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Europa: mercato dell'auto in calo del 6,6%

16 luglio 2013

A giugno solo la Gran Bretagna è in crescita. Tra le case bene la Ford, in aumento dell’8,1%.

Europa: mercato dell'auto in calo del 6,6%
ANCORA RALLENTAMENTO - A giugno, nel complesso dei mercati dei 27 Paesi dell’Unione europea, le immatricolazioni di auto nuove sono state 1.134.042, con un calo del 6,6% rispetto al giugno del 2012. Il totale del semestre è arrivato a 6.204.990 unità, con una diminuzione del 5,6% nei confronti dei primi sei mesi dell’anno scorso.
 
POCHE ECCEZIONI - 10 sono i Paesi che hanno chiuso i conti di giugno con una variazione in crescita: Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Ungheria, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovenia e Gran Bretagna, l’unico mercato di grandi dimensioni in aumento, con 214.957 immatricolazioni, pari a un incremento del 13,4%. Dei grandi mercati la Germania ha accusato un calo del 4,7%, la Francia dell’8,4%, la Spagna dello 0,7% (beneficia di incentivi alla rottamazione), l’Italia perde il 5,5%. In ordine di grandezza i mercati più rilevanti sono: Germania (282.913 immatricolazioni), Gran Bretagna (214.957), Francia (191.355), Italia (122.008), Spagna (72.766), Belgio (43.158), Olanda (35.285).  
 
LE MARCHE VIRTUOSE - Poche le marche che registrano una crescita nel mese: Dacia (+17,0%), Seat (+12,2%), Ford (+8,1%), Mazda (+3,9%), Jaguar (+2,8%), Mercedes (+2,7%), Land Rover (+1,3%). Nel bilancio semestrale sono in crescita le stesse marche a eccezione della Ford, che da gennaio a giugno lamenta un calo del 9,6%, mentre all’elenco delle marche virtuose si aggiunge la Kia, che sfrutta i risultati positivi dei primi mesi dell’anno, cumulando una crescita dell’1,2%.
 
ORDINE DI GRANDEZZE - La marca che a giugno ha totalizzato il maggior numero di immatricolazioni è la Volkswagen, con 139.420 unità, in calo del 5,8% sul 2012. Seguono la Renault con 85.679 immatricolazioni (-3,1%), l’Opel, 82.139 (-6,9%), la Peugeot, 70.684 (-9,3%), l’Audi, 61.175 unità (-8,2%). La Fiat è a quota 53.382, pari al 5,5% in meno. L’insieme delle marche del gruppo Fiat lamenta però un calo più forte, con 67.477 unità è in diminuzione del 12,6%.
 
 Giugno 2013Gennaio - Giugno 2013
 UnitàUnità% Variaz.UnitàUnità% Variaz.
 '13'1213/12'13'1213/12
MARCHE1.134.0421.201.548-5,66.204.9906.644.356-6,6
VW Group275.663285.237-3,41.536.4771.590.236-3,4
VOLKSWAGEN139.420147.954-5,8775.802838.067-7,4
AUDI61.17566.632-8,2349.534362.060-3,5
SEAT26.83023.923+12,2147.487133.717+10,3
SKODA44.16846.509-5,0239.982255.060-5,9
Others (1)4.070219+1758,423.6721.332+1677,2
PSA Group131.531147.490-10,8700.928808.477-13,3
PEUGEOT70.68477.959-9,3383.501432.149-11,3
CITROEN60.84769.531-12,5317.427376.328-15,7
RENAULT Group114.042112.616+1,3545.394571.120-4,5
RENAULT85.67988.381-3,1404.116450.991-10,4
DACIA28.36324.235+17,0141.278120.129+17,6
GM Group96.517107.101-9,9499.055560.914-11,0
OPEL/VAUXHALL82.13888.200-6,9426.895457.790-6,7
CHEVROLET14.36518.876-23,972.045102.945-30,0
GM (US)1425-44,0115179-35,8
FORD87.89481.323+8,1465.922515.249-9,6
FIAT Group67.47777.217-12,6400.611445.255-10,0
FIAT53.38256.497-5,5312.541321.761-2,9
LANCIA/CHRYSLER6.3559.481-33,040.62655.379-26,6
ALFA ROMEO5.6538.605-34,334.95452.221-33,1
JEEP1.7122.304-25,710.42713.656-23,6
Others (2)375330+13,62.0632.238-7,8
BMW Group73.39679.722-7,9390.720405.301-3,6
BMW57.34962.275-7,9314.365324.060-3,0
MINI16.04717.447-8,076.35581.241-6,0
DAIMLER62.79262.010+1,3343.974336.836+2,1
MERCEDES56.99555.492+2,7308.627298.072+3,5
SMART5.7976.518-11,135.34738.764-8,8
TOYOTA Group44.06746.581-5,4254.713277.184-8,1
TOYOTA42.37344.110-3,9244.879262.447-6,7
LEXUS1.6942.471-31,49.83414.737-33,3
NISSAN37.78442.984-12,1219.137231.145-5,2
HYUNDAI39.49942.560-7,2215.585222.116-2,9
KIA31.26132.367-3,4171.047168.938+1,2
VOLVO CAR CORP.18.07520.610-12,3102.567115.078-10,9
HONDA11.97813.448-10,972.97968.610+6,4
SUZUKI12.12013.679-11,471.91581.033-11,3
JAGUAR LAND ROVER Group10.63410.469+1,671.77564.518+11,2
LAND ROVER8.4278.322+1,357.50252.161+10,2
JAGUAR2.2072.147+2,814.27312.357+15,5
MAZDA12.35611.891+3,967.59865.481+3,2
MITSUBISHI4.8985.214-6,133.31938.936-14,4
ALTRI2.0589.029-77,241.27477.929-47,0

 



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Ritratto di Jinzo
16 luglio 2013 - 11:21
si vede che nel ceto basso qualkosa si muove... o sono auto di copertura del ricky vestito da barabba
Ritratto di clips12
16 luglio 2013 - 11:33
O molto più probabilmente si allarga la fetta di chi può spendere meno, ed anche nel caso si possa spendere di più si ha paura a farlo.
