PROSPETTIVE ELETTRICHE - Nell’ambito dell'assemblea degli azionisti
FCA per il bilancio 2015 ha fatto capolino anche il tema dell’auto elettrica e in particolare la
Tesla Model 3 (
foto qui sotto), il nuovo modello della casa americana svelato da poco e proposto a 35 mila dollari, per il quale la Tesla ha comunicato di avere avuto già 400 mila ordini. Andrà in produzione a fine 2017. A parlarne è stato Sergio Marchionne, amministratore delegato della FCA, che sollecitato sull’argomento non ha esitato ad affermare che il suo gruppo potrebbe anche decidersi a produrre una vettura capace di fare concorrenza alla Tesla 3, magari con tutto il fascino delle auto sportive italiane, ma ciò potrebbe avvenire se ciò creasse profitto. Marchionne è stato esplicito e diretto: “Se Elon Musk - boss della Tesla - mi dimostra che la Tesla 3 venduta a quel prezzo
è redditizia, sono pronto a produrre un modello analogo con l’aggiunta dello stile italiano per lanciarlo sul mercato nel giro di 12 mesi”.
MEGLIO TARDI CHE IN PERDITA - Marchionne ha anche risposto a chi gli chiedeva se non ritenesse che il gruppo FCA fosse in ritardo sulla strada dell’auto elettrica. Anche in questo caso con poche ma significative parole: “meglio tardi che dispiaciuti”, sottintendendo evidentemente che un impegno prematuro può rappresentare un sacrificio sul piano economico. Notoriamente la FCA vende negli Usa una versione elettrica della Fiat 500, “obbligata” dal contratto con il quale ha salvato la Chrysler nel 2009, ma Marchionne ha più volte detto che l’operazione è totalmente in perdita.
LE POSSIBILI FUSIONI - Elettricità a parte, inevitabilmente Marchionne è stato anche chiamato a esprimersi sulle prospettive di possibili
accordi con altri costruttori (il presidente della FCA ne aveva parlato nella lettera agli azionisti della Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli). Elkann aveva fatto riferimento ai vantaggi che potrebbero derivare da una alleanza/fusione sempre che si trattasse di un grande gruppo (
qui per saperne di più). Marchionne è andato un po’ più nei particolari precisando quali potrebbero essere questi “grandi” idonei per un’operazione di alleanza/fusione/collaborazione.
I NOMI ADATTI - I nomi sono anzitutto la General Motors, che più volte l’ad della FCA ha indicato come l’interlocutore più idoneo, dopo di che ha citato la Toyota, la Volkswagen e la Ford. Ha poi citato l’industria automobilistica coreana (cioè Hyundai che detiene anche la Kia) dicendo che il colosso asiatico ha le dimensioni adatte per dar vita a qualcosa di positivo, ma “i coreani non aspirano a sposarsi…”. Marchionne ha aggiunto che la porta delle intese è sempre aperta, dato che l’aspirazione al consolidamento è sempre viva. Parlando di sé, ha anche detto che sarebbe felice di portare a termine l’operazione durante la sua permanenza al vertice della FCA, che terminerà nel 2018, “ma se avverrà dopo, sarà un problema di qualcun altro”.