Lexus ES: una nuova strada in Europa

03 ottobre 2018

La Lexus cambia strategia e al posto della GS a trazione posteriore importa la ES a trazione anteriore, una berlina lunga 496 cm solo ibrida.

Lexus ES: una nuova strada in Europa

MECCANICA CURATA - Per la prima volta nella storia la Lexus importerà in Europa la berlina Lexus ES, una quattro porte con la coda giunta alla settima generazione, destinata a prendere il posto della più nota GS. Per la casa giapponese questa è una grossa novità, visto che la ES adotta un nuovo pianale a trazione anteriore e non scarica quindi la potenza sulle ruote posteriori come la GS. La Lexus ha ribadito qui al Salone dell'automobile di Parigi che il cambiamento non dovrebbe intaccare il piacere di guida, perché la Lexus ES 2018 è dotata di una piattaforma costruttiva molto evoluta (si chiama GA-K) in grado di avvicinare i livelli di rigidità strutturale di quella a trazione posteriore utilizzata per la coupé LC e l’ammiraglia LS (la GA-L), migliorando così il comportamento dell’auto su strada e la bontà delle reazioni al volante. Sulla versione sportiva F Sport si possono avere inoltre le sospensioni a smorzamento controllato.



DIMENSIONI GENEROSE - La rigidità della piattaforma è fondamentale anche per migliorare il comfort di bordo, visto che fa lavorare meglio le sospensioni e permette all’auto di assorbire con più efficacia le asperità della strada. Ciò è fondamentale per una classica berlina a quattro porte come la Lexus ES, che per dimensioni e prezzo sfida le Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E: misura infatti 496 cm in lunghezza, 187 cm in larghezza e ha un passo (la distanza fra le ruote anteriori e posteriori) di 287 cm. L’altezza è l’unica dimensione in cui la Lexus ES 2018 non è cresciuta rispetto al vecchio modello (- 0,5 cm), più corto di quasi 7 cm e con un passo di 282 cm: ciò significa che la nuova edizione dovrebbe rivelarsi più spaziosa all’interno, nonostante gli stabilisti abbiano ribassato la linea del tetto nella zona posteriore per far sembrare l’auto più slanciata.



SOLO IBRIDA - Lo stile della carrozzeria della nuova Lexus ES richiama le ultime automobili della casa giapponese e si contraddistingue per il frontale aggressivo, dove sono presenti la classica mascherina a forma di clessidra e fari a led assai rastremati. L’abitacolo e le finiture sono curate al pari di tutte le Lexus, complice l’utilizzo di materiali di qualità e dello schermo a sfioramento di 12,3” nella consolle. La Lexus ES arriverà in Italia con il solo motore ibrido della versione ES 300h, basato su un 4 cilindri a benzina 2.5 a ciclo Atkinson (più “economo” dei normali benzina a ciclo Otto) e su un modulo elettrico più compatto di quello montato sulla vecchia edizione. Il costruttore parla di un consumo medio nell’ordine dei 20 km/l, a fronte di una potenza complessiva di 218 CV. La batteria al nichel-metallo è anch’essa di dimensioni inferiori rispetto al passato e si trova al di sotto del divano posteriore, dove non ruba spazio al portabagagli.