Ritratto di osmica
16 luglio 2013 - 12:06
Da chi prima comprava la citycar con qualche accessorio in più (magari più gradevole e sfiziosa), passa all'utilitaria "di sostanza". Ovvero per la stessa spesa ha una vettura più grande.
Ritratto di clips12
16 luglio 2013 - 14:47
Non penso sia così, o melgio Dacia non è solo citycar ed utilitarie....la cosa è più strutturale meno soldi nelle tasche, a questo uniamoci anche un'abitudine a vederle circolare ed il gioco è fatto.
Ritratto di osmica
16 luglio 2013 - 17:55
Non sono solo utilitarie, ma ci sono più proposte. Ma la sostanza resta quella, costano "meno". Indubbiamente sarà al minor possibilità di spendere (le Dacia si son evolute, dalla mera Logan, e sono cresciute di modelli proprio nel periodo di crisi), ma credo che anche la gente comincia a spendere in maniera differente. Magari si può permettere cmq la Clio, ma preferisce prendere la Sandero e tenere sul conto corrente i 2-3.000€ di differenza.
Ritratto di djs
16 luglio 2013 - 23:36
oppure perchè la sandero stepway è davvero bella
Ritratto di crazyfrog
18 luglio 2013 - 12:18
le noveau luxe europenne! Vive la France et vive la Finance!
Ritratto di supermax63
19 luglio 2013 - 02:58
Luxe è una parola maschile,européen ha l'accento quindi:Le nouveau luxe européen.Vive l'ignorance! Se non si conoscono le lingue straniere meglio evitare strafalcioni e fare brutta figura
Ritratto di osmica
16 luglio 2013 - 11:21
Ancora una volta la Grecia mostra un segno positivo. Come l'altra volta che avete criticato il mio commento dicendo le solite vostre cose senza senso.
Ritratto di LucaPozzo
16 luglio 2013 - 11:51
Beh, non so cosa avessi scritto in quel commento, ma stiamo parlando del mercato greco. Per fare un +2% bastano un centinaio di vetture in piú. Se una azienda medio grande ha i contratti delle vetture in scadenza ecco che 100 vetture son giá fatte. Piú che altro trovo un segnale positivo l'YTD a valori di caduta un po' rallentati rispetto all'anno scorso.
Ritratto di osmica
16 luglio 2013 - 12:04
Ho scritto i dati positivi (con segno +), dalla più virtuosa alla meno e alla voce Grecia + qualcuno si è scatenato... p.s. a giugno la Grecia ha avuto un incremento di vendite di... 121 unità. Forse è più " interessante" il dato dell'Itrlanda a -74% (da 6500 a 1500).
Ritratto di LucaPozzo
16 luglio 2013 - 12:10
Forse ancora piú impressionante é l'Olanda. Guarda i valori assoluti. Non ho ancora ben capito se sono solo le norme ambientali da talebani che stanno mettendo o cos'altro
Ritratto di Gino2010
16 luglio 2013 - 12:53
il gruppo fiat sta persino peggio di PSA.Ma il dato più sconvolgente riguarda lancia ed alfa.Infatti jeep,come chrysler come i marchi di lusso,(ferrari e maserati),possono sempre rifarsi bene al di fuori del mercato europeo mentre per alfa e lancia questo non è vero.E' mancata una internazionalizzazione dei due marchi che poteva salvarli da un mercato asfittico come quello europeo,e questo perchè il listino langue in modo impressionante specie nella fascia 30.000-100.000 euro dove audi,bmw e mercedes sono fortissimi,anche fuori dall'europa.Invece di della nuova 4C il marchio lancia andava rilanciato attingendo ad un palmares nel mondo rally che forse nessun altro ha introducendo ad esempio una nuova stratos o una delta hf 4x4.Mentre per alfa occorreva fronteggiare i marchi tedeschi di cui sopra con suv e berline,togliendo loro quote di mercato nel seppure asfittico mercato europeo.E non mi si dica che i soldi non ci sono perchè per le operazioni ( o dovrei dire speculazioni?) finanziarie invece ci sono.Il discorso:noi non ci rimettiamo perchè non facciamo nuovi modelli a profusione come altri in un momento di crisi,è solo una maschera che giorno dopo giorno si sgretola lasciando intravedere la realtà che c'è sotto:un progressivo abbandono del mercato europeo,(e quindi dell'italia) e con esso dei marchi a questo maggiormente legati salvando solo,dei detti marchi quei pochissimi modelli che in ambito extraeuropeo possono avere un certo successo come la 500.
Ritratto di carlo1967
16 luglio 2013 - 13:54
Bravo.!
Ritratto di LucaPozzo
16 luglio 2013 - 13:59
Forse intendevi Ford (o al limite GM) invece di PSA?
Ritratto di Gino2010
16 luglio 2013 - 14:34
Per quanto riguarda ford, o al limite GM,questi ultimi sono davvero globali ed entro certi limiti vedendo le cifre del mercato europeo possono fare una scrollatina di spalle.
Ritratto di Gino2010
16 luglio 2013 - 14:34
Per quanto riguarda ford, o al limite GM,questi ultimi sono davvero globali ed entro certi limiti vedendo le cifre del mercato europeo possono fare una scrollatina di spalle.
