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L’industria dell’auto ha incontrato l’Europa

15 giugno 2013

Da una parte la UE che impone nuove leggi e limiti, dall'altra le case che non sono sempre d'accordo.

L’industria dell’auto ha incontrato l’Europa
REGOLE E INDUSTRIA - I tanti temi sul tappeto in materia di regolamentazione comunitaria dell’automobile, ha spinto i rappresentanti dell’Acea (l’associazione dei costruttori) a incontrare i vertici dell’Unione europea. Si è infatti svolto a Bruxelles un incontro tra il presidente della Commissione europea Manuel Barroso (nella foto) e i massimi esponenti dell’Acea in rappresentanza dell’industria dell’auto europea. Nella sede della Commissione il presidente Barroso ha ricevuto Sergio Marchionne (Fiat) in qualità di presidente di turno dell’Acea, accompagnato da Norbert Reithofer (BMW), Stephen Odell (Ford Europa), Karl-Thomas Neumann (GM Europa), Byung-Kwon Rhim (Hyundai Motor Europe), Ralf Speth (Jaguar Land Rover) e Philippe Varin (PSA Peugeot Citroën). 
 
MENO RUMORE PER TUTTI - Nel corso dell’incontro i rappresentanti dell’industria automobilistica hanno posto a Barroso un quadro dei principali nodi sul tappeto, su cui le istituzioni europee hanno legiferato o stanno legiferando. In proposito sono stati indicati alcuni punti che suscitano la preoccupazione dei costruttori. I rappresentanti dell’Acea, che ovviamente fanno i loro interessi e non sempre vedono di buon grado imposizioni che fanno lievitare i costi di sviluppo, hanno fatto presente che quanto previsto in materia di regolamentazione acustica delle auto è qualcosa che va al di là delle reali possibilità. Le leggi proposte dalla Commissione vorrebbero che il livello di rumore emesso dalle auto si riducesse mediamente di 4 decibel entro il 2017 (da 74 a 68 dB), con un margine di 2-6 dB in più per le auto più potenti, e introduce una nuova procedura di misurazione e omologazione.
 
SI LOTTA PER LA C02 - Per quanto concerne le emissioni di CO2 e i limiti che l’Unione europea sta discutendo per il futuro, i rappresentanti delle case costruttrici hanno manifestato la convinzione che tali parametri abbiano motivazioni politiche, slegate dalla realtà. Si parla di una media di 95 grammi al chilomentro per ciascun costruttore entro il 2020, contro i 130 ai quali si deve arrivare entro il 2015. Altro aspetto evidenziato dai costruttori è stato quello dei tempi che le nuove regolamentazioni lasciano all’industria per arrivare alla loro applicazione. In proposito è stato fatto l'esempio dell’obbligo di adottate il sistema eCall: secondo questa legge, entro la fine del 2015 le case dovranno dotare tutte le loro auto nuove di un sistema di chiamata automatico dei soccorsi in caso di incidente. 
 
COSÌ PARLÒ MARCHIONNE - Il presidente dell’Acea Sergio Marchionne ha concluso sottolineando come “il settore dell’automobile sia pronto a sostenere l’Europa nel suo obiettivo di far crescere al 20% per il 2020 la quota industriale del prodotto interno lordo europeo. Ma per quanto riguarda la capacità di adattarsi ai cambiamenti richiesti abbiamo bisogno di un contesto che ci sostenga. Un contesto che promuova la nostra competitività, che poi significa promuovere l’economia e l’occupazione”. L’Acea ricorda che l’industria dell’automobile in Europa occupa il 5,3% della popolazione attiva (11,6 milioni di persone).


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Ritratto di yeu
16 giugno 2013 - 16:06
Ovviamente tutti tirano l'acqua al proprio mulino, ma in questo caso le case costruttrici hanno ragione. Già il mercato europeo è in negativo e genera perdite di esercizio enormi, quindi è inutile imporre costi di sviluppo fuori portata per poi trovarsi ad avere dei prezzi d'acquisto insostenibili, pertanto una più violenta caduta dei mercati ed un'ulteriore chiusura di stabilimenti. Se vogliono fare queste regolamentazioni, allora i costi di sviluppo siano a carico dell'Europa.
Ritratto di 19miki90
16 giugno 2013 - 19:58
4
Posso ancora capire il CO2, ma ormai si sente quasi più il rotolamento del motore... poi non e nemmeno così fastidioso (almeno per me), anzi!
Ritratto di camaro4ever
17 giugno 2013 - 15:46
3
la riduzione del rumore incrementa il rischio di incidenti, come dimostrato dai problemi emersi con le auto elettriche, le quali, essendo silenziose, non segnalano ai pedoni il loro approssimarsi. Chi pensa certe misure, dovrebbe pensare anche a TUTTE le conseguenze di ciò che propone, altrimenti è solo l'ennesima dimostrazione di incompetenza.
Ritratto di 19miki90
17 giugno 2013 - 16:11
4
Concordo! Ma sono capaci di fare in modo che l'auto non faccia più rumore e poi metterne uno artificiale, conoscendo gli elementi... invece di lasciare quello del motore che é molto meglio anche da sentire

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