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L’ASI acquista la collezione Bertone

29 settembre 2015

Per 3,4 milioni di euro l’Automotoclub Storico Italiano ha rilevato l’intera collezione di auto che costituivano il museo della Bertone.

L’ASI acquista la collezione Bertone
ASTA TELEMATICA - È stato definitivamente scongiurato il pericolo di vedere disperso il patrimonio di auto, prototipi e studi di stile che testimoniano la straordinaria storia della carrozzeria Bertone. La raccolta è stata aggiudicata all’Asi (Automotoclub Storico Italiano ) a un valore di 3,44 milioni di euro, che significa il 61% in più rispetto alla base d’asta. La vendita all’incanto si è svolta via Internet e ha registrato quaranta rilanci.
 
MODELLI DI GRANDE IMPORTANZA - L’asta ha riguardato 79 pezzi tra auto della collezione Bertone, modelli, telai e studi che costituivano il museo della carrozzeria situato a Caprie, in Val Susa, in provincia di Torino. Tra le auto esposte ve ne sono di grandissimo rilievo storico, come le Lamborghini Miura, Espada e Countach, la Lancia Stratos stradale, le Alfa Romeo Giulia SS, Giulia Sprint e Montreal. Ampia è poi la raccolta di prototipi disegnati da Nuccio Bertone.
 
UN CORPO UNICO - L’importanza della vendita risiede soprattutto nel fatto che con l’acquisizione da parte di una realtà come l’ASI (federazione di club) le auto del museo Bertone potranno continuare a essere un “unicum” capace di raccontare la storia di una delle realtà più importanti nella storia del design automobilistico. Non per nulla la collezione è stata dichiarata bene di interesse culturale dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo. Tale riconoscimento ha in pratica vincolato la vendita delle auto in unico lotto. Per la stessa ragione la collezione non potrà essere dispersa (i singoli pezzi venduti separatamente) né venduta all’estero.
 
PER UN NUOVO MUSEO - L’ASI era stato anche all’origine della procedura che aveva portato il ministero dei Beni culturali a dichiarare la collezione di interesse nazionale. Il presidente dell’Asi, Roberto Loi,  ha dichiarato che ora si tratta di definire come le auto potranno essere rese accessibili e fruibili degli studiosi e degli appassionati; in pratica come allestire un vero e proprio museo, probabilmente a Torino.
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Ritratto di TheStig_97
29 settembre 2015 - 17:58
Meglio di così non poteva andare, direi!
Ritratto di CV
29 settembre 2015 - 18:58
Una volta tanto una buona notizia. Restano in Italia.
Ritratto di evilwithin
29 settembre 2015 - 19:27
Evvai! Temevo finissero a qualche privato...
Ritratto di SINISTRO
30 settembre 2015 - 10:06
3
o, ancora peggio, in mano a VAG & Co....!
Ritratto di MatteFonta92
29 settembre 2015 - 23:47
3
Tempo fa diversi utenti (tra cui anche il sottoscritto) avevano auspicato che la collezione di Bertone finisse in mano a qualcuno che potesse esporla al pubblico... e, per fortuna, è proprio quello che è successo. Almeno siamo sicuri che questo immenso patrimonio automobilistico rimarrà intatto e potrà essere ammirato da tutti. Complimenti all'ASI!
Ritratto di impala
30 settembre 2015 - 06:39
... Grande notizia !!!! Gia l'intervento dell' Ministero dei beni e delle attività culturali era molto importante, cosi niente speculazione della parte di privati stranieri, ma sopratutto questa collezione resta in Italia ... una cosa molto importante, perche queste macchine rappresentano la nostra storia e il nostro patrimono, dunque grande il Ministero dei beni e soprattutto un infinito grazie al' ASI ... siete stati bravi ragazzi !!!
Ritratto di Porschellino
30 settembre 2015 - 10:59
Felicitazioni vivissime! Spero che l'ASI impieghi ancora tutto il suo potere contrattuale per convincere il governo a non massacrare i proprietari di auto italiane dichiarate "di interesse storico". Questi ultimi vanno invece premiati e iscritti in un registro dei "Meritevoli" tenuto presso il ministero dei Beni culturali, che comporti sostanziosi sgravi fiscali, per il solo fatto di conservare il frutto del genio italiano.
Ritratto di Sprint105
30 settembre 2015 - 13:27
è la prima volta che l'Asi fa qualcosa di buono. Certo che di soldi ne han tirati su parecchi con le loro omologazioni.... Sperimo rendano presto facilmente fruibile al pubblico la collezione
Ritratto di acterun
30 settembre 2015 - 13:50
L'Asi dove li trova 3,4 milioni di euro? Tutti proventi del "pizzo" legalizzato che bisogna pagare per veder riconosciuta come d'epoca un'auto altrimenti considerata solamente vecchia?
Ritratto di Luigi Mininno
30 settembre 2015 - 16:19
Avvai
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