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L’India presto terzo mercato mondiale

11 settembre 2012

Secondo uno studio i Paesi emergenti stanno assumendo un ruolo determinante nello scenario mondiale dell’automobile, e in questo quadro l’India è destinata entro il 2018 a essere dietro soltanto a Stati Uniti e a Cina.

ELDORADO D’ORIENTE - Anche se nel mese di agosto il mercato indiano ha segnato un calo del 18,6%, con 118.142 unità immatricolate, l’India è uno dei Paesi più ricchi di prospettive per l’industria dell’automobile. Basta scorrere le notizie che quotidianamente arrivano circa nuove iniziative di costruttori per aumentare la produzione nel Paese-continente indiano. L’ultima testimonianza viene dalla Toyota che ieri ha confermato l’intenzione di realizzare in India il suo terzo impianto di produzione; questo dopo che nei giorni scorsi aveva deciso un investimento di 127 milioni di euro per potenziale la sua fabbrica nella città di Bangalore, portandone la produzione da 210 mila a 300 mila unità all’anno. Intanto la Renault ha avviato la commercializzazione del suo nuovo modello Scala, il quinto della gamma proposta sul mercato indiano.

NON SOLO EXPORT - Le fabbriche indiane sono impiegate molto come base di produzione per l’export verso diversi Paesi emergenti, in Asia e in Africa, ma sono le prospettive dello stesso mercato domestico che rendono l’India una realtà automobilistica dalle grande prospettive. Ci scommettono i principali analisti, come Felix Kuhnert responsabile dell’agenzia di consulenza tedesca PwC che ha parlato dell’India come del terzo mercato al mondo dopo Stati Uniti e Cina entro il 2018. Questo mentre oggi le vendite in India sono inferiori anche a quelle di Corea del Sud, Germania e Giappone.   

NUOVO E MATURO - Secondo le previsioni dell’agenzia PwC, l’ascesa dell’India nella graduatoria dei mercati rientrerebbe nel quadro della crescita dei nuovi mercati automobilistici, che beneficiano di una situazione in cui l’automobile è un bene da conquistare. Ciò mentre i mercati maturi come l’Europa, negli anni passati con l’incentivazione all’acquisto, hanno anticipato un rinnovo del parco auto che sarebbe dovuto avvenire nei prossimi anni.  

GLI ANNI DEL “SORPASSO” - Nel suo studio Autofacts, PwC indica in poco più di 79 milioni i veicoli prodotti al mondo nel 2012, rispetto ai 74,1 del 2011, con una crescita nei Paesi emergenti del Bric (Brasile, India, Russa e Cina) del 2,69%; dell’1,45% in Giappone, dell’0,86% in Nord America, mentre l’Europa è prevista in calo dello 0,59%. Per il 2018, le previsioni di PwC vedono il superamento della soglia dei 100 milioni di veicoli, con una netta prevalenza dei mercati emergenti. In questo quadro complessivo, l’industria indiana beneficerà della crescita del mercato interno, che mentre in altre realtà del mondo come l’Europa ci sarà una stagnazione, con conseguenti “sorpassi”.



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Ritratto di MatteFonta92
11 settembre 2012 - 17:30
3
Queste cose già si sapevano, non le scopriamo ora, l'India sta avendo una profonda crescita economica, come accadde in Italia negli anni '60. Solo che loro, essendo una nazione più povera, hanno avuto questa crescita solo adesso, come la Cina e come qualche stato del nordafrica.
Ritratto di negus
11 settembre 2012 - 18:07
Io in India ci ho vissuto per un periodo, è vero che sta avendo un boom economico ma non è minimamente paragonabile alla Cina! In India solo una piccola parte della popolazione si sta effettivamente arricchendo, lontani comunque dal formare una classe media che in Cina si sta affermando e sta consumando grazie al boom manifatturiero che in India è pochissimo sviluppato preferendo estrazione di materie prime e software tecnologico. Questo spiega anche il calo delle immatricolazioni che ci sono attualmente in India.
Ritratto di francesco alfista
11 settembre 2012 - 18:11
nei paesi emergenti cina e brasile su tutti..!!!
Ritratto di Gino2010
12 settembre 2012 - 13:49
e magari se ne va cosa vuoi che succeda all'economia italiana a parte la chiusura di Cassino,Melfi,Mirafiori,il fallimento di Ansaldo,Fincantieri,Fiat Ferroviaria,Augusta Westland,Impregilo,Iveco,Irisibus,qualche centinaio di migliaio di persone prima in cassa poi disoccupate,il crollo delle esportazioni,della borsa,il crollo dei consumi,lo spread che va a 1000 ecc.Però però ci togliamo una bella soddisfazione.Con la fiat che se ne va altrove l'alfa non passerà mai nelle mani crucche.Meglio il fallimento e la fame.Giusto francè?
Ritratto di osmica
11 settembre 2012 - 21:41
Ultimo capitolo "BRIC: Brasile, India, Rissa, Cina" anche l'ordine non è correttissimo :)
Ritratto di Renault90
11 settembre 2012 - 21:58
tutta l' economia di qui sta andando li quindi non stupiamoci se cresceranno più di noi.
Ritratto di fogliato giancarlo
12 settembre 2012 - 00:59
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di andreapr86
12 settembre 2012 - 08:19
si ma che qualità hanno le auto?
Ritratto di Gino2010
12 settembre 2012 - 13:42
che ha un miliardo di abitanti e rotti.Ad un certo punto è pure giusto che ci sia più ricchezza dove vivono 1.000.000.000 di persone,( o di più),che 60.000.000 come in italia.Per questo si era pensato di fare l'europa che avrebbe contato 300.000.000 di consumatori e quindi sarebbe sopravvisssuta a questo assalto.Purtroppo hanno dato vita ad un pasticcio che alla prima crisi è andato in frantumi.Che dire.Cina ed India ci supereranno in tutto,uno per volta,e noi ce la prenderemo in quel posto.E giusto così.Non si può pretendere di rifare le colonie per concentrare la ricchezza dove vive una minoranza.

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