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La Microlino non sarà più made in Italy

31 dicembre 2018

La tedesca Artega ha acquistato il progetto dalla Tazzari e dalla Micro Mobility, che la dovevano produrre a Imola.

La Microlino non sarà più made in Italy

SARÀ MADE IN GERMANY - La Microlino, la piccola micro-car elettrica ideata dalla svizzera Micro Mobility System e ispirata al progetto della storica Isetta, microvettura prodotta tra il ’53 ed il ’62 prima dalla italiana ISO e poi dalla BMW, non verrà più realizzata dall’italiana Tazzari. L’annuncio è stato dato all’inizio di dicembre 2018 dalla stessa azienda svizzera la quale ha comunicato che sarà la tedesca Artega, costruttore di auto sportive con sede a Delbrück, Germania, ad occuparsi della produzione della Microlino ad un ritmo di circa 8000 unità l’anno. Per capire i motivi dell’abbandono del promettente progetto Microlino da parte dell’azienda imolese lo abbiamo chiesto direttamente ad Erik Tazzari, presidente della Tazzari Group. Quest’ultima aveva formato una società con la Micro Mobility per la produzione ad Imola della microcar elettrica che ha già raccolto circa 9000 ordini, società che è stata rilevata dalla Artega. La Microlino, omologata come quadriciclo pesante, è lunga 240 cm ed è disponibile con un pacco batterie da 8 kW/h, con 126 km di autonomia, oppure da 14 kW/h, con 202 km di autonomia. Il motore ha 20 CV, una coppia di 110 Nm, un'accelerazione di 5 secondi da 0 a 50 km/h e una velocità massima di 90 km/h. I prezzi dovrebbero partire da circa 12.000 euro. Nella foto qui sopra, da destra: i tre rappresentanti della Micro Mobility, il ceo dell'Artega, Klaus Dieter Frers, ed Erik Tazzari.

Come mai ha deciso di abbandonare il progetto Microlino? Come cambia il ruolo della Tazzari nel progetto Microlino? 
“Sono in fase di realizzazione i veicoli preserie presso la Tazzari EV ad Imola, da inizio 2019 è prevista la partenza produttiva in Germania presso lo stabilimento Artega. La scelta di Artega è dovuta al fatto che ci hanno contattati e hanno fatto un’offerta importante ed adeguata per acquisire tutto il ramo citycars della Tazzari EV, compresi quindi i veicoli Tazzari Zero. Tazzari EV rimarrà il distributore esclusivo per l’Italia”.


 
Qual è il rapporto che vi lega ad Artega? 
“Un rapporto di collaborazione finalizzato al trasferimento del know how ed asset relativi al ramo citycars, che loro hanno acquistato dal Gruppo Tazzari”.

Cosa vi porta in dote l'esperienza di Microlino? 
“Siamo molto orgogliosi di aver trasformato un sogno, in un prodotto reale ed omologato, questo può sembrare banale ma nel settore dei veicoli elettrici oltre il 99% di quelli che partono con uno sketch, dei render, dei prototipi, non arrivano in fondo”.
 
Come vede la posizione dell'Italia nella corsa all'auto elettrica? A suo parere l'abbandono di Tazzari nella produzione della Microlino avrà dei contraccolpi? 
“Penso che l’Italia sia molto indietro a livello di politiche di incentivazione sia dell’acquisto dei prodotti che delle imprese che sviluppano e producono veicoli elettrici come noi. La fortuna è che il mondo è grande e l’Italia rappresenta potenzialmente massimo il 3% del mercato globale dei veicoli elettrici e di fatto oggi meno dell’1%”.


 
Quali sono i progetti futuri della Tazzari? 
“Siamo in fase di sviluppo di una nuova gamma prodotti, sia a marchio Tazzari EV che per conto di terzi, per ovvie ragioni al di fuori del ramo citycars appena ceduto ad Artega. In particolare abbiamo previsto per il 2020 una ZERO 4 posti aperta e una sportiva da pista (Superzero Imola) e dal 2021 la versione cabriolet omologata da strada (Superzero Sky)”.





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Ritratto di IloveDR
31 dicembre 2018 - 18:30
4
“Penso che l’Italia sia molto indietro a livello di politiche di incentivazione sia dell’acquisto dei prodotti che delle imprese che sviluppano e producono veicoli elettrici come noi. La fortuna è che il mondo è grande e l’Italia rappresenta potenzialmente massimo il 3% del mercato globale dei veicoli elettrici e di fatto oggi meno dell’1%”...la situazione è seria, si pensa alle ridicole risse parlamentari, all'autocelebrazione dell'italianità, al ririririlancio di AlfaRomeo e in un attimo ci si è accumulato ben 10 anni di ritardo rispetto alla diretta concorrenza...spero che il 2019 svegli gli Italiani...Auguri
Ritratto di dolam
2 gennaio 2019 - 15:02
ma che incentivare? mi spiegate cosa c'è d'innovativo in questo progetto? un veicolo ripreso dalla storia (che adoro, la Isetta era fantastica) batterie di 8kwh che dichiarano 129km, impossibile , ho avuto la Twizy per 3 anni stessa batteria non arriva a70km, costi stratosferici la Twizy costa 5 mila euro in meno ( non la comprate che non serve) le auto elettriche sono un bagno di denaro e non aiutano l'ambiente sviluppassero l'idrogeno e il fotovoltaico che forse ci potrà essere un futuro pulito
Ritratto di Gordo88
3 gennaio 2019 - 00:07
L elettrico ha ( per ora) altri problemi ma di certo non quello della sostenibilità ambientale.. perché altrimenti come pensi si ricavi l idrogeno per le celle a combustibile se non con l elettrolisi?
Ritratto di Agl75
31 dicembre 2018 - 22:19
La famiglia Tazzari ha fatto un ottimo affare. Confermo quanto detto sull’articolo di AV del 17/08: a Imola non hanno la capacità produttiva. Hanno venduto progetto, ordini e ramo: un successone per il loro portafoglio. Complimenti per il fiuto imprenditoriale.
Ritratto di Giuliopedrali
1 gennaio 2019 - 12:30
Molto interessante questa Microlino. Non ricordo però se Artega stessa sia ora di un gruppo americano o cinese, Bellissime anche le stesse Artega di qualche anno fa. Anche la vera Isetta era un progetto dell'Iso Rivolta di Bresso-Milano che dopo poco fu venduto a BMW con la quale incontrò il successo. Buon anno nuovo a tutti!
Ritratto di napolmen4
1 gennaio 2019 - 18:18
Successo!?
Ritratto di Giuliopedrali
1 gennaio 2019 - 18:48
In Germania come BMW la nostra Isetta fu un successo, come pure le Messerschmitt o le Glas Goggo o le Heinkel o altre, lì andavano molto le microcar, poi negli anni 60 il boom economico tedesco e la BMW costruì (con l'aiuto del nostro immenso stilista Michelotti) le auto di lusso e l'immagine che conosciamo ancora oggi...
Ritratto di rebatour
3 gennaio 2019 - 11:10
Confermo. In quegli anni la BMW produceva anche un'utilitaria da 700 cc.
Ritratto di Giuliopedrali
3 gennaio 2019 - 21:48
Si e anche la Isetta da 250/300 cc.
Ritratto di Gatsu
1 gennaio 2019 - 14:11
2
Secondo me ci stava bene anche una versione ibrida, è un progetto molto interessante x la mobilità cittadina, però il prezzo è abbastanza alto, con una variante ibrida potrebbero abbassare il prezzo
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