REGOLE E INDUSTRIA - I tanti temi sul tappeto in materia di regolamentazione comunitaria dell’automobile, ha spinto i rappresentanti dell’Acea (l’associazione dei costruttori) a incontrare i vertici dell’Unione europea. Si è infatti svolto a Bruxelles un incontro tra il presidente della Commissione europea Manuel Barroso (nella foto) e i massimi esponenti dell’Acea in rappresentanza dell’industria dell’auto europea. Nella sede della Commissione il presidente Barroso ha ricevuto Sergio Marchionne (Fiat) in qualità di presidente di turno dell’Acea, accompagnato da Norbert Reithofer (BMW), Stephen Odell (Ford Europa), Karl-Thomas Neumann (GM Europa), Byung-Kwon Rhim (Hyundai Motor Europe), Ralf Speth (Jaguar Land Rover) e Philippe Varin (PSA Peugeot Citroën).
MENO RUMORE PER TUTTI - Nel corso dell’incontro i rappresentanti dell’industria automobilistica hanno posto a Barroso un quadro dei principali nodi sul tappeto, su cui le istituzioni europee hanno legiferato o stanno legiferando. In proposito sono stati indicati alcuni punti che suscitano la preoccupazione dei costruttori. I rappresentanti dell’Acea, che ovviamente fanno i loro interessi e non sempre vedono di buon grado imposizioni che fanno lievitare i costi di sviluppo, hanno fatto presente che quanto previsto in materia di regolamentazione acustica delle auto è qualcosa che va al di là delle reali possibilità. Le leggi proposte dalla Commissione vorrebbero che il livello di rumore emesso dalle auto si riducesse mediamente di 4 decibel entro il 2017 (da 74 a 68 dB), con un margine di 2-6 dB in più per le auto più potenti, e introduce una nuova procedura di misurazione e omologazione.
SI LOTTA PER LA C02 - Per quanto concerne le emissioni di CO2 e i limiti che l’Unione europea sta discutendo per il futuro, i rappresentanti delle case costruttrici hanno manifestato la convinzione che tali parametri abbiano motivazioni politiche, slegate dalla realtà. Si parla di una media di 95 grammi al chilomentro per ciascun costruttore entro il 2020, contro i 130 ai quali si deve arrivare entro il 2015. Altro aspetto evidenziato dai costruttori è stato quello dei tempi che le nuove regolamentazioni lasciano all’industria per arrivare alla loro applicazione. In proposito è stato fatto l'esempio dell’obbligo di adottate il sistema eCall: secondo questa legge, entro la fine del 2015 le case dovranno dotare tutte le loro auto nuove di un sistema di chiamata automatico dei soccorsi in caso di incidente.
COSÌ PARLÒ MARCHIONNE - Il presidente dell’Acea Sergio Marchionne ha concluso sottolineando come “il settore dell’automobile sia pronto a sostenere l’Europa nel suo obiettivo di far crescere al 20% per il 2020 la quota industriale del prodotto interno lordo europeo. Ma per quanto riguarda la capacità di adattarsi ai cambiamenti richiesti abbiamo bisogno di un contesto che ci sostenga. Un contesto che promuova la nostra competitività, che poi significa promuovere l’economia e l’occupazione”. L’Acea ricorda che l’industria dell’automobile in Europa occupa il 5,3% della popolazione attiva (11,6 milioni di persone).