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Michelin: due nuovi pneumatici e un occhio in più all’ambiente

Pubblicato 06 maggio 2021

Si chiamano e.Primacy e Pilot Sport EV i due nuovi prodotti del costruttore francese, sempre più attento alla riduzione dei consumi e alla sicurezza, oltre che alle tematiche ambientali fin dalla nascita della gomma.

Michelin: due nuovi pneumatici e un occhio in più all’ambiente

VISIONE A 360° - Fin dalla nascita del primo pneumatico Energy con bassa resistenza al rotolamento, nel 1992, la Michelin si è dimostrata attenta alle tematiche ambientali, legate alla riduzione dei consumi di carburante e, di conseguenza, delle emissioni allo scarico. Ai giorni nostri, però, la parola sostenibilità assume un concetto ancora più ampio. Per questo il costruttore francese ha presentato la strategia da qui al 2050, che non riguarda solo i pneumatici (che restano il “cuore” dell’attività) ma anche gli altri settori in cui la Michelin è impegnata: dalla mobilità connessa (con i sensori nei pneumatici che forniscono preziose informazioni sia per le auto da gara sia per le flotte di mezzi commerciali) all’uso di materiali rinnovabili. Tutte voci in cui negli anni è cresciuto il know how, al punto che ora è possibile offrire dei servizi a terzi. Già oggi succede con la stampa 3D (tecnologia messa a punto proprio per produrre i componenti necessari a realizzare il battistrada dei pneumatici) e, in un futuro non troppo lontano, anche nel campo dell’idrogeno: recente l’acquisizione della Symbio, azienda attiva nel campo delle celle a combustibile.

OBBIETTIVO 2050 - L’impegno della Michelin in fatto di sostenibilità è stato annunciato con un piano a lungo termine: l’obiettivo finale è fissato addirittura nel 2050, ma è prevista una tappa intermedia nel 2030. Il target a lungo termine è di arrivare al 100% di produzione “CO2 neutral”, riducendo le emissioni di anidride carbonica degli stabilimenti e compensando quelle residue, per esempio con la posa di nuovi alberi o con l’acquisto di “crediti ecologici”. Per il 2030, invece, l’obiettivo è di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 50% rispetto al 2010. Questo traguardo è già stato raggiunto e superato dai due stabilimenti italiani (a Cuneo e ad Alessandria), tra i più moderni e importanti al mondo per volumi produttivi (14 milioni di pneumatici all’anno per auto e veicoli commerciali): le emissioni di CO2 sono già scese del 44% rispetto al 2010, grazie agli investimenti realizzati. L’altro obiettivo per il 2050 è l’uso di materiali sostenibili al 100%: per il 2030 il target è di arrivare al 40%. Ma l’obiettivo primario resta sempre la riduzione dei consumi e delle emissioni dei veicoli, grazie a pneumatici ad alta scorrevolezza.


> Nelle foto qui sopra il Michelin e.Primacy.

E NELL’IMMEDIATO… - I prodotti che oggi la Michelin presenta rientrano in questa strategia. Il primo si chiama e.Primacy, dove la prima lettera non indica l’uso esclusivo per veicoli elettrici (è destinato anche alle vetture con motori tradizionali). La “e” introduce invece il concetto di ecologia: rispetto al Primacy 4, che resta in vendita, permette consumi di carburante più contenuti (fino a 0,2 litri/100 km di benzina o gasolio). Minore consumo di corrente anche per le auto a batteria, ma in questo caso il fattore più interessante legato alla migliore scorrevolezza è l’incremento dell’autonomia. I tecnici francesi hanno lavorato su più fronti: dai fianchi a basso assorbimento di energia alle tele della struttura radiale più sottili e leggere. Miglioramenti riguardano anche la rumorosità di rotolamento, grazie a particolari interblocchi fra i tasselli. Sul fronte della sicurezza, in particolare di quella sul bagnato, sono stati messi a punto canali con profilo a “U” ottimizzati per smaltire bene l’acqua anche dopo parecchi chilometri. L’e.Primacy è il primo prodotto “CO2 neutral” dalla produzione alla distribuzione, e costa dal 3 al 5% in più rispetto al Primacy 4. I due terzi della produzione europea sono concentrati nel rinnovato stabilimento di Cuneo, dove lavorano circa 2000 persone.

PER LE SPORTIVE A CORRENTE - La seconda novità si chiama Pilot Sport EV (foto qui sopra) ed è riservata alle auto sportive spinte da motori elettrici. Alle tecnologie già introdotte per l’e.Primacy (inclusa l’impronta a terra ottimizzata) si aggiunge il battistrada bimescola: più rigido nella fascia centrale, per assicurare maggiore scorrevolezza, e più morbido sulle spalle, per dare “grip” in curva ad auto ad alte prestazioni più pesanti di quelle tradizionali. Nei test realizzati dalla casa francese, sono stati ottenuti circa il 10% di chilometri in più con un “pieno” di corrente. L’altro punto cruciale delle vetture elettriche è legato alla rumorosità percepita durante il rotolamento dei pneumatici, che risulta più fastidiosa perché non mascherata dalla rombosità del motore. Per questo, il Pilot Sport EV è dotato della tecnologia Acoustic: sfrutta un inserto in schiuma di poliuretano per attutire (del 20%) il rumore generato durante la marcia. Già commercializzato in Cina, il Pilot Sport EV arriverà nel Vecchio Continente durante il terzo trimestre del 2021. Previste 16 diverse misure, per cerchi da 19 a 22 pollici: undici sono destinate al primo equipaggiamento (ovvero montate in fabbrica sui nuovi veicoli) e cinque sono per il mercato del ricambio.





