è imposta ed ha "vinto la guerra".
Ritratto di Carlo Recla
23 maggio 2014 - 12:08
Per completezza d'informazione andrebbe detto che per divenire tassista, oltre a dover acquistare una licenza spesso molto cara, non basta avere la patente (che dev'essere "pubblica" e non "privata"), occorre dimostrare di conoscere la viabilità con un esame non sempre facile ed essere disposti a subire frequenti controlli, anche al tassametro (obbligatorio solo per loro). Certo ben venga la concorrenza, che ci procura certamente vantaggi, ma se questa è palesemente sleale, forse si possono capire le loro rimostranze... voglio aggiungere di non essere tassista, di non avere né aver mai avuto parenti tassisti e di utilizzare solo rarissimamente i loro servizi.
Ritratto di Flavio Pancione
22 maggio 2014 - 13:20
8
si difendono all'inverosimile le "caste", trovo giusto Uber. Ognuno si sposta come crede ed è giusto avere alternative, si alla concorrenza.
Ritratto di onavli§46
22 maggio 2014 - 14:01
nell'incontro svoltosi ieri con il Ministro dei Trasporti ed Infrastrutture Lupi, il Governatore della Lombardia Maroni, ed il Sindaco di Milano Pisapia, con la categoria Taxi, e la concorrenza Uber, di fatto non ha chiarito nulla o poco nulla, ossia, si è continuato a recitare quanto prevede il Decreto Liberalizzazioni, con tutte le incongruenze di applicazione, mai veramente chiarite. Il Decreto Liberalizzazioni, varato in fretta e furia, però non ha mai veramente affrontato i veri problemi di convivenza e concorrenza, e risulta ambiguo in molte parti. I legislatori dovrebbero però mettervi corretta mano, nel redigere chiaramente ogni aspetto dello stesso, che poi non sarebbe solo e solamente per i due duellanti del momento, ma per ogni generalizzazione di categorie. Uber, ha formulato lecitamente (si spera) tale servizio al pubblico, nelle direttive di tale DL, le varie concessioni sono state richieste e date, ma pur sempre nell'ottica nebulosa del DL. La categoria tassisti,(pensando ed essendo) categoria privilegiata a tale servizio, non si è mai fatta scrupoli ad ignorare la concorrenza, forse ed altresì, pur pensando erroneamente, che non sarebbe mai arrivata; e dunque di continuare a fare il bello e cattivo tempo sulla piazza e sul servizio. Indipendentemente (ma non troppo ) da tutto ciò, sussiste invece la durezza inusitata della contestazione selvaggia, perchè selvaggia e senza regole è stata della Categoria Taxi, ed ove, potrebbero pur sussistere gli estremi giuridici, del ravvisamento di reato penale, previsto dall'ex-art. 331 c.p. e connessi, relativo all'interruzione di pubblico servizio/ servizio di pubblica necessità, che per gli esecutori materiali, prevede la pena di condanna da 6 mesi ad 1 anno, + sanzioni amministrative; mentre per i promotori e gli organizzatori di tali forme di agitazione, che di sindacale non hanno proprio nulla, la condanna può essere definita sino a 7 anni + sanzioni. Il Prefetto di Milano dovrà decidere, anche in base alle numerosissime denunce formulate da privati cittadini, se attuare presso la Procura della Repubblica pur sempre di Milano, tale atto proseguente la precettazione. Da sindacalista, sono sempre stato contrarissimo agli scioperi selvaggi, che non solo non portano da nessuna parte, ma che in prima istanza, pur da una eventuale ragione si passa immediatamente al torto; e per la legge, la ragione ed il buon senso valgono. Comunque gli scioperi, vanno dichiarati legalmente in termini di tempi, orari e modalità, con congruo preavviso, cosa che non è assolutamente stata rispettata dalla categoria Taxi. Auspichiamo dunque pur e dunque un chiarimento legislativo in materia, che non possa ancora e sempre portare a situazioni di conflittualità selvaggia, e fuori da ogni regola civile e di legge. Purtroppo, e concludo, da lunedi 26 maggio 2014, il nostro Paese, sarà, in una maniera o nell'altra soggetto, attore e comparsa del ginepraio confusionale politico, che di politico non detiene più nulla. Le votazioni Europee sono state stravolte da ogni contendente politico di parte. La situazione per l'Italia INDIPENDENTE DA QUELLA ECONOMICA, è molto grave anche dal punto di vista istituzionale e sociale, pare che il buon senso e la serietà della persona e/o persone in quanto uomini responsabili di uno Stato democratico in macerie, proprio non esista più. Ciò vale per tutti, nessuno escluso.
