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Normative Euro 7: si va verso un alleggerimento

Pubblicato 19 aprile 2021

Le regole che indicheranno quanto potranno emettere le future automobili potrebbero essere meno restrittive rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.

Normative Euro 7: si va verso un alleggerimento

CONTRASTO EVIDENTE - La contrapposizione fra industria dell’automobile e l’Unione Europea, complici le difficoltà dovute alla pandemia, ha raggiunto un nuovo picco in merito alle normative Euro 7 che dovrebbero entrare in vigore nel 2025. Il tutto nasce dalla proposta dell’European Advisory Group on Vehicle Emissions (AGVES), così restrittiva da equivalere, in pratica, a un veto sui motori a combustione (qui per saperne di più). Dal quel fatidico novembre 2020 le reazioni contrarie a quell’ipotesi, a livello sia politico sia industriale, si sono susseguite vivacemente. Questa levata di scudi ha forse sortito un effetto, dato che la stessa AGVES ipotizza un certo ammorbidimento dei limiti ipotizzati.

CONTRO LE LEGGI DELLA FISICA - Il limite per gli ossidi d’azoto NOx, per esempio, potrebbe essere di 30 milligrammi/km - per le automobili e i commerciali leggeri - invece dei paventati 10 mg/km. Altri “ammorbidimenti” sono stati la conservazione di tolleranze per le emissioni in condizioni particolari, come i veicoli più pesanti o la presenza di rimorchi. La proposta originaria prevedeva infatti che i limiti fossero gli stessi in ogni condizione. Un’altra retromarcia è stata sulle fasi transitorie, come le partenze a freddo o i tragitti brevi: ora vengono valutate non da sole, come nella proposta originaria, ma inserite in un ciclo. Le voci contrarie dei costruttori sono state unanimi: per esempio il ceo di Stellantis, Carlos Tavares, ha detto che “allo stato attuale, lo standard Euro 7 va oltre le regole della fisica”. Anche il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, non si è nascosto dietro alle parole quando ha detto a Le Figaro: “Gli standard ambientali europei devono rimanere un fattore di incentivo, non distruttivo per la nostra industria. Ci sono trattative sull’Euro 7 e alcune delle proposte che circolano sono eccessive. I nostri costruttori non saranno in grado di tenere il passo”.

INDUSTRIA A RISCHIO - Sulla stessa linea il Ministro dei trasporti tedesco Andreas Scheuer: “vogliamo standard anche audaci ma raggiungibili. Si rischia di perdere l'industria automobilistica europea perché potrebbe emigrare altrove”. Il presidente dell’associazione dell’automotive tedesco VDA, Hildegard Müller, ha rilanciato dicendo che “la Commissione Europea si è resa conto che certi limiti erano tecnicamente irraggiungibili. Il problema per il clima sono i carburanti fossili più dei motori. I carburanti sintetici (e-Fuel) potrebbero dare un grande contributo ad una mobilità neutra verso il clima”.

LE ESIGENZE DELL’AMBIENTE - In realtà esiste un certo numero di paesi comunitari (Olanda, Austria, Belgio, Danimarca, Grecia, Malta, Lituania, Lussemburgo e Irlanda) che premono perché la Commissione Europea decida una data di fine per produzione e vendita, in Europa, delle auto con motori a combustione. Il settore dei trasporti è infatti responsabile del 25% delle emissioni di gas serra europee. Anche se le automobili moderne sono molto più pulite, l’aria nelle grandi città è ancora inquinata. Uno studio del 2020 della European Environmental Agency attribuisce infatti all’inquinamento atmosferico 379.000 morti premature nell’Unione Europea. Si suggerisce inoltre di raggiungere le zero emissioni entro il 2035 per le auto e i furgoni ed entro il 2040 per i camion, con le norme Euro 7 viste come transitorie verso questo traguardo. Anche gli e-Fuel, per quanto neutri dal punto di vista delle emissioni di gas serra, sono poco efficienti dal punto di vista energetico.