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Ritratto di Miti
6 maggio 2021 - 21:13
1
Per me i prezzi di questi pneumatici , che sono ottimi , nulla da dire , sono un po' gonfiati. Io uso Toyo con validi risultati. Made in Japan a 240 euro un treno completo di gomme.
Ritratto di Er germanico
6 maggio 2021 - 23:01
Sulla mia una sola Continental 275/35/21 costa circa quanto il tuo treno completo di Toyo.
Ritratto di Andre_a
7 maggio 2021 - 15:56
9
...e magari le sue Toyo vanno pure meglio
Ritratto di Er germanico
7 maggio 2021 - 17:14
Sicuro che vanno meglio, difatti anche su Ferrari ci montano le Toyo 185/65 da 60 euro l'una come primo equipaggiamento.
Ritratto di Miti
7 maggio 2021 - 21:18
1
@ Er germanico# Hankook Ventus S1 Evo 3 K127 euro 275 a pezzo sconti da 330 euro. Le Continental da 330 in sù fino oltre 400. Sono gomme importanti come dimensioni , io parlavo delle Toyo da 205. Che sono le gomme per le berline normali. Le "normali" Continental EcoContact 6 205/55 R16 91V scontate da 97 a 75 euro. Toyo Proxes CF 2 scontate da 75 a 61euro. Non sono uno che sostiene che tutti i pneumatici sono uguali. Ma il processo di fabbricazione è più o meno quello. Io sono veramente "stanco" di pagare un nome. L'ho sempre detto. Perché un nome non mi garantisce , al mio avviso , tutta questa qualità. Considero che le case molto più " soft" si danno da fare tanto in questo ambiente. E prima di comprare un prodotto sono un continuo leggere e leggere del prodotto in se o di una famiglia di prodotti. Non vado al gommista chiedendo di mettere quello che a lui piace. Mi piace informarmi che compro. Ovviamente tutti quanti ragioniamo anche in termini di possibilità finanziarie, tempo, voglia e vari altri criteri. Ma ti do un esempio che mi lo ricordo dalla serie tv " Wheels& Dealers". Mi ricordo che avevano acquistato una Maserati che aveva l'acceleratore "sbagliato" praticamente un circuito elettronico tipo potenziometro bruciato. E l'auto da 30 km orari ti dava un calcio nel didietro salendo di giri molto velocemente. Aperta la scatola col modulo elettronico l'ha messa a posto con poche centinaia d'euro. Su un prezzo di acquisto del pezzo in Maserati di oltre 1500 , se mi ricordo bene. E il pezzo era modificato del artigiano il causa per durare oltre l'auto. Non parliamo in questa serie tv di Porsche da 15 anni piene zeppe di ruggine, le Aston Martin con guarnizioni portiere malandate. Il succo di quello che dico è ...io capisco che per il tuo "nome"vuoi di più. Ma , io come compratore cosa compro ? Cosa mi vendi ? Un nome ? O qualità elevata ? Ricerca ? Processi di produzione elevatissimi come attenzione dai dettagli o ai materiali usati ? E questo che mi scoccia. Io lavoro per i miei soldi. Che poi sono quelli che sono. Ma anche se avessi soldi a palati farei lo stesso così. Mi spiego ? Nel mio paese ed in tutta l'Europa ex comunista l'auto quasi sempre il proprietario la riparava. Ovviamente parliamo di soluzioni tecniche da anni 70-80. L'ho fatto pure io. Mettere di fianco la mia Dacia 1300 e applicare lo strato di isolante sottoscocca. Ti garantisco che serve di pazienza e lavoro a tonnellate. Ma rimane il fatto che lavorare sulla propria auto crea un collegamento tra te e lei da non credere. Fanno parte della famiglia a pieno titolo se posso dirlo. In una società di consumo occidentale questo non è per nulla possibile. E qui ci sono motivazioni obiettive o soggettive a gogò. Io per primo non rifarei mai una cosa del genere. Scusami che sono "rimbalzato" da una al l'altra così. Tornando alle gomme ... In un mondo come il nostro considero che per crescere devi dare la possibilità a tutti di farlo. La Michelin, Continental , Bridgestone o Pirelli fanno un lavoro straordinario e se le trovo scontate le prendo. Se no le Toyo o le Falken che usavo prima vanno più che bene. Saluti a lei.
Ritratto di Andre_a
7 maggio 2021 - 21:50
9
Aggiungo solo che, in certi ambiti, Toyo e Falken un nome ce l'hanno eccome!
Ritratto di Miti
7 maggio 2021 - 22:07
1
Sto guardando in questo momento una Chevrolet Camaro Yenko 800 . Vi rendete conto che auto stanno per sparire ? Che macchina !!! Che macchina !!!
Ritratto di AndyCapitan
16 maggio 2021 - 15:36
1
A mio parere oggi come oggi le gomme sono fatte tutte per non durare....le michelin una volta costavano tanto ma facevano un sacco di km....ora costano tanto ma sono tutte green senza silice all'interno....vuol dire che il pneumatico non vale la spesa perche' non dura!....tanto vale comprare una media cinese o giapponese!
Ritratto di Gianni.ark
6 maggio 2021 - 23:17
Sono ben oltre 10 anni che sulle mie auto monto Michelin e mi sono sempre trovato bene... gran gomme!!
Ritratto di Zot27
8 maggio 2021 - 22:15
Dopo tanti anni che ho provato varie marche, è ora da tanti anni che mi sono fermato alle Michelin (prima Primacy 3 e poi 4): unico difetto, durano troppo ..
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