NEWS

Omicidio stradale: c’è la custodia cautelare

04 marzo 2016

In caso di incidente mortale causato da un automobilista ubriaco, il giudice potrà tenere in carcere il guidatore. Per evitare recidive.

Omicidio stradale: c’è la custodia cautelare
NUOVA LEGGE - Con il nuovo reato di omicidio stradale (la legge è stata approvata il 2 marzo scorso), c’è anche il carcere preventivo più “facile”. Come riporta il Sole 24 Ore, i giudici potranno, con meno limiti di prima, tenere in carcere i guidatori responsabili di incidenti causati in stato d’ebbrezza grave (oltre 1