Ritratto di osmica
22 maggio 2014 - 15:11
UberPop non ha nulla da spartire con l'Uber.
Ritratto di onavli§46
22 maggio 2014 - 17:24
Uberpop non avrebbe proprio nulla da spartire con Uber. Questa è una illecita infiltrazione di attività al servizio pubblico, e dunque illegale, mentre Uber no. Come però si potrà pensare, ma le istituzioni, non sapevano, e/o non sanno cosa è regolare e regolato in ogni senso per tale attività, oppure ci vuole il caos. Se così fosse, chiunque, ripeto chiunque e con pochi accorgimenti telematici, può svolgere tale servizio. Ma i controlli dove sono stati e dove sono. Peraltro, anche nei guidatori preposti alla Categorie Taxi, vi sono incongruenze di guida o meglio di guidatore, e cioè, vi sono casi che il guidatore titolare, da in "affitto" di gestione corse di giornata(e) (in nero) ovviamente, della sua guida preposta, per poi magari svolgere altra attività. E pur sempre qui i controlli preposti dove sono. E' ovvio che in tal caso, le conseguenze, perlomeno quelle di un accidentale, le paga anche il cliente, che certamente "sicuro" non è come crede usufruendo di un normale servizio Taxi
Ritratto di osmica
22 maggio 2014 - 18:31
Seppur Uber "è in regola" grazie alle deroghe e proroghe (la vettura Ncc dovrebbe partire e tornare sempre in autorimessa tra un cliente e l'altro). Cmq i "furbetti" li troverai in tutti i settori. Per quanto riguarda le due App, vale la pena precisare, che se le 2 app venivano acquisite dai tassisti, avrebbero rivoluzionato il proprio settore... Invece hanno aspettato e ora protestano e alzano le mani.
Ritratto di TommyMichi
22 maggio 2014 - 16:30
scusate la mia ignoranza, ma se uno vuole spendere qualcosa di più e prendere a chiamata un ncc, che male c'è? e poi, scusate ma i tassisti solo qui in Italia son così pochi e son così costosi, lo prenderei volentieri un taxi ogni tanto soprattutto la notte, ma se per 10 min di strada mi vanno a chiedere 50 euro come si può fare? a Barcellona mi ricordo che dopo mezzanotte c'era una miriade di taxi e tutti lo usavano abitualmente, ma una mezz'ora di strada (di notte) mi costava max 6-7 euro... non c'è paragone
Ritratto di osmica
22 maggio 2014 - 18:24
UberPop è una app dove ognuno poteva fare praticamente in tassista con la propria vettura che usa tutti i giorni. Bastava che avevi la patente da almeno 3 anni ed una vettura in buone condizioni. In sostanza facevi un bel lavoro completamente in nero e contro ogni regola del servizio di trasporto pubblico. Uber, invece, è un App destinata ai NCC. In genere il Ncc costa un 20% in più del taxi. Il prezzo del taxi, che sia Roma o Barcellona, è regolamentato dal comune/provincia. In Italia i taxi sono pochi e costosi? Grazie alla Lobby dei tassisti italiani. E sono costosi perchè sono pochi.... e siamo ben lontani dalla liberalizzazione del settore. p.s. ho vissuto in Spagna e usavo spesso il taxi per tornare il venerdi/sabato sera a casa...
Ritratto di lucios
23 maggio 2014 - 07:30
4
......ho viaggiato sempre in taxi, e non sono una persona ricca! Quello che ho speso li in italia me lo sogno!
Ritratto di TommyMichi
22 maggio 2014 - 18:29
SI MA NON SI USANO PERCHE' COSTANO UNO SPROPOSITO!! boh non mi convince, nel senso che se uno sa guidare ecc ok ma dovrà anche avere un' iscrizione con la quale essere controllato, quindi dei sistemi di controllo delle chiamate e controllo dell' incasso. così sarebbe ottimo, controllati e così pagherebbero le tasse. per gli NCC non ho nulla da obbiettare.