Ritratto di LucaPozzo
16 luglio 2013 - 14:41
Ok, ma allora in cosa PSA é "messa meglio" di un qualsiasi altro gruppo? Andamento delle immatricolazioni? Marginalitá?
Ritratto di Gino2010
17 luglio 2013 - 13:05
ma certo meglio di fiat almeno per quanto riguarda il gradimento dei propri prodotti ovvero la quota di mercato.PSA,pure portandosi dietro citroen che sta messa molto male,ha un calo delle vendite in linea con il mercato europeo,significa che il calo delle vendite è imputabile al solo calo generale.Mentre invece il gruppo fiat accusa un calo che è più del doppio del calo generale,il che vuol dire che i propri prodotti risultano meno competitivi degli altri.Ma il vero problema in fondo non è fiat in sè,perchè fiat in sè,come peugeot,cala in linea col mercato,il vero problema sono alfa e lancia che non competono semplicemente perchè con listini semi-vuoti è un po' difficile competere.Significa,in conclusione che se l'anello debole del gruppo PSA ossia citroen sta messo male,gli anelli deboli del gruppo fiat,ossia lancia ed alfa stanno ad un passo dal fallimento.Perchè un calo del 33% in un anno caro luca,come ben sai,se non viene negli anni successivi per lo meno contenuto porta al fallimento del marchio.
Ritratto di LucaPozzo
17 luglio 2013 - 13:51
Gino, concordo totalmente sulla posizione di Alfa e Lancia. Alfa aveva una gamma risicata di 3 modelli, ne han tolto uno, quindi non potevano pensare di non beccarsi una mazzata solo con mito e Giulietta. E gli stupori che arrivano da alcuni ambienti interni al gruppo proprio non li capisco. Per Lancia, prima chiudono quello strazio meglio é. Quello che non afferro é peró la tua analisi del dato. Il mercato EU é in calo del 6,6, e Fiat cala a "piú del doppio" del mercato con un -10. Allora, se 10 é piú del doppio di 6,6, come fa il -13,3 ad essere "in linea con il mercato"? Cioè, a me avevano insegnato che 10<13 e che 6*2>10. Ma a parte questo, il problema di PSA é un altro. Potrebbero anche avere immatricolazioni e quote in aumento o stabili (cosa che non é, né per le quote né per le targhe), ma hanno un problema di marginalità grosso come una casa. Non bruci 5 miliardi solo partecipando alla Pikes Peak. Loro fanno questi numeri con auto fresche e dopo aver investito, forse piú di qualsiasi altro costruttore. É come allenarsi per la maratona, comprarsi a peso d'oro tutti i gel energia santi giusti, farsi fare le scarpe su misura, poi chiudere la gara accanto a gente che correva con il cappotto e gli zoccoli olandesi. Hanno tirato fuori una vettura ottima come la 208 e poi hanno scoperto che non era economicamente sostenibile. Per darti la misura, hanno chiuso contratti con alcuni noleggiatori a breve con sconti che superavano il 45%, per avere la garanzia di chiuderla. Sono arrivati a perdere piú di 700-800 € a macchina. E se vai sul retail non sono messi meglio, riescono ad andare sotto margine pure lí, né ovviamente migliora passando a parlare di Citroen. Insomma, puoi trovare qualsiasi benchmark interessante. Ma una azienda che oggi ha come orizzonte temporale la prossima fideiussione del ministero non mi sembra proprio il massimo.
Ritratto di Gino2010
17 luglio 2013 - 14:53
quindi all'incirca il doppio della variazione negativa del mercato.Per quanto riguarda PSA è chiaro che si stanno facendo venire l'ernia per restare sul mercato.Un attegiamento che tu,giustamente devo dire,ritieni poco realistico.Il punto che voglio sottolineare è che invece fiat sta facendo l'errore opposto.I latini dicevano virtus in medio stat.Diciamo che per loro,PSA, un po' mi dispiace perchè è brutto vedere fantasia ed impegno castigati in questo modo e comunque le due aziende psa sono un pezzo importante della storia dell'auto nel mondo.Tornando ad alfa e lancia devo dire che non condivido assolutamente il tuo giudizio così severo su lancia,che forse era davvero l'unico marchio a poter diventare di nicchia producendo auto da rally adattate per la circolazione come delta hf 4x4 o stratos,quello che invece sia appresta a diventare alfa,un marchio di nicchia come lotus.E comunque se anche l'anno prossimo le cifre dovessero essere queste ,i 2/3 dei 2/3 sono 4/9,meno della metà che significa fallimento di lancia ed alfa che fa solo 4C ed 8C,anche perchè il riferimento è al 2012 dove da due anni,ossia dal 2010,si registrano cali di vendite.Quindi dall'inizio della crisi alfa e lancia hanno ridotto la loro produzione non di un terzo ma AD un terzo(circa).La bravura del manager sarebbe stata quella di avere cali in linea con il mercato europeo non con quelli del periodo 1943-1945.
