UNO STUDIO PER GUARDARE AL FUTURO - Il modo in cui ci si muove sta cambiando e la scommessa un po’ di tutti è di prevedere più esattamente possibile come e fino a che punto lo farà. Convinta di ciò, l’Unrae - l’organizzazione delle case straniere in Italia - ritiene che si debba creare un’istanza di analisi e riflessione che consenta di monitorare i mutamenti e le tendenze coordinando quindi le trasformazioni e i cambiamenti, così da evitare frammentazioni e decisioni in ordine sparso. La proposta è stata lanciata nel corso di una conferenza tenutasi a Roma in è stato presentato lo studio del Censis “Verso una mobilità 2.0: la gestione del cambiamento”.
CHE COSA DOVRÀ FARE - Nell’avanzare la sua proposta l’Unrae ha delineato sia i contenuti che la nuova mobilità dovrà avere - sostenibilità, sicurezza, integrazione, libertà di movimento - sia il profilo di questa nuova istanza che dovrebbe occuparsi del futuro della mobilità (e di conseguenza dell’auto). Nel corso della conferenza lo ha fatto lo stesso presidente dell’Unrae Massimo Nordio. «È arrivato il momento di concepire la figura del “mobility champion”, il promotore della “nuova cultura della mobilità” - ha affermato Nordio tratteggiando poi l’identikit di questa nuova realtà - Noi pensiamo debba essere un soggetto terzo, di grande autorevolezza, capace di una lettura davvero sistemica e non condizionata né da ideologismi né da riferimenti agli interessi economici di parte» e poi ancora: «Un soggetto che sia in grado di alimentare una “nuova cultura della mobilità” scevra da pregiudizi e attenta alla coincidenza tra interessi individuali e collettivi».
LA NECESSITÀ DI “FARE SQUADRA” - Assieme alla creazione del “mobility champion” l’Unrae sostiene anche la necessità che si formi quella che viene definita la “obbligazione sociale” a cui devono fare riferimento tutti i soggetti coinvolti e interessati dalla mobilità: «i produttori di autoveicoli, i decisori centrali, le amministrazioni locali, le compagnie assicurative, le aziende di trasporto pubblico, i produttori e distributori di carburanti, i soggetti che gestiscono flotte di veicoli, gli utilizzatori dei veicoli e gli utenti dei sistemi di trasporto». In sostanza l’Unrae ha lanciato un invito a “fare squadra” affinché tutta la filiera dei trasporti collabori nella ricerca di nuove soluzioni e nuovi equilibri da cui dovrà scaturire appunto la “mobilità 2.0”.
PRESENTAZIONE… MINISTERIALE - Alla base della propria proposta l’Unrae ha posto i risultati della ricerca del Censis sulle tendenze in atto nell’ambito della mobilità. La ricerca è stata presentata nel corso della conferenza dell’Unrae, a cui ha partecipato il presidente del Censis Giuseppe De Rita e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio.
SMENTITA LA FINE DELL’AUTOMOBILE - Lo studio del Censis fornisce una dettagliata “fotografia” della mobilità, dei suoi vari aspetti e delle tendenze in atto. Un elemento però si afferma come rilevante: per gli italiani l’auto rimane ancora la soluzione ideale per muoversi. E questa percezione non vale soltanto per l’oggi, ma anche per i prossimi dieci anni; ciò in contrasto con le analisi e le previsioni che davano per finita la stagione dell’automobile come risposta principale alle esigenze della mobilità.
AUTO: UN AMORE INDISPENSABILE - Questo atteggiamento degli italiani del resto ha basi concrete nella realtà: secondo lo studio del Censis nel 90% circa delle province italiane almeno il 60% degli spostamenti sistematici casa-lavoro avviene in auto e in alcune province si supera il 70%. Questo aggiunto al fatto che la conformazione geografica del paese (il 17,9% della popolazione vive in zone montane) porta inevitabilmente all’uso dell’auto per muoversi. E tutto ciò con una tendenza alla crescita in base agli sviluppi della situazione economica.

