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Nuove omologazioni UE: c'è l'ok dei Ministri

30 maggio 2017

L’istituzione comunitaria che riunisce i rappresentanti dei governi dei Paesi UE ha approvato un proprio progetto di nuova regolamentazione.

Nuove omologazioni UE: c'è l'ok dei Ministri

L’ITER PROCEDE - Ha compiuto un passo avanti l’elaborazione di una nuova regolamentazione europea delle procedure per l’omologazione dei veicoli. Il Consiglio dei ministri d’Europa ha adottato un progetto di normativa approvato da tutti gli stati membri. L’eventuale opposizione di quattro membri, rappresentanti paesi con almeno il 35% della popolazione dell’Unione, avrebbe bloccato l’iter del progetto. Dunque, ora le tre principali istituzioni comunitarie hanno il proprio progetto in materia. Si tratta di avviare il necessario confronto e l’indispensabile mediazione per arrivare a un unico testo accettato da tutti, così da poter essere varato. Sarà lo stesso Consiglio dei Ministri d’Europa a proporre una agenda degli incontri tra le istituzioni per arrivare a un progetto unico. Le previsioni sono che il lavoro inizierà dopo l’estate.

LE DIVERSE DECISIONI - Nel gennaio del 2016 la Commissione europea aveva varato il suo progetto di regolamentazione, mentre il Parlamento europeo ha invece fissato la propria posizione in materia nello scorso mese di febbraio. Il progetto di regolamentazione proposto dalla Commissione è un po’ il documento base. Mentre il testo del Parlamento europeo contiene una evidente volontà di rendere ancora più severe le punizioni nei confronti di sgarra. Ora il Consiglio dei Ministri d’Europa, introduce un po’ una terza via, che in alcuni casi media le posizioni esistenti nel quadro comunitario.

DISCORDANZE DA DISCUTERE - Tra le norme contenute nel progetto del Consiglio dei ministri d’Europa c’è quella che prevede la possibilità di controlli a campione anche dopo l’omologazione del modello, questo per “controllare la conformità delle vetture già disponibili”. Sulle modalità di effettuazione di questi controlli però non c’è accordo tra i Paesi membri. La Commissione europea nel suo progetto non ha previsto numeri o percentuali di vetture in base a cui procedere. Il Parlamento europeo invece ha indicato che almeno il 20% dei veicoli venga testato post-omologazione. Ora il Consiglio dei ministri ha teso invece a ridurre questa percentuale, prevedendo un controllo ogni 50 mila veicoli. Lo stesso testo prevede che questi controlli comprendano “la verifica delle emissioni in condizioni di marcia reali”. Da aggiungere che questi test dovrebbero essere pagati dagli stessi costruttori

CONTROLLI E SANZIONI - Altro aspetto importante del progetto di normativa elaborato dal Consiglio dei Ministri europeo è il potere di controllo per le autorità europee. “La Commissione europea - recita il documento - sarà abilitata a effettuare delle prove e delle ispezioni dei veicoli per verificarne la conformità e reagire immediatamente in caso di irregolarità”. Sempre secondo il Consiglio dei Ministri, la stessa Commissione europea potrà ordinare dei richiami e imporre sanzioni in denaro in caso di infrazioni da parte delle case costruttrici. Finora i richiami e le sanzioni pecuniarie erano materia di competenza esclusiva degli Stati membri. Tali sanzioni economiche potranno arrivare fino a 30 mila euro per veicolo non in regola, lo stesso importo previsto dal progetto della Commissione europea. 

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Ritratto di Dirk
30 maggio 2017 - 20:47
Va bene nuove regole ma che siano reali però e non fittizie.