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Medicina e tecnologia per guidare più sicuri

29 aprile 2015

Ecco come la sinergia tra scienza, medicina e innovazione tecnologica può migliorare la sicurezza stradale e il piacere di guida.

Medicina e tecnologia per guidare più sicuri
UN SEMPLICE OBIETTIVO - “Auto sicure, intelligenti e connesse per guidatori smart”: questo il titolo dell’incontro organizzato dalla Mercedes, svoltosi a Milano il 28 aprile. Nell’incontro è stato fatto il punto sulle esigenze dei guidatori di oggi e su come una sempre più stretta sinergia tra scienza, medicina e innovazione tecnologica possa migliorare la sicurezza stradale e il piacere di guida. L’evento ha avuto luogo nell’ambito del convegno “Disruptive innovation: take the chance or die”, traducibile come “Innovazione rivoluzionaria: approfittare dell’occasione o morire”. Fra gli interventi, da segnalare in particolare quello di Aldo Ferrara, professore di malattie cardio-polmonari all’Università degli Studi di Siena, autore del libro “Fisiologia clinica alla guida” (ed. Piccin, 45 euro). Un volume cui hanno contribuito diversi esperti in numerose branche della medicina, dalla allergologia alla neurologia, passando per l’urologia e la traumatologia, che si sono posti un semplice obiettivo, come ci ha spiegato Ferrara. “In auto, mettere a rischio la vita propria e altrui spesso può dipendere da un limite molto sottile: la coscienza del rischio nel mettersi in viaggio quando non si sta bene, quando si assumono farmaci, quando c’è il possibile rischio di un malore di cui avvertiamo i prodromi. L’imponderabile resta tale, ma il prevedibile va riportato al suo giusto ruolo”. Un fine, quello della prevenzione degli incidenti e del benessere a bordo, che le case perseguono anche attraverso la tecnologia di bordo, sempre più sofisticata: dai poggiatesta attivi alla climatizzazione, sino ai dispositivi che prevengono il colpo di sonno.
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29 aprile 2015 - 20:20
Proprio oggi leggevo che i robot usati in chirurgia possono essere soggetti agli attacchi hacker, che di recente hanno colpito i computer di bordo di alcune Tesla.