NEWS

In Italia è demotorizzazione?

30 luglio 2013

Si parla spesso della tendenza a disfarsi dell'auto, ma la statistiche evidenziano che non è proprio (o ancora) così.

In Italia è demotorizzazione?
MENO VENDITE - Il mercato italiano dell’auto è in calo da sei anni. L’attuale fase di ridimensionamento è iniziata nel 2008. L’anno precedente il totale delle autovetture immatricolate nuove in Italia era stato di 2.494.115 unità, e da allora la discesa è stata continua, fino al consuntivo del 2012 arrivato solo 1.403.028 autovetture immatricolate. Una tendenza diversa diversa l'ha registrata invece il parco circolante, cioè le auto realmente sulle strade. Rispetto al 2011, l’anno scorso c'è stata una lieve diminuzione dello 0,09%, passando da 37.095.959 del 2011 a 37.061.141 unità del 2012. Ma prima di questo leggero ridimensionamento, c’era stata una crescita pressoché continua per decenni, con solo piccoli cali nel 1996 e nel 2004 (rispettivamente dello 0,63% e del lo 0,66%).
 
CONTRADDIZIONE - L’Osservatorio Autopromotec di Bologna ha condotto uno studio sulle variazioni del parco circolante rilevate dall’Aci negli ultimi anni e ha colto appunto il contrasto tra i dati di immatricolazione, scesi di oltre un milione dal 2007 al 2012, di cui 758 mila unità dal 2008, e il parco circolante, che dal 2008 al 2012 è cresciuto di 986.612 unità, pari al 2,73%, nonostante il citato lieve ridimensionamento del 2012.
 
PARCO CIRCOLANTE DELLE AUTOVETTURE IN ITALIA
2008 2011 2012 Variz. 08-12 Variz. 11-12
36.074.529 37.095.959 37.061.141 2,73% - 0,09%

 

CRESCITA OVUNQUE - L’analisi dei numeri “storici” porta l’Osservatorio Autopromotec a dire che il più volte evocato fenomeno di “demotorizzazione”, cioè di abbandono e disamore per l’automobile, non trova conferma nei numeri. Lo studio sottolinea anche come la crescita del parco circolante nel periodo 2008-2012 abbia interessato tutte le regioni d’Italia, nessuna esclusa. Nove regioni sono cresciute di un tasso inferiore alla media nazionale (il citato 2,73%) mentre tutte le altre 11 hanno avuto incrementi più forti. 

AUTO SEMPRE INTERESSANTE - In sostanza, lo studio mette in evidenza che a pesare è la crisi economica, la quale crea difficoltà a usare l’auto e quindi a comprarla, spingendo anche qualcuno a disfarsene. Ma, essendo impossibile rispondere alle esigenze di mobilità con i mezzi pubblici - e magari anche per tutto ciò che l’auto sa offrire in più nei confronti degli altri mezzi - per il momento non si può parlare di “demotorizzazione” dell’Italia.
Aggiungi un commento
Ritratto di yeu
30 luglio 2013 - 18:13
Ovvio, il mercato del nuovo è caduto, mentre le auto da rottamare vengono rottamate con più anni sulle spalle. Se non si ha la possibilità del nuovo, chi ha il vecchio, se lo tiene.
Ritratto di clips12
30 luglio 2013 - 19:00
Ad un calo costante delle immatricolazioni del nuovo, fa da contro altare l'aumento delle compravendite del parco usato, in molti casi anche con pochi anni (e km) sulle spalle, segno dei tempi non proprio semplici.
Ritratto di Sam1989
30 luglio 2013 - 22:57
Tutto questo fa pensare ad un buon mercato dell'usato. Speriamo che regga e salvi le concessionarie!
Ritratto di NelSeprio
30 luglio 2013 - 23:44
Impossibile che questo paese si demotorizzi, usiamo la macchina anche per fare un chilometro
Ritratto di lucios
31 luglio 2013 - 00:11
4
..se non posso permettermi l'auto nuova, cerco di tirare a avanti con quella vecchia, facendo un po di manutenzione in più........OVVIO
Ritratto di Porsche
31 luglio 2013 - 09:29
Ormai chi volesse acquistare un'auto nuova non lo fa più. Per tanti motivi, economici in primis. Si rifà sull'usato, oppure "tira il collo" alla vecchia car di casa. Non si chiamerà demotorizzazione, ma è evidente che si è tornati a quei tempi in cui l'auto che avevi te la tenevi stretta perchè sapevi che ti doveva durare più a lungo possibile. Poi arrivò il benessere economico, e quindi il consumismo, prestiti agevolati che hanno consentito anche a chi non aveva il soldo di ripagarsi la sua bella auto con le cambiali.... Quindi il sogno diventava realtà. Non si chiamerà demototizzazione ma secondo il mio parere si è tornati indietro. Questa è l'anticamera della demotorizzazione vera ? Se continua ad aumentare il costo del carburante, se i salari restano bloccati e così via certamente si.
Ritratto di Yellowt
31 luglio 2013 - 12:45
L'auto ERA un sogno, oggi è solo un problema per la maggior parte delle persone. Bollo, assicurazione, benzina e accise, autostrada sono solo una parte dell'enorme problema. Aggiungiamoci che chi si compra una bella macchina viene fermato dalla finanza e additato come evasore, tantissimi meccanici cercano la fregatura, le patenti vengono regalate ai giovani e lasciate ai 90enni che non vedono a 1 metro di distanza, la polizia è più preoccupata di fare la multa che della sicurezza stradale, il pra e l'aci sono carrozzoni pubblici dove parassiti patentati fanno sudare 7 camice per una qualunque pratica. Poi aggiungiamo l'IPT, il notaio sui passaggi di proprietà dell'usato, la revisione ogni due anni ( che tradotta è: lascia 60 euro e non ti preoccupare ). in più col traffico la macchina è divenatata SCOMODA: chi vive in grandi città fa molto prima e spende molto meno coi mezzi o con i taxi, chi vive nelle piccole va in bicicletta o a piedi. Ma tanto chi governa pensa ad alzare la accise, ad alzare le autostrade, i bolli eccetera. L'auto ormai è antipatica, c'è poco da fare.
Ritratto di NURS
31 luglio 2013 - 13:55
Che chi vive nelle grandi città faccia prima non è vero poi, se consideri che chi vive sul "confine" della grande città (come me) pagherebbe abbonamenti fuori di testa, non è vero neanche che costi meno; concordo invece sul resto!
Ritratto di Yellowt
31 luglio 2013 - 16:01
Devi però considerare che ogni anno tra assicurazione e bollo mediamente si spendono tra i 500 e i 1000 euro. Con cifre del genere altro che abbonamenti ai mezzi ;-) In più risparmi benzina, manutenzione e tempo ( nel senso che nel tempo che useresti per guidare puoi leggere il giornale, telefonare, navigare su internet ecc )
Ritratto di andvolante1
31 luglio 2013 - 21:46
concordo su tutto, ma dimentichi una cosa...i mezzi pubblici sono comodi se abiti in centro città, o comunque non troppo fuori... altrimenti l'auto o la moto diventano un obbligo se vuoi andare al lavoro... senza contare che nella maggior parte dei casi il lavoro lo si trova lontano da casa e spesso e volentieri per non dire sempre in questi casi sei obbligato ad usare un mezzo privato xk il pubblico o manca o è talmente scomodo che non conviene.
Pagine