Ritratto di LucaPozzo
17 luglio 2013 - 15:20
Ok Gino, ma perdonami, non puoi far finta che i dati di un mese siano piú indicativi dei dati YTD solo perché sostengono meglio la tua tesi. In genere si parte dai dati e li si interpreta. Se parti da una tesi e poi cerchi tra i dati quello che ti torna piú comodo rischi di farti male. Finché si blambina qua tra di noi a tutto bene. Non farlo solo sul lavoro che prima o poi ti ritrovi con un padulo di quelli seri. Su Lancia il mio giudizio dipende da quelli che sono i dati degli ultimi 15-20 anni. Ok, 22 anni fa aveva un nome dei rally. Ma sono anni che fa oltre il 65-70% delle sue immatricolazioni in due soli paesi (oggi siamo all'80 e passa). Se fosse un essere umano sarebbe clinicamente morto. In buona parte d'Europa se dici Lancia nessuno sa di cosa stai parlando. Per Alfa, cosí come non avevano evidentemente peso le poche centinaia di 8C prodotte 3-5 anni fa, altrettanto non hanno peso quelle 25 k unità che produrranno ora (anche perché sono vendute in perdita). E nessuno pensa di usare quelle vetture per fare volumi o margini. servono solo p fare immagine. Il problema é solo capire quando decideranno di tirar fuori la gemella della Ghibli, quella della Levante e la Giulia. Ma appunto, il discorso sono gli investimenti ancora da fare. Che non dico che non siano un'incognita. Lo sono e anche bella grossa, soprattutto se lasciano passare troppo tempo tra un modello di immagine e quelli di volume, come acccaduto per la 8C. Dico semplicemente che c'é chi gli investimenti li ha fatti, male e nel momento sbagliato. Capisco il tuo punto di vista, é abbastanza comune e lo trovi anche tra dirigenti ad un certo livello: fare é bene, sempre e comunque, ed é sempre meglio che non fare. Invece purtroppo a volte é meglio non fare se si ha la convinzione che alla fine si va a sbattere. Perché PSA non é stata "castigata" per un imperscrutabile disegno del destino, semplicemente ha messo sul mercato vetture che gli costano 10, vendendole a 9 in un momento in cui i clienti non hanno i soldi in tasca nemmeno per comprare qualcosa a 7. Magari han pensato che il mercato sarebbe stato diverso, magari han pensato che tanto male che vada lo stato ha 7 miliardi da darci. Questo non lo so e ormai é poco rilevante, una volta che il latte é versato.
Ritratto di crazyfrog
18 luglio 2013 - 12:06
giustisime! le peugeot est grand investiteur! le moteurs de.. ion, bipper, 107, le diesel, 207, DS etc.. sonno tute rigorosamante fate con tecnologie altisime made in France! -- pas made in Toyota, Mitzubishi, FIAT, BMW etc.. le peugeot grand innovateur!
Ritratto di LucaPozzo
18 luglio 2013 - 13:46
Dai non fare il troll adesso. :-) Ok, hai citato molti modelli PSA che sono in tutto o in parte dei rebadge di prodotti altrui o sono sviluppati da altre case, ma hanno anche fatto investimenti interessanti sulla loro gamma
Ritratto di crazyfrog
18 luglio 2013 - 13:58
troll simbolo nationale di SVIZZERA! trust me! i'm not joking!
Ritratto di LucaPozzo
18 luglio 2013 - 14:56
Beh, quasi. Non so cosa abbiano in Svizzera (sicuramente hanno anche lì le loro creature), ma il troll è originario più che altro delle saghe nordiche. Puoi provare a giocartelo più come simbolo nazionale svedese (anche se in Norvegia hanno una tradizione più estesa). Buon trollaggio.
Ritratto di Gino2010
18 luglio 2013 - 14:56
se siamo italiani allora ci si dovrebbe dispiacere dello stato in cui versano lancia ed alfa,sarebbe come non dispiacersi nel vedere crollare la torre di pisa o firenze alluvionata un'altra volta.Se il sindaco di pisa con la torre che crolla dicesse:si ma per metterla a posto ci vogliono un sacco di soldi e non so se va a buon fine e quindi preferisco investire nelle azioni del metropolitan museum di new york che è quotato in borsa e va bene,dal punto di vista economico,come dici tu,farà anche bene,meglio non fare nulla e lasciarla cadere che impiegare risorse che possono dare una rendita certa altrove,ma come italiano mi in.caz.zo e di brutto.
Ritratto di LucaPozzo
18 luglio 2013 - 15:14
E' molto semplice la mia posizione: i simboli sono importanti e dispiace perderli. Ma le persone lo sono di più. Qui il confronto non è tra spendere dei soldi per salvare un monumento piuttosto che spenderli per un museo estero. Qui si tratta di dire: posso salvare un marchio senza correre un rischio altissimo di mandare in fumo posti di lavoro? No. E allora amen. Se ho un marchio come Alfa che al solo nome fa brillare gli occhi a molte persone in Italia come ad Anversa, a Oslo o nel Colorado, forse vale la pena salvare quello (e spero che la sentenza di inizio luglio, unita all'inerzia dell'attuale governo, non metta a repentaglio questi investimenti a Grugliasco e Mirafiori). Dall'altra ho un marchio il cui nome è semi-sconosciuto fuori da Francia e Italia, non vedo quindi perchè farsi del male in un momento in cui il mercato crolla a doppia cifra. Se fossimo in Francia ti darei pienamente ragione, potremmo salvare tutti i marchi esistenti nel settore, lanciare sottocosto tutti i modelli che ci pare. Tanto avremmo la sicurezza che qualcuno salderà per noi il conto. Ma siamo in Italia dove ci sono 62 mila dipendenti del gruppo e uno stato che fa fatica a pagare la carta igienica per i suoi stessi uffici. Un fallimento dell'azienda come quello cui è andata incontro PSA l'anno scorso non è sostenibile, non ci sarà nessuno a garantire per i posti se qualcosa va male. Purtroppo il nazionalismo è una bella cosa ma non funziona fuori dal contesto. E quando ci si abbandona ad esso, soprattutto nel nostro paese, vengono fuori le b*oiate peggiori, stile salvataggio Alitalia
Ritratto di Gino2010
18 luglio 2013 - 15:42
te la ricordi la hyundai pony luca?un vero ce.sso.Ma chi 30 anni fa si sarebbe azzardato a cambiare una alfa romeo o una bmw per una lexus?o una fiat o VW per una toyota?eppure.......Lancia è un marchio sconosciuto nel mondo?lo erano anche lexus,quoros,hyundai,skoda,ecc ecc E' anche un discorso di proporzione.Per un marchio che fa brillare gli occhi come alfa non mi pare di aver assistio a sfracelli.Se veramente alfa fa brillare gli occhi in colorado e non c'è manco il suv,(il colorado lo immagino grazie a south park e penso che d'inverno c'è tanta neve e tanti suv 4x4),figuriamoci allora quali sforzi potrebbe avere fatto il gruppo fiat per lancia.Praticamente nulla.A giudicare dall'operato di fiat sembra che fanno brillare gli occhi solo la 500 e la panda.Io al posto di marchionen per alfa avrei speso 10 volte quello che ha speso lui così oltre la 4C avremmo avuto l'erede della brera,il suv,magari una versione cabriolet della stessa 4C,una SW,il restyling della giulietta e la nuova mito.E per lancia qualche briciola,ossia una nuova delta hf 4x4 o stratos.E basta.Le briciole di tanto è qualcosa,le briciole di poco sono nulla.Il punto vero è che alla fiat-europa vanno le briciole dell'intero gruppo,ad alfa le briciole delle briciole e a lancia nulla.Se fiat europa non fosse stata la figlia della serva alfa avrebbe avuto qualcosa e lancia poco ma non nulla.E' tutta una questione di proporzione.
