OBIETTIVO SOSTENIBILITÀ - Per chi viaggia in spesso, l’esistenza di un grave problema di mobilità metropolitana magari è la scoperta dell’acqua calda, ma fa comunque effetto registrarne la gravità e soprattutto constatare che la situazione non accenna a migliorare e, anzi, è in peggioramento. La tendenza è stata messa in risalto da una ricerca compiuta dal centro studi dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, per verificare come stia evolvendo la domanda di mobilità e quali siano le tendenze in atto. Il documento dell’Anci è stato presentato a Catania in occasione della seconda Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile. Lo studio si intitola “Gli stili di mobilità degli italiani, il percorso (lento) verso la sostenibilità” e confronta vari dati relativi all’argomento. In particolare il centro studi dell’Anci ha preso in considerazione le statistiche in materia emerse dai censimenti Istat del 2001 e 2011, assieme ai dati sulla mobilità urbana, sempre di fonte Istat, e le informazioni raccolte dall’Osservatorio Audimob 2014 dell’Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti).
I NUMERI DEL FENOMENO - Il dato che si può assumere come fondamentale per l’argomento è quello secondo cui nelle aree metropolitane d’Italia ogni giorno si muovono 1,875 milioni di auto di “pendolari”, cioè di persone che compiono il tragitto casa-lavoro e viceversa. Una massa di veicoli che fa muovere 2.494.211 persone che in buona parte utilizza l’automobile quasi sempre trovandosi da sole a bordo. Più in dettaglio, a Roma le auto che quotidianamente si muovono per la mobilità “pendolare” secondo lo studio Anci sono 572.971, con 767.372 persone a bordo, con una media di occupazione veicolo di 1,34 passeggeri per auto. A Milano le auto impegnate sono 268.282 con una media di 1,26 passeggeri per auto. Nella graduatoria per vetture circolanti troviamo, al terzo posto c’è Torino, con 199.848 auto e una media di occupazione di 1,26 persone per auto. La città dove si registra il più alto tasso di occupazione delle auto è Reggio Calabria, con una media di 1,59 occupanti per auto.
TROPPI AUTOMOBILISTI “SOLITARI” - La media nazionale di occupazione dei veicoli risulta essere di 1,33 occupanti per auto. Lo studio ha calcolato che se si riuscisse a far muovere le auto di questo tipo di traffico con almeno due persone a bordo, sulle stesse strade e per gli stessi spostamenti ci sarebbero 628 mila auto in meno, con un risparmio economico nell’ordine di 360 milioni di euro. Da notare che dal confronto dei dati dei diversi anni risulta che nel 2012 la percentuale di popolazione in movimento per ragioni di lavoro e studio era del 75% mentre oggi risulta essere dell’80%. Aspetto particolarmente negativo è lo scarso sfruttamento delle capacità di trasporto delle auto. A Roma, per esempio, ogni giorno circolano 572.971 auto che trasportano 767.372 persone, con una media di 1,34 passeggeri per auto. A Milano la media di occupazione delle auto scende a 1,26, come a Torino.
AUTO MON AMOUR - Il quadro delle preferenze per le diverse modalità di trasporto vede il 65,9% dei cittadini scegliere lo spostamento in auto, il 12,4% con i mezzi pubblici e il 19,2% a piedi o in bicicletta. Da questa realtà deriva una inevitabile “occupazione” delle città da parte delle automobili, stimata in circa un quarto del territorio urbano. Altro aspetto interessante emerso dalla ricerca Anci è il rapporto con le Zone a traffico limitato (dove le auto non possono entrare) e le varie piste ciclabili. Le aree Ztl negli ultimi sono nel complesso aumentate: da 43,1 a 49,2 kmq, con un incremento del 14%. La città con la maggior superficie Ztl è Milano, con 15,2 km quadrati. La rete di piste ciclabili nel 2014 era di quasi 1.000 km, contro i 689 del 2008. Il raffronto tra le statistiche dei diversi anni mostra anche come Firenze sia la città in cui dal 2001 al 2011 si è verificato il maggior aumento delle persone che preferiscono muoversi in bicicletta o a piedi (il 45% in più).