Lexus ES
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Ritratto di marcoveneto
3 ottobre 2018 - 12:21
A livello meccanico un passo indietro..vedremo i luxus lovers che diranno..Poi qui arriva solo con un motore ibrido quindi la scelta è chiaramente a senso unico. Linea esterna apprezzabile (ma già vista), interni tormentati.
Ritratto di MAXTONE
3 ottobre 2018 - 13:19
È un corso stilistico introdotto con la IS XE20 del 2005 e costantemente evoluto, si chiama L-Finesse e negli anni ha ispirato Hyundai (Sonata 2010), Skoda (l'attuale Superb), Peugeot (3008) e ultima in ordine di tempo BMW con la nuova Serie 3 presente al salone. Se gli altri si sforzassero di trovare un linguaggio stilistico proprio probabilmente non saprebbe di già visto. Basta spremersi le meningi come ha fatto il centro stile Lexus tirando fuori autentici gioielli, LC ed LS ed RC su tutte. Trazione anteriore indifferente, l'importante è lo sviluppo del reparto telaio/sospensioni e qui è al top.
Ritratto di MAXTONE
3 ottobre 2018 - 13:31
Dimenticavo kia sorento 2003 palesemente ispirata alla prima RX del 1997 e l'attuale Nissan Rogue dalla coda altrettanto palesemente ispirata a quella della RX 2003. Questo naturalmente imho e con rispetto parlando per tutti i marchi citati. Del resto un vecchio adagio dice che "I libri parlano sempre di.altri libri", ciò vale anche per le auto.
Ritratto di marcoveneto
3 ottobre 2018 - 13:38
Parlavo di già visto all'interno della gamma Lexus. Pare un restyling più che altro. Comunque per la piattaforma a TA non so, quando erano solo le svedesi e una tedesca ad averle non erano premium, ora che ce l'ha pure questa giapponese..sembra sia rivalutata..
Ritratto di MAXTONE
3 ottobre 2018 - 13:55
Altri possono averlo fatto, personalmente non ho mai visto Audi come marchio non premium per il solo fatto di avere la TA anche perché non è mai stata una sua caratteristica: Già dal 1933 le bellissime Front UW 220/225 e la ancor più bella Front 225 Roadster del 1935 divennero famose per l'accoppiata 6 cilindri in linea con la trazione anteriore. Chiaramente bisogna vedere quante persone conoscono la storia dell'audi per poter affrontare discorsi di un certo livello, spesso ho letto di audi definito un marchio senza storia, mai lette stupidate più grandi dal momento che il brand esisteva come Audi già dai tempi del consorzio Auto Union nato nel 1932 tanto è vero che su alcuni mercati come quello USA Audi ha utilizzato il doppio nome Audi-Auto Union fino al 1985.
Ritratto di marcoveneto
3 ottobre 2018 - 14:05
Ottimo ripasso storico.
Ritratto di Fr4ncesco
3 ottobre 2018 - 14:25
2
Trazione anteriore o posteriore non fanno un'auto premium o no, ma sportiva sì, quindi dipende un modello/marchio come si colloca. La TA su una cruiser va benissimo, ma su una sportiva è un limite. Es la 156, guidabilità ottima ma le mancava il quid della TP che non la faceva essere migliore di una 3er. Detto ciò di questa Lexus non credo ne faranno una versione da 500CV da portare sul Ring. C'è poi anche la differenza tra piacere di guida e guida sportiva.
Ritratto di Gatsu
3 ottobre 2018 - 20:10
2
Invece direi proprio di sì, un pianale a trazione posteriore è più difficile è costoso da realizzare, c'è una migliore distribuzione dei pesi (quindi migliore comportamento stradale), la possibilità di inserire motori più potenti in posizione longitudinale (trasversale c'è un limite di ingombri) e grazie a questo inserire anche sospensioni anteriori più raffinate del MacPherson (quelle multibraccio richiedono più spazio interno che però viene occupato dai motori se disposti trasversalmente) anche se c'è da dire che ci sono anche delle eccezioni sulle sospensioni (esempio la 156 che adottó un sistema quadrilatero alto nonostante il motore trasversale), x tutti questi motivi la trazione posteriore rende senza dubbio un'auto premium
Ritratto di Fr4ncesco
3 ottobre 2018 - 20:40
2
Senza dubbio, ma non penso che una S90, un'A6, le Lancia, le Saab, le Oldsmobile, la DS del passato non siano premium per questo motivo.
Ritratto di Gatsu
4 ottobre 2018 - 01:16
2
Possono esserci vari motivi x l'adozione di una TA (ad esempio nel caso di Volvo x non avere costi eccessivi dopo essere rinata sotto capitali cinesi, poiché c'è il rischio che non vengano ripagati) e attualmente purtroppo si definisce Premium un'auto anche solo x finiture e optional, tuttavia l'essere premium non è solo questo, anche sottopelle ci deve essere la differenza che giustifica il maggiore esborso, ad esempio tra Volvo e Mercedes non ho alcun dubbio che dal punto di vista qualitativo e di optional si equivalgano (in più Volvo è da sempre molto rispettosa dell'ambiente e molto attenta alla sicurezza e gliene do merito), ma dal punto di vista meccanico la differenza c'è eccome, che permette a brand come la Mercedes o BMW di essere un gradino più su tra le Premium, in quanto hanno decisamente investito di più x offrire prodotti migliori, x questo motivo si può tranquillamente paragonare una S90 a una A6, ma queste ultime x i motivi citati non possono essere definite premium allo stesso livello di una Serie 5 o una classe E, almeno questo è il mio pensiero (e nel caso dell'Audi ci sarebbe anche la possibilità di questo salto con la TP grazie al pianale della Panamera)
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