Ritratto di osmica
22 maggio 2014 - 18:39
L'uberpop non prevedeva alcun controllo o obbligo da registrarsi da qualche parte. Esempio, hai un lavoro part-time che ti impiega solo al mattino? Ti registri su Uberpop, te lo scarichi e di pomeriggio fai il tassista per hobby. Senza alcuna tutela ne per te, ne per il "cliente". - I Ncc fanno il loro lavoro rispettando le normative del loro settore.
Ritratto di stefbule
23 maggio 2014 - 07:10
12
ce ne fosse uno che conosce la materia e il motivo dello sciopero....tutta aria fritta
Ritratto di onavli§46
23 maggio 2014 - 11:05
forse non la conoscono "neppure" le parti in causa interessate; come pure la regolamentazione ed il diritto di sciopero, non è stato rispettato dai tassisti in base alla L.12/06/1990 n° 146 inerente a: Sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Ritratto di stefbule
23 maggio 2014 - 07:21
12
è, che meno sanno più scrivono...si salva solo il Pierf che evidenzia, giustamente, quasi tutti i costi (ne mancano) del tassista. Senza contare i doveri, che pure ha, nella sua professione.
Ritratto di Merigo
23 maggio 2014 - 08:39
1
Tassista cialtrone?
Ritratto di IloveDR
23 maggio 2014 - 09:00
3
che difende il proprio lavoro...Merigo che pezzo di... sei??? poi tutti bravi a difendere il Gruppo Fiat e i suoi innumerevoli cassintegrati!!!
Ritratto di Merigo
23 maggio 2014 - 11:17
1
Eccolo il post illuminato che illumina il blog come una stella cometa: li hai letti i miei post sopra? Leggili paladino delle lobby, capace come sempre solo di insultare ma mai di ragionare. Tu sei sicuramente di quelli che risolve il problema prendendo i taxi abusivi per spendere meno, o se prende un taxi vero chiede di potere pagare in nero per risparmiare mezzo euro. Quelli della Liberalizzazione, Concorrenza, Mercato Libero, ecc., sono discorsi troppo alti per te: non ce la puoi fare, fermati al post di stefbule. Saluti che dove sono oggi sta per passare il Giro!
Ritratto di IloveDR
23 maggio 2014 - 12:42
3
e guarda le persone che incontrerai negli occhi, valuta le loro sofferenze dietro l'apparente allegria che porta il passaggio della manifestazione ciclistica...intorno a te c'è anche un mondo reale!!!
Ritratto di stefbule
23 maggio 2014 - 13:57
12
che fa andare il cervello, l'esatto contrario tuo.
Ritratto di pessimo78
23 maggio 2014 - 08:41
1
Per me i tassisti si devono rassegnare! sono una delle tante lobby che non ha più senso di esistere!!!! Cmq almeno qui a Bologna prenotare un auto blu con conducente è facile come prenotare un taxi solo che uber lo rende piu facile grazie ai nuovi smartphone!
Ritratto di TommyMichi
23 maggio 2014 - 18:25
un conto è un' auto NCC e un conto è un normale privato. Abbiamo già chiarito la differenza sopra. Ripetendo, un NCC ha tutte le tutele del caso sia per sè che per il cliente e per di più paga ed è tutto in regola in fatto di sicurezza e fiscali, mentre uberapp da quel che ho capito è un' applicazione che consente a CHIUNQUE di iscriversi e poter essere chiamato per portare in giro altra gente, senza nessun tipo di qualifica, senza nessun tipo di garanzia nè di sicurezza per sè e per il cliente, nonchè guadagno del tutto in nero perchè non c'è modo ad oggi di controllare quanto uno lavori. Concludendo, son ben a favore della possibilità di poter chiamare anche un NCC al posto del taxi, pagando ovviamente qualcosa in più essendo un servizio migliore, ma totalmente contro al servizio taxi privato che essendo qui in Italia diventerebbe TOTAL BLACK...
