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La posizione della Michelin sui pneumatici usurati

15 maggio 2017

La Michelin dice la sua su alcune convinzioni circa la profondità del battistrada. E invita a sfruttare le proprie gomme fino a 1,6 millimetri.

La posizione della Michelin sui pneumatici usurati

UNA NUOVA STRATEGIA - La regola fondamentale prima di sostituire i pneumatici usurati è controllare la profondità delle scanalature sul battistrada, ovvero le incisioni che servono per smaltire l'acqua e garantire direzionalità anche se l'asfalto è molto bagnato. In Italia e negli altri paesi europei esiste un limite di legge che impone di cambiare le gomme quando il battistrada raggiunge 1,6 mm (su un pneumatico nuovo è di 7-8 mm), ma è abbastanza diffuso il suggerimento di cambiare pneumatici quando le scanalature scendono sotto i 3 mm. In maniera un po' sorprendente oggi la Michelin sostiene che le prestazioni globali di una gomma rimangono valide anche se la profondità del battistrada è vicina a quella limite. In sintesi il ragionamento della Michelin, che certamente coglierà di sorpresa molte aziende rivali, è questo: con il cliente vogliamo avere un rapporto il più corretto possibile, non gli diciamo di cambiare in anticipo le gomme, primo perché non è necessario visto che le performance e l'efficacia del pneumatico estivo dipendono poco dallo spessore del battistrada, secondo perché provoca un danno ambientale, terzo perché porta a costi ingiustificati per i consumatori. Cambiare le gomme troppo presto, secondo i dati forniti dalla casa francese, porterebbe a ulteriori 128 milioni di pneumatici utilizzati in Europa e quindi 9 milioni di tonnellate di CO2 in più emesse nell'atmosfera con ulteriori e ingiustificati costi per i consumatori di 6 miliardi di euro l'anno. 

AFFERMAZIONI PROVATE SUL CAMPO -  La Michelin ha dimostrato la validità della sua tesi nel corso di una prova organizzata presso il centro di ricerca e sviluppo a Ladoux, vicino al suo quartier generale di Clermont-Ferrand (Francia). Nel corso di alcuni test (nelle foto e nel video qui sotto) gli ingegneri dell'azienda ci hanno dimostrato che il comportamento dei pneumatici non varia in maniera significativa quando il battistrada è più usurato, a patto che la pressione di gonfiaggio sia corretta e le condizioni generali del pneumatico buone. La Michelin ha organizzato prove di tenuta laterale in curva e di frenata su asfalto asciutto e bagnato. I pneumatici dei test erano suddivisi in due gruppi a seconda del prezzo e delle caratteristiche: quelli “budget”, ovvero i più economici e meno evoluti, e quelli “premium”, più costosi e raffinati sotto il profilo delle tecnologie. I tecnici hanno scelto gomme Michelin e della concorrenza (sempre mascherate per non essere riconoscibili), con l'obiettivo di mostrare che la teoria si applica in maniera generale e senza eccezioni di sorta. Nel test di frenata su bagnato da 60 km/h, ad esempio, i pneumatici usati hanno offerto prestazioni che la Michelin reputa in linea con quelli nuovi: una Citroën C4 con quelli budget si è fermata rispettivamente in 32,7 e 26,4 metri, con quelli premium in 23,7 e 19,6 metri. Lo stesso nella prova di tenuta laterale su asfalto bagnato: quelli budget e quelli premium hanno perso aderenza a circa 57-58 km/h nell’anello di prova.

NUOVI TEST - La Michelin conferisce il merito di questi risultati ai materiali e alle tecnologie impiegati per fabbricare i nuovi pneumatici, capaci di mantenere gli standard elevati anche quando le incisioni sul battistrada non sono della misura ottimale. La teoria della Michelin è basata anche sui risultati di alcuni studi, che smentiscono l’esistenza di una correlazione fra il numero degli incidenti e la profondità degli intagli, purché questi siano di una misura superiore agli 1,6 mm di legge. Da qui la richiesta dell’azienda, che suggerisce nuovi test di valutazione per migliorare i criteri di giudizio disponibili per il cliente: oggi l’etichetta di un pneumatico contiene informazioni sul rumore prodotto in marcia, sul livello di resistenza all’avanzamento e sulla frenata su bagnato, ma secondo la Michelin dovrebbero esserci anche i risultati in condizioni di usura.

