QUASI 150 MILIARDI - Si è un po’ ridotta, ma resta astronomica la fattura “automobilistica” degli italiani. Secondo l’Automobile Club Italia, l’anno scorso le famiglie italiane per l’acquisto, l’uso e la manutenzione delle loro automobili hanno speso 148 miliardi di euro, il 4,3% in meno rispetto al 2014 ma che è sempre una enormità. Tra le diverse voci che compongono questo capitolo di spesa, la più rilevante è quella del prelievo fiscale, che ha costituito un totale di 62,7 miliardi di euro, con un calo di 0,4 miliardi dei carburanti: secondo l’Annuario Statistico dell’ACI l’anno scorso si sono spesi 35 miliardi di euro per benzina e gasolio, con una diminuzione del 16% rispetto al 2014. Tendenza contraria invece per le spese di manutenzione, che con circa 24 miliardi di euro hanno registrato un aumento dell’1%.
TANTE, TROPPE “NONNE” - Tutto ciò per le diverse necessità delle 37.351.233 automobili che rappresentano il parco circolante italiano (340 mila in più rispetto al 2014). Da notare che dagli archivi dell’ACI risulta che ben il 51,7% ha più di 10 anni di vita. Per la precisione, le auto a benzina hanno l’età media di 13 anni e 3 mesi; le diesel arrivano a 8 anni e 9 mesi; 6 anni e 8 mesi per quelle benzina/gas. E non solo: il 10,5% del totale (cioè circa 3,9 milioni di auto) sono delle cosiddette “Euro 0”, cioè vetture prive di ogni sistema di trattamento degli scarichi. Assieme alle Euro 1 si arriva a oltre 5,2 milioni, pari al 14,4% del totale. Questa massa di auto è distribuita in tutte le regioni, sia pure con densità diverse. Così si va dall’Umbria che registra la più alta presenza delle quattro ruote, con 689 auto ogni 1.000 abitanti, alla Liguria, che è all’altro capo della forbice, con 523 auto per 1.000 abitanti. Più in particolare, negli ultimi 15 anni in Liguria le auto sono cresciute solo dell’1%, mentre in Trentino Alto Adige l’incremento è stato del 77%.