Ritratto di LucaPozzo
18 luglio 2013 - 16:16
Ma infatti (e l'ho già scritto credo 12 o 13 milioni di volte poco sopra) non ho mai detto che gli investimenti su Alfa non siano una incognita. Ti sto solo spiegando cosa si può fare e cosa no, hic et nunc (non cosa è stato fatto da Toyota con Lexus in America 24 anni fa o cosa sta pensando di fare una azienda cinese oggi). Per la precisione, ti sto dicendo cosa si può fare senza mettere su una cresta i dipendenti del gruppo. Perchè in realtà, nell'automotive come in qualsiasi altro settore, si può fare tutto, basta pagare. Se non si hanno i soldi per pagare bisogna rischiare e la posta non è la villa di Marchionne, perchè con quella non ci paghi il restyling dei retrovisori della Punto. La posta è l'azienda intera. Lo so che tu avresti speso 10 volte più di lui, avresti fatto più, avresti fatto meglio e sapresti come fare per fare questi investimenti a rischio zero (d'altra parte non c'è italiano che non avrebbe tirato il rigore meglio di Bonucci la mattina dopo Italia-Spagna, così come non c'è italiano che non avrebbe fatto i cambi meglio di Prandelli). Per ora quello che abbiamo per Alfa è la gamma prodotto già annunciata agli investitori istituzionali e l'incertezza più totale sui tempi e, da inizio luglio dopo la pronuncia sull'articolo 19, anche su quali saranno gli stabilimenti destinatari dei progetti. Non so cosa dirti di più di questo. Quando qualcuno in via Nizza si accorgerà che Gino2010 ha già la soluzione per rendere il gruppo il primo al mondo per margini e volumi, allora le cose si faranno più semplici. fino a quel giorno dovremo accontentarci dei restanti 1,5-3 milioni di operatori del settore che non capiscono nulla.
Ritratto di Gino2010
22 luglio 2013 - 12:51
sembra di ricordare il celebre manoscritto "Il Candido" di Voltaire,dove si doveva convincere il giovine che si viveva nel migliore dei mondi possibili e che perfino il naso serviva per portare gli occhiali.Leggendo il tuo post si ha la sensazione che la strategia messa a punto da marchionen è totalmente scevra di errori e chiunque solo si azzardi a dire:"io al suo posto avrei fatto così.." non può che esprimersi per incompetenza.Di professori che sanno tutto e trattano gli altri come asini perchè non hanno le loro responsabilità e la loro posizione è ricca la storia di questo paese e sappiamo tutti quanto sia produttivo questo attegiamento.Io rimango della mia idea:meno finanza e più investimenti in auto,specie italiane.Poi c'è il tempo,nobile galantuomo,che farà giustizia.
Ritratto di LucaPozzo
22 luglio 2013 - 17:09
Gino, ti chiedo scusa se le mie parole sono suonate professorali. La critica é certamente utilissima, ma va argomentata alla luce dei dati. Rimanendo all'esempio, se Bonucci tira la palla in tribuna, posso dire "io l'avrei tirata piú in basso". Ma se dico: "se avesse mirato piú a sinistra sarebbe entrata" qualcosa non torna. Rilanciare un Brand come Lancia, in un mercato che é in un lago di sangue, con una affezione al marchio ridicola, é masochismo. Poi di errori Marchionne ne ha fatti naturalmente. Uno su tutti, enorme: Pomigliano. Se avesse guardato al bene dell'azienda non l'avrebbe salvata. Non ve ne era ragione razionale. É triste a dirsi, ma é la veritá. Tra la scelta facile e logica e quella folle ha scelto la seconda. Da italiano mi é piaciuta, da (all'epoca) dipendente no.