EFFICIENZA CONTROVERSA - La realizzazione dei carburanti sintetici prevede infatti di catturare anidride carbonica atmosferica, estrarne il carbonio e combinarlo con idrogeno (ottenuto a sua volta dall’elettrolisi dell’acqua) per ottenere idrocarburi. Essi, bruciando, restituiranno quindi l’anidride carbonica usata per produrli. Come puntualizzato dall’International Council on Clean Transportation, è vero che questo meccanismo reimmette nell’aria composti del carbonio che erano già presenti nell’aria stessa, ma si tratta di un processo che spreca molta energia. Anche partendo da energie rinnovabili occorre catturare CO2, estrarne il carbonio, combinarlo con idrogeno a sua volta estratto dall’acqua e bruciare il carburante così ottenuto in un motore già di suo non molto efficiente. Il rendimento complessivo è di circa il 16% contro il 72% ottenuto dalla stessa energia verde utilizzata per caricare un ben più efficiente veicolo elettrico. Il calcolo non tiene conto delle perdite - circa il 6% - nel trasporto/distribuzione dell’elettricità, considerate simili a quelle del trasporto dell’e-Fuel. Se pensiamo che ogni spreco di energia equivale ad emissioni di CO2, anche i carburanti sintetici appaiono quindi non molto risolutivi. Le voci a favore e contro delle varie soluzioni sono quindi diverse. Se le prime ipotesi per le norme Euro 7 erano irrealistiche, l’aria delle città ha comunque bisogno di una terapia d’urto per migliorare in maniera sostanziale.





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Ritratto di otttoz
19 aprile 2021 - 12:28
euro 8 elettriche o idrogeno
Ritratto di desmo3
19 aprile 2021 - 12:41
6
Quelle sono a emissioni locali zero, quindi non rientrano a prescindere. Si parla piuttosto di introdurre il parametro delle emissioni nell'intero ciclo vita, allora sì che ci sarà da divertirsi anche a parità di powertrain elettrico.
Ritratto di Mbutu
19 aprile 2021 - 15:43
desmo3, quello delle emissioni sul ciclo di vita la trovo un'idea intrigante. Anche perchè così in fase di produzione anzichè delocalizzare dove semplicemente costa meno ci sarebbe un valore anche nell'andare dove si produce meglio. Il problema è che il sistema diventerebbe estremamente variabile. Oggi si prende in considerazione un valore che è costante. Col ciclo di vita dovresti riomologare il modello ogni vota che cambia il mix energetico (sperando che almeno si usi il mix europeo, pensa se si dovesse usare quello dei singoli stati), se sposti uno stabilimento, se cambi il fornitore di un componente importante, ecc.
Ritratto di Check_mate
19 aprile 2021 - 12:31
1
"[...] l’aria delle città ha comunque bisogno di una terapia d’urto per migliorare in maniera sostanziale." E a conferma di ciò, prego a chi ne dubita di farsi un giro nella pianura padana in autunno con l'alta pressione. Ne vedranno delle belle.
Ritratto di desmo3
19 aprile 2021 - 12:36
6
Penso che solo pochissimi costruttori investiranno ancora altri miliardi sui motori a combustione per portarli allo standard Euro 7, con la prospettiva di vedere volumi di vendita in costante decrescita. Giusto chi imho non può farne a meno, tipo Daimler.
Ritratto di mondoka
19 aprile 2021 - 14:10
La soluzione già l'hanno trovata ed è non sviluppare oltre la parte termica ma limitarsi a aumentare la parte elettrica come contributo all'ibrido. Con le plug-in credo che ci staranno ancora dentro per tanto tempo, almeno se non rivoluzionano i test per il controllo emissivo.
Ritratto di desmo3
19 aprile 2021 - 16:04
6
Allora non si spiega l’ostruzionismo dei costruttori...
Ritratto di Al Volant
19 aprile 2021 - 18:12
Tu metteresti la mano sul fuoco sui bilanci di quelle grandi aziende ? Tu metteresti la mano sul fuoco che la voce ricerca e sviluppo, sia realmente tutta destinata a R&S ? Ecco, io no. L'ostruzionismo è spiegato.
Ritratto di mondoka
20 aprile 2021 - 08:50
Per me si spiega benissimo. Il motore termico progettato-rinnovato per esempio nel 2015, relativamente alla sola parte termica se le norme sono più stringenti nel 2030 lo dovrebbero forse comunque abbandonare, mentre se meno restrittive va a finire nel 2035 lo possono ancora utilizzare opportunamente ibridizzato, e sono bei soldi risparmiati allungare di 5 anni la vita utile. Non va dimenticato che non è che se l'Europa farà certe scelte poi nel resto del mondo, quello un po' più indietro tecnologicamente, non si useranno ancora tanti ma tanti motori solo benzina o diesel e per ancora molto tempo, quindi i costruttori che si muovono spesso su base globale non avranno alcun interesse ad abbandonarli perché non potranno comunque dismettere i termici per fare solo elettrici.
Ritratto di Ferrari V12 6-5L
19 aprile 2021 - 12:48
O agiscono così o danno 400/500 miliardi ai produttori. Se no sarebbe insostenibile per i produttori.
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