Ritratto di rebatour
24 maggio 2014 - 11:51
avesse un incidente (magari grave) con a bordo il "cliente", così -gli sequestrerebbero il mezzo per due mesi perchè esercita ABUSIVAMENTE il serizio di noleggio con conducente. -l'assicurazione non risponderebbe, perchè il mezzo non è immatricolato come NCC Il tutto, naturalmente, con le leggi di adesso.
Ritratto di degrel0
23 maggio 2014 - 11:47
e i taxisti la rispettano mentre Uber no,come dimostrato dalle cause che devono affrontare in tutto il mondo.Il povero cerebroleso merigo deve a vere un fatto personale con i taxisti,forse questione di corna!
Ritratto di Merigo
23 maggio 2014 - 12:49
1
Mia moglie non prende il taxi perché dove vivo non ce ne sono, quindi tutt'al più si fa trombare dall'idraulico ma tu, perché non provi ad argomentare con un ragionamento i tuoi insulti? Io l'ho fatto e tu, ne sei capace? Su illuminaci, dall'alto del tuo QI 110 dicci perché i tassisti secondo te hanno ragione, dai raccontaci, aspettiamo, fenomeno! Scommetto che saprai solo rispondere con altri insulti.
Ritratto di gilrabbit
23 maggio 2014 - 13:53
Il tuo ragionamento in parte è corretto quando parla di evoluzione del mercato e delle liberalizzazioni e in parte sbaglia la dove attacca una categoria di lavoratori da 1500 euro il mese (quello che un tassista guadagna a Roma) come fosse una categoria di superburocrati dello stato. per un certo periodo il taxi è stato un lavoro ambito che portava guadagni ma oggi basta farsi un giro per la capitale per vedere i parcheggi pieni e con auto in attesa del cliente anche 2 ore. Uno che incassa 100 euro il giorno lo vuoi chiamare lobbista? Aggiungerei che alcuni sindaci per farsi gli amici hanno dato licenze oltre il limite e solo a Roma il buon Veltroni l'Africano ne ha rilasciate 500 in nome della liberalizzazione del miglioramento del servizio tanto che la dove facevano la fame in 3000 ora lo fanno in 3500!! Vogliamo liberalizzare? bene sediamo tutte le parti intorno ad un tavolo e troviamo una soluzione che accontenti tutti e non faccia solo gli interessi di chi vuole sfasciare il mercato già asfittico.
Ritratto di Merigo
23 maggio 2014 - 15:06
1
Se rispondi per conto di te stesso, per lo meno usa lo stesso nick name: scrivo a degrel0 e mi rispondi come gilrabbit? Deciditi, cosa c'è? Hai bisogno di fare finta di essere in due per ribattere ai miei argomenti? Tanto non ci riesci. Non vi accorgete (o preferisci: ti accorgi) che argomentando con il fatto che i tassisti sono diventati una categoria di poveracci (sempre che oggi 1.500 €/mese siano pochi considerato che l'operaio viaggia sui 1.000 e l'impiegato sui 1.300) non fai che aggiungere un motivo in più per cui la categoria deve rivoltarsi non contro le nuove Leggi sul libero mercato, ma come un guanto su se stessa reinventandosi, come sta facendo appunto Uber reinventando il mestiere, altrimenti mi stai parlando di categoria protetta oltre che di lobby, ma i tassisti non sono né ciechi ne zoppi (pardon, ipovedenti e motulesi) e quindi non fanno parte delle categorie protette. E non aggiungere esempi populisti e per altro poco pertinenti l'argomento, come quello del non certo indimenticabile Wally Veltroni, che è stato sì Sindaco di Roma, ma ha lasciato il mandato 6 anni fa e quindi chissà a quando risale l'episodio che racconti. Piuttosto, vatti a rileggere i miei post e i miei esempi più sopra, che ho già scritto abbastanza sull'argomento, tanto da prendermi solo oggi del pezzo di ..., cerebroleso e cornuto. Ma questa, come ho già scritto altre volte, è la parte divertente di questo blog: fare incazzare gli altri blogger! Saluti degle0/gilrabbit.
Ritratto di stefbule
23 maggio 2014 - 14:05
12
parli di taxi e vivi sul cucuzzolo della montagna..lo sai che sono bianchi e portano la gente vero? ahahaha, parla di telai e carrozzeria che (forse) te ne intendi, e come diceva oscar wilde " Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno.". E con questo non perdo più tempo a controbattere
Ritratto di onavli§46
23 maggio 2014 - 14:37
dai Tuoi possibili contenziosi di sito (che pur io ho), debbo contraddirti su alcuni fattori rispetto al contenzioso Categoria Taxi / Uber. La Categoria Taxi, avrebbe ragione, anzi forse qualche ragione, se avesse intelligentemente intrapreso un'azione legale, per manifestare alcuni aspetti inerenti "alla non eccessiva" chiarezza applicativa, del DL sulle liberalizzazioni, e dunque sulla concorrenza di esercizio al Servizio pubblico di trasporto persone. La Categoria Taxi (non tutti fortunatamente), ha iniziato una lotta impropria, che parte dalla non contemplazione ampiamente esercitata, della dichiarazione dello stato di agitazione ad oltranza, chiamato furbescamentemente -sciopero- , ma non rispettando minimamente le regole previste dalle leggi in materia. Se si legge i precedenti miei commenti vi sono pur i riferimenti. Altresì, ha determinato e dunque pur iniziato, ad atti di intimidazione (pur con scontri fisici e danneggiamenti oggettivi) alla concorrenza Uber, che comunque pur la stessa, appunto relativa alla non chiarezza generalizzata del citato DL, non ha volutamente e/o insaputamente rispettato alcuni basilari vincoli al permesso e alla deroga del servizio pubblico prestato ed ivi eseguito. Il Ministero, ha dichiarato che farà chiarezza e dunque si vedrà. Ritornando ancora alla Categoria Taxi, però oltre l'attuale vicenda in essere. Normalmente gli autisti dei Taxi, non rispettano quasi mai pur l'art. 172 del CdS, inerente all'obbligo delle cinture di sicurezza, in ogni totalità di servizio al pubblico. Altresì ed ancora, non rispettano o perlomeno alterano spesso una norma fiscale, quella, inerente al Decreto Presidente della Repubblica 21/12/1996 n°696, in cui se pur vero che il conducente Taxi, non ha obbligo di rilasciare comune ricevuta fiscale, ma che se il cliente trasportato, richiede specificatamente fattura per proprie ragioni, il conducente Taxi non solo ha l'obbligo di rilasciare fattura nei tempi canonici previsti dalla legge ed inviarla al Cliente trasportato, ma su tale fattura, non deve gonfiare l'importo con l'applicazione dell'aliquota IVA, che il trasportato, in base all'ex-art 10 comma 1 n° 18 d.p.r. 633/1972, essendo "utilizzatore ultimo", non deve essergli corrisposta illecitamente dal tassista, che invece regolarmente propina all'ignaro cliente. Vi sono tantissime altri illeciti praticate dalla categoria, ma pur se gravi, le tralasciamo per spazio di scrittura. In sintesi, ripeto come già fatto precedentemente, le lotte sindacali si fanno con le leggi predisposte, diversamente tutto diventa illecito. Certo sono lavoratori pur loro, ma si sentono come altre "caste" di lavoratori privilegiate ed intoccabili. Mentre la totalità dei lavoratori di altri settori, se sbagliano sono sanzionati e a volte pure licenziati. Intoccabili dunque non sono, in quanto e sopratutto, sopratutto in tempi di vacche magre, ove pur il capello diventa una diga da non erigere propri, tutto diventa un problema nella società. La società, ovviamente nelle regole e leggi specifiche è di tutti, ma forse un poco meno di chi usa l'illecito.
Ritratto di gilrabbit
23 maggio 2014 - 13:44
Le strade sono piene di auto Ncc con le licenze rilasciate dai più svariati comuni d'Italia ceh operano abusivamente da sempre nel territorio della capitale in accordo tra l'altro con portieri d'albergo e agenzie di viaggio. Legge imporrebbe che l'Ncc fosse un servizio da "rimessa" mentre è un taxi che ruba lavoro ai taxi e tra l'altro con licenze discutibili perchè non è pensabile che paesini della calabria o milise di 800 abitanti abbiano rlasciato 5/6 licenze Ncc. Quando come solito siamo alle comiche italiache fatte da gente che cerca in tutti i modi di farsi riconoscere da chiunque arrivi nel paese del sole e del mare e della pizza....e del mandolino!!
Ritratto di rebatour
23 maggio 2014 - 14:28
Ma qu, in Lombardia, gli NCC sono corretti, e poi da Milano a Malpensa costa quasi meno l'NCC che il taxi.
Ritratto di degrel0
23 maggio 2014 - 14:33
sono solidali con i taxisti perché Uber sottrae lavoro illegalmente anche a loro.
Ritratto di gilrabbit
23 maggio 2014 - 16:51
Da e per gli aeroporti hanno tariffe fisse. 45 Fiumicino e 38 Ciampino. Gli NCC costano quasi il doppio. Il problema degli NCC romani è che operano a Roma con licenze farlocche rilasciate in altri comuni. È come se n nccdi Milano domani facesse base a Roma e cene sono una miriade perché il lavoro con i turisti è qui.
Ritratto di gilrabbit
23 maggio 2014 - 16:47
Di solito non offendo ma nei tuoi riguardi non si può fare a meno di dire che hai seri problemi di testa. Saluti
Ritratto di Paolo-Brugherio
23 maggio 2014 - 17:30
6
con tutto il can-can che hanno fatti i tassisti, UBER si è fatta una rilevante pubblicità a costo zero! Il mondo cambia... con l'avvento di supermercati e centri commerciali hanno chiuso piccoli bottegai, i negozi che vendono CD musicali ormai non esistono (quasi) più perchè adesso la musica la si fruisce da Internet, VHS e DVD di film a noleggio sono ricordi del passato, i laboratori fotografici sono scomparsi perchè ormai le foto si guardano sullo smartphone o sul PC...e si potrebbe continuare! Ma solo i tassisti non si sono resi conto che siamo nel terzo millennio e che tutto si evolve? Peggio per loro se non sono stati capaci di adeguarsi ai tempi... forse è meglio che si cerchino un altro lavoro...
Ritratto di onavli§46
23 maggio 2014 - 23:14
siamo nel terzo millennio, perchè il tempo cammina, ma la nazione Italia, non solo non cammina, non solo è al palo, ma addirittura retrocede nell'economia, nella finanza, nei valori, e sopratutto nel lavoro. E' più che ovvio, che la Categoria Taxi, dovrà darsi una più che adeguata mossa di aggiornamento; ma anche lo Stato, il nostro Stato che è "una Repubblica democratica fondata sul lavoro", cosa fa per promuovere modernità ed innovazione e sopratutto chiarezza? Vi sono tecnologie applicate oltre misura, che allo sprovveduto fanno pensare, che nell'anno di grazia 2014, con un semplice smartphone o tablet, possiamo avere il mondo in mano, chiamare appunto tramite app il servizio pubblico con autista, mentre dall'altro lato di Uber (per solo esempio), abbiamo la Categoria Taxi, retrograda e pure illecita nei comportamenti. Lo Stato nelle sue complessive istituzioni, dovrebbe promuovere iniziative, e metodologie sempre al passo con i tempi, o perlomeno metterle in condizioni di poterle formulare al "lavoro nuovo", mentre ed invece, ogni situazione nazionale è semplicemente catastrofica. Non soffermiamoci sul perchè e sul percome, la realtà è questa, e chi non la vede o fa proprio finta di non vederla, discute arrogantemente di utopia. Si difende ingiustificatamente il vecchio, perchè il nuovo che avanza e/o dovrebbe avanzare non esiste. La vicenda Taxi / Uber, avrà un punto d'intesa, avrà una labile sintonia del "volemmose bene", per tirare a campare, e per non assumersi responsabilità Istituzionali, di categoria e pur personali. Ma quanto potrà ancora durare la filosofia di questo Paese, mal gestito, mal governato, e mal vissuto. Penso ancora molto poco, e questo non è disfattismo, come qualche idiota di montagna recita come una comparsa teatrale. Sino a che accadranno certe situazioni, ed anche tantissime altre, non diciamo che siamo un Paese moderno, diciamo solo con delusione onesta, che siamo un Paese ed un popolo che sopravvive alla giornata, per colpa di altri e per colpa di ognuno di noi.

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