Ritratto di Gino2010
23 luglio 2013 - 11:20
ho come la sensazione che tu,tra le righe,dica:il mio punto di vista è aderente alla realtà,il tuo no.Ed adesso che hai detto di essere un ex ingegnere fiat(perchè si vede che non sei un operaio con tutto il rispetto della categoria),capisco perchè.Sai cose che molti non sanno,però ricordati che sono costoro che poi sono i potenziali clienti.Su pomigliano ti do ragione a metà.Nel senso che investire su pomigliano fu un azzardo dovendo produrre la panda perchè i suoi costi sarebbero stati più alti che in polonia ad esempio.Quindi poi si doveva essere sicuri che sarebbe stata comprata a quel prezzo.Ma marchionen in fatto di marketing è imbattibile,(in fatto di amore per l'auto,ahimè,è battibilissimo),e sapeva che gli italiani l'avrebbero comunque comprata perchè affezionati.Poi serviva un ritorno di immagine,allontare l'idea che fiat volesse sganciarsi dall'italia,idea che avrebbe influito sulle vendite.Però però.Mettiamo che a pomigliano si fosse prodotto il fantomatico suv alfa,insieme all'erede della brera ed altri modelli alfa di fascia alta e medio-alta.Come sai un prodotto di quel genere ammortizza molto meglio i maggiori costi di produzione di una city car.E se se ne fabbrica più di uno si possono impiegare lo stesso numero di dipendenti su più linee di produzione che hanno una base comune.Allora ecco che pomigliano avrebbe un senso diverso.Pomigliano nasce già nel 1920 e fu voluto dall'ing romeo dove cominciò a produrre le prime alfa.Rappresenta per l'alfa quello che maranello rappresenta per ferrari.Quindi non fu sbagliato investire su pomigliano in se.Fu sbagliato lasciare la gamma alfa così scoperta,perchè espandendola automaticamente ecco che pomigliano torna indispensabile.In generale nella fascia 30.000-100.000 euro,dove i tedeschi dominano,l'offerta del gruppo fiat(per lo meno in europa) è avvilente.Rimpolpando quella fascia,(ed il mercato c'è come dimostrano i dati di vendita della bmw serie3 e della land rover),ecco che l'italia diventa importante dal punto di vista produttivo.Le city car come panda,500,anche la stessa punto,dove la variabile prezzo è importante magari si possono fare all'estero ma la fascia alta e medio-alta dove conta la qualità va lasciata in italia.Il dramma della pochezza di quella fascia si accompagna allo spettro dell'abbandono dell'italia da parte di fiat.La panda in questo senso fu un "tappabuchi"
Ritratto di LucaPozzo
23 luglio 2013 - 20:10
Beh, forse mi viene da avere in effetti quell’approccio. Ma temo sia naturale. Vedendo le cose direttamente, da quando nascono i bisogni e il contesto, a quando le scelte vengono fatte e danno i loro effetti, la percezione è diversa rispetto a quando si vedono solo gli effetti. Ma hai evidenziato in effetti un punto importantissimo: il gap tra i consumatori e il mercato in generale e le case in particolare. Ed è un argomento su cui mi capitava spesso di discutere in Fiat, forse più che in GM e VW. Ovvero, non vi è una gestione della comunicazione che sia definibile come tale. Ci sono alcuni professionisti molto capaci ai quali secondo me viene chiesto troppo poco e in maniera poco chiara. Ci sono molti aspetti dei contenuti dei prodotti che sono percepiti in maniera totalmente diversa da quella reale e io penso che la colpa sia dell’azienda che non fa abbastanza. E più in generale vi sono aspetti della linea dell’azienda sugli investimenti che non vengono spiegati adeguatamente (ad esempio la scelta di non nominare nessuno perché intervenga nei dibattiti televisivi o nelle inchieste giornalistiche, io la ritengo poco sensata: sei in balia di quello che il giornalista o il conduttore vuole passare, anche senza che abbia tutti i dati per poter parlare). Io non sono un esperto di comunicazione. Però mi capita spesso di sentire consumatori che affermano, anche con notevole sicurezza di sé, che Fiat produce il 5 o 10% delle vetture in Italia o che la Punto e la Panda sono fatte in Romania. A questo punto non posso che dedurre che la comunicazione del gruppo ha fallito. Per quanto riguarda la Panda, diciamo che il mercato italiano conta nelle scelte, ma sempre di meno in fondo. Il problema è che continuare con Alfa, o passere a Panda erano due scelte nettamente alternative per Pomigliano. Quella percorsa ha previsto la fine della 159. L’alternativa era tenere la Panda in Polonia e continuare con la 159 a Pomigliano fino a quando si fosse potuto, poi chiudere. Di portare nuove Alfa a Pomigliano non se ne parlava proprio (va bene la fiducia, ma se vuoi rilanciare il marchio Alfa non si poteva fare con la vecchia Pomigliano e la nuova Pomigliano, vista con gli occhi del 2010-2011, era un enorme punto interrogativo, per fortuna risoltosi bene). Certo, per Alfa Pomigliano ha un significato, ma non possiamo dimenticarci che fino a poco tempo fa in tutto il nostro settore era esattamente il modello di come non si dovrebbe lavorare. Quindi in definitiva decidere di portare la Panda era sia un rischio per il futuro, sia un danno diretto per la riduzione della gamma Alfa (oltre a provocare le imprecazioni di tutti i commerciali e del finance per la riduzione dei margini sul segmento A). Per il resto la tua analisi è assolutamente impeccabile. E l’idea infatti era (fino alla sentenza del 3 luglio) quella di lasciare agli stabilimenti italiani i futuri prodotti ad alta marginalità: la Levante e la sorella Alfa, le Maserati di Grugliasco e l’erede della 166, ma soprattutto le B-CUV a Melfi (a tal proposito mi arrabbiavo quando sentivo un Landini qualsiasi spiegare che a Melfi ci voleva la nuova Punto, perché giustamente lui ragiona in termini di tessere a breve, ma quella scelta avrebbe significato il decesso dell’impianto nel medio termine). Ora dopo la sentenza bisognerà vedere se vi saranno le condizioni per mantenere almeno una parte di questi investimenti. Ci vorrebbe un intervento dell’esecutivo e del legislatore, ma mi sembra di capire che parlamento e governo sono in altre faccende affaccendati.
Ritratto di wiliams
16 luglio 2013 - 17:38
Hahahaha....il GRUPPO FIAT peggio di PSA???Il GRUPPO FIAT non sta andando bene in EUROPA e in ITALIA,ma almeno ha le spalle coperte dal mercato brasiliano e dalla CHRYSLER,e poi lo sanno tutti che nel GRUPPO FIAT è in atto una completa ristrutturazione che avrà il culmine con la fusione completa con la CHRYSLER,quindi è tutto sotto controllo.Piuttosto io vedo messa peggio la PEUGEOT,non è un mistero che la famiglia PEUGEOT sarebbe pronta a cedere il controllo dell azienda alla GENARAL MOTORS.L anno scorso PEUGEOT ha perso circa 600MILIONI a livello operativo,1,5 MILIARDI solo con la divisione auto,con minusvalenze e oneri straordinari il rosso sale a ben 5 MILIARDI,il GRUPPO ha bruciato più di 3 MILIARDI di liquidità,anche per il 2013 le previsione restano negative,con perdite di quote di mercato e di altri soldi,senza contare poi che l anno scorso hanno dovuto chiedere aiuti dallo STATO FRANCESE per cercare di rimanere a galla ancora per pò.Faccio anche presente che con o senza GENERAL MOTORS la PEUGEOT sarà costretta a chiudere stabilimenti in FRANCIA e nel resto d EUROPA mandando a casa migliaia di operai e impiegati,un piano in tal proposito è già stato annunciato da tempo.
Ritratto di Gino2010
17 luglio 2013 - 12:58
italia?o facciamo due pesi e due misure?E fai due pesi e due misure anche dal punto di vista della politica industriale.E' chiaro a tutti che la minaccia di peugeot di vendere alla GM è un modo per far sganciare soldi allo stato francese ma a che cosa pensi servisse veramente il piano fabbrica italia?ancora non hai capito che non c'è stato nessun piano di rilancio fiat,e non c'è tutt'ora ma solo specchietti per le allodole?E poi perchè dovrebbe essere una buona notizia per l'italia il fatto che fiat gli utili li fa ma altrove?conferma quello che dico sempre,ossia che è in corso un progetto di smobilitazione dal nostro paese.Se peugeot sarà costretta a chiudere stabilimenti,fiat lo già fatto.E non mi raccontare di grugliasco.Le maserati ed ancora di più le ferrari sono prodotti doc.Come i pomodori di pachino e la burrata andriese possono venire solo da lì una ferrari costruita a detroit chi la comprerebbe?Il gruppo psa sconta poi il cattivo andamento di citroen più che di peugeot.La peugeot ha un calo di vendite nella media europea come anche VW mentre fiat deve attraversare due crisi;quella esterna di cui tanto si parla ma anche una crisi interna di perdita di competitività dei propri prodotti,(per forza alfa e lancia hanno i listini praticamente vuoti,cosa vuoi competere?)Ergo fiat andrebbe male anche con un mercato in crescita.Anzi per fortuna di marchionen un mercato in crisi maschera le debolezze strutturali di fiat e giustifica maggiormente la minaccia di andarsene.
Ritratto di wiliams
17 luglio 2013 - 16:57
Ma quale piano industriale vuoi che faccia il GRUPPO FIAT in un Paese fallito come l ITALIA!?!?!?!?!Siamo alle solite!!!!!!Tutti chiedono a FIAT certezze sul futuro in ITALIA........peccato che sia la stessa ITALIA a non dare nessuna certezza sul futuro non solo a FIAT ma anche ad altre aziende,artigiani e a noi stessi!!!!!Comunque il GRUPPO FIAT i soldi li sta investendo ugualmente,POMIGLIANO per la nuova PANDA,GRUGLIASCO per MASERATI (MILLE operai EX BERTONE ritornati al lavoro dopo anni di cassa,ti sembra poco???),ALFA 4C a MODENA stabilimento MASERATI,700 MILIONI in VAL DI SANGRO per il nuovo DUCATO (550 MILIONI li mette FIAT...150 MILIONI il GRUPPO PSA!),70 MILIONI di EURO per il nuovo IVECO DAILY a SUZZARA (MANTOVA),oltre 1 MILIARDO di investimento per MELFI per produrre 2 nuovi SUV FIAT-JEEP..........questi non sono investimenti?????E per quale motivo FIAT vi deve dare un piano industriale????Perchè un azienda deve dire quando,dove e cosa produrre tra qualche anno a dei sindacati politicizzati e arretrati mentalmente come la FIOM-CIGL e non solo a loro??????MARCHIONNE a preparato il GRUPPO FIAT a reggere a cali di mercato molto piu' pesanti di questo,perchè attualmente tra le altre cose lo scopo più importante da fare è quella di fondere FIAT e CHRYSLER in un unico GRUPPO,se non si fa questo non ci potrà essere nessun futuro!!!!Solo i miopi come te non riescono a capirlo!!!!!
Ritratto di Gino2010
18 luglio 2013 - 14:48
Come ho già detto ferrari e maserati sono come i prodotti doc.Il pomodoro di pachino è tale solo se lo fanno a pachino la ferrari è tale se fatta a maranello,se è fatta a detroit non è più ferrari e la maserati deve essere fatta in italia.Quindi marchionen è stato COSTRETTO a investire su grugliasco.Pomigliano.Pomigliano è l'unico stabilimento,esclusi i poli del lusso e quelli che fanno i veicoli commerciali che non sarà chiuso.Gli altri o sono già stati chiusi o lo saranno a breve.Perchè si fa la panda che è una delle poche auto che il gruppo vende bene.4C.Se maserati si sposta a grugliasco si riutilizzano gli impianti di modena per altro e nemmeno per il ciclo completo della 4C perchè la verniciatura si fa altrove.Non è un investimento è un riciclo.Veicoli commerciali.Lì la fiat va bene quindi è giusto che investa.Nulla da dire.Melfi.Viene chiuso subito e poi (forse) riaprirà tra due anni,se ci saranno soldi,magari stanziati dallo stato.Intanto chiude.FIOM.Difende i lavoratori,che altro dovrebbe fare?se vede termini imerese chiuso,arese chiuso,cassino in difficoltà,melfi prossimo alla chiusura,mirafiori più di la che di qua ma che dovrebbe dire?che va tutto bene madama la marchesa?Perchè fiat dovrebbe darci un piano industriale?forse perchè per un secolo lo stato italiano ha finanziato fiat che altrimenti sarebbe fallita molti anni fa?L'italia è una barca che affonda?può darsi.Ma in questa metafora chi è marchionen?capitan schettino?La cosa più importante è fondere fiat è chrysler?ma il 51% delle azioni non da già la golden share al suo possessore?è davverno necessario impiegare tanti soldi per una fusione completa al prezzo di rimandare alle calende greche il rinnovo delle gamme?Ed infine:anche con RCS ci deve stare la fusione?sai un miope come me non lo capisce.
Ritratto di wiliams
18 luglio 2013 - 17:26
Hahahahahaha......GINO 2010 non hai più argomentazioni valide e veritiere!!!!!!Perchè vuoi negare anche la verità?!?!?!?"MELFI viene chiuso e poi "forse" riaprirà"........come fai a dire che non riaprirà?????4C:che vuole dire se le scocche della 4C non vengono verniciate dove viene assemblata????Per caso ti risulta che vengono verniciate in CINA?????Non dare per scontato che i veicoli comerciali FIAT-IVECO devono essere per forza fatti in ITALIA....IVECO possiede stabilimenti anche in CINA e SPAGNA,il nuovo IVECO DAILY che verrà prodotto dal 2014 prima di decidere di produrlo in ITALIA aveva altre destinazioni,poi per fortuna a prevalso il buon senso.Quali stabilimenti chiuderà la FIAT a breve in ITALIA????Scomettiamo che non chiuderà nessun stabilimento????Come fai a dire certe cose????Alla fine verrai smentito con i fatti,proprio come ti succede sempre.MARCHIONNE è lo "SCHETTINO" dell ITALIA????Non mi risulta che MARCHIONNE sia il capitano o il governatore di un Paese fallito come il nostro,non è colpa di MARCHIONNE se l ITALIA è piena di problemi,le colpe sono da cercare altrove,magari giù a ROMA più che nei dintorni di TORINO.Lo STATO ITALIANO a finanziato la FIAT????Tutte le case automobilistiche ricevono finanziamenti statali,nessuno escluso,e poi comunque la FIAT allo STATO ITALIANO ha fatto sempre comodo,non a caso i governi precedenti chiedevano a FIAT di aprire fabbriche nel SUD ITALIA per cercare in qualche modo di arginare l alta percentuale di disoccupazione soprattutto giovanile,così sono nate POMIGLIANO ALFA SUD,TERMINI IMERESE,MELFI,VAL DI SANGRO,CASSINO,ecc...ecc....insomma una mano lava l altra.
Ritratto di Gino2010
22 luglio 2013 - 12:57
che sei già scivolato.Come sarebbe a dire che non chiuderà nessuno stabilimento?e termini imerese scusa?ma tu lo sai l'aria che si respira a cassino?hai mai chiesto a qualcuno qui del blog come vanno le cose a mirafiori?Sei consapevole del fatto che chiudere uno stabilimento e riaprirlo è costoso almeno quanto farne uno nuovo?No ma io da questo momento non ti rispondo più.Perchè le tue prese di posizione sono meramente ideologiche.E' tempo perso
Ritratto di AyrtonTheMagic
17 luglio 2013 - 10:37
1
Che peccato abbandonare un'auto così bella. L'unica cosa buona di questo sfracello è che i prezzi dell'usato sono accessibili... per questo probabilmente cambierò la 156 per una 159. Rimane il fatto che nel listino del Gruppo Fiat mancano delle vetture in settori in cui si vende. E non parliamo della povera Lancia..
Ritratto di luis2
17 luglio 2013 - 11:58
Certo oltre ai rincari delle tasse, all'aumento indiscriminato dei carburanti, alle ZTL a trabocchetto, agli anelli ferroviari, all'anello ecologico, agli autovelox indiscriminati per permettere di fare cassa ai comuni, all'aumento criminale delle assicurazioni, all'IPT, al Bollo, ai Passaggi di proprietà esorbitanti, alla gente che ti frega i tergicristalli, le gomme ecc ci vuole coraggio ed autolesionismo per essere invogliato a comprare un auto!!!!! Grazie Italia nata dalla resistenza!!!!!
Ritratto di preoccupato
18 luglio 2013 - 11:07
che avete notato,il commiato del gruppo fiat ,in particolare,lancia e alfa anzicche' Marchionne rilanciare con nuovi modelli la produzione,preferisce giocare in borsa e salvare la fabbrica a Obama.

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