VIDEO
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15 maggio 2017 - 12:59
Mah, una volta a lavoro avevamo un'auto con il battistrada all'incirca come quello a sx nella foto e sembrava di scivolare. La Michelin è un'azienda seria e sicuramente avrebbe più vantaggio se la gente cambiasse prima le gomme, però non sono tanto convinto di questa cosa, soprattutto leggendo le finalità ecologiste.
Ritratto di giuliog02
17 maggio 2017 - 00:56
Francamente l' affermazione della Michelin non mi convince affatto. A parte il fatto che con uno pneumatico estivo nelle condizioni di quello di sinistra nella foto non ho MAI circolato in vita mia. Ma l'acquaplaning quando piove abbondantemente su asfalto non drenante non lo considerano? Io l'ho vissuto tre volte a distanza di pochi giorni con un equipaggiamento Michelin su una Austin 1800 , due volte con una Alfa 2000 V6T nella stessa giornata sull'autostrada della Val d'Aosta, 1 volta su un'altra vettura. In tutti e tre i casi ho subito cambiato gli pneumatici con quelli di una nota concorrente e non ho più avuto questi problemi di acquaplanning.
Ritratto di diablonex
15 maggio 2017 - 13:01
Mi sono venuti i brividi nel leggere questo articolo. Nel 2017 esiste ancora qualcuno che bada al cliente e non solo ed esclusivamente ai profitti. Brava Michelin!!!
Ritratto di sfides
15 maggio 2017 - 13:14
Si può anche notare che un pneumatico premium al limite di legge ti permette di frenare in meno spazio rispetto ad un pneumatico budget nuovo. Questo é sicuramente a favore di Michelin e dell ecologia. Io dal canto mio ho sempre optato per pneumatici premium (anche se ci sono marche meno conosciute altrettanto valide) e ho sempre cambiato gli pnematici quasi al limite.
Ritratto di ogiad
15 maggio 2017 - 15:06
una domanda.... ma un pneumatico michelin è sicuramente premium, ma un kumho, un gt radial, Firestone, Uniroyal, Sava (e tutta una serie di altri pneumatici coreani ed europei ) che costano molto di più che ad esempio un rotalla o di un maxxis nankang ma molto di meno dei michelin, brigestone, haankook, Goodyear, pirelli ecc... rientrano in questa categoria o rientrano in quelli budget ?!?
15 maggio 2017 - 15:27
Firestone e Kumho anche solo per il marchio imho li vedo più a livello di Hankook, Michelin, Pirelli ecc che di quelli low cost.
Ritratto di Claus90
15 maggio 2017 - 15:33
IL Michelin Brigeston,Haankook,Goodyear, Pirelli sono premium costano di più magari sono migliori,però queste aziende investono miliardi e miliardi in pubblicità in tv, giornali chi più ne ha più ne metta, ecco tutto questo va a svantaggio del consumatore che paga anche questo.
Ritratto di NeroneLanzi
15 maggio 2017 - 17:44
Più che altro c'è anche da uscire un po' dalla logica del solo brand e valutare il singolo prodotto. Ci sono produttori che offrono prodotti d'eccellenza in determinate nicchia senza essere tra i produttori considerati premium. Al tempo stesso i produttori premium hanno in gamma anche gomme prodotte in cina che sono del tutto equivalenti ai prodotti cinesi generici. Ancora, ci sono produttori cinesi che accanto al grosso della produzione a basso costo offrono gomme eccellenti (spesso a costi meno impegnativi rispetto a marchio più rinomati)
Ritratto di MAXTONE
15 maggio 2017 - 21:16
Posso dire per esperienza personale, di avere 4 Hankook sotto la mia IS200, che erano al 70% quando l'ho presa due anni fa ma adesso somigliano a 4 caciotte eppure, non so se per merito dell'auto (4 sospensioni a doppi triangoli, TP, differenziale a slittamento limitato) ma ancora rendono un botto persino sul bagnato ovviamente nei limiti di 4 pneumatici lisci come caciotte. In ogni caso nelle rotonde prese allegramente dove la superficie di asfalto è più consumata, il controllo della stabilità fa letteralmente gli straordinari.
Ritratto di Claus90
15 maggio 2017 - 22:19
al 70% due anni fa sarà l'azoto a 2.5 bar
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