CONSUMATORI INSODDISFATTI? - Sergio Marchionne bacchetta i concessionari a stelle e strisce. “Molti non fanno il loro dovere. Non telefonano nemmeno al cliente che ha appena comprato un’auto, come dovrebbero. Insomma, non trattano gli acquirenti con la dignità che meritano”, ha detto l’amministratore delegato del Lingotto alla web tv del portale specializzato Automotive News. A mandare fuori dai gangheri il manager italo-canadese, la classifica stilata dall’istituto di ricerca Jd Power’s, che ha analizzato il grado di soddisfazione dei clienti di auto; ebbene, tre degli ultimi quattro posti sono occupati da alcuni dei marchi di punta della Chrysler: Jeep, Dodge e Ram. “Voglio che questi numeri crescano”, ha tagliato corto.

CANCELLATI GLI INCENTIVI - Da qui, quella che potrebbe anche essere letta come una ritorsione. Marchionne ha infatti colto la palla al balzo per sospendere l’oneroso Dealer Standards, un programma di contributi introdotto dalla Chrysler alla fine del 2009 con lo scopo d’incentivare i rivenditori a rendere tra loro più omogenei gli showroom. Un piano che costa alla casa di Auburn Hills 200.000 dollari ogni trimestre; o meglio, costava, poiché adesso i finanziamenti andranno rinegoziati. “Non può bastare compilare un modulo per ottenerli: devono farmi vedere i risultati”, ha detto il manager. E intanto, scrive il Corriere della Sera, cancella un incentivo che, nato sull’onda della ricostruzione della Chrysler dopo la bancarotta, rappresenta un inutile peso per le casse di un gruppo che, negli States, ha venduto nel 2011 il 24% di macchine in più rispetto all’anno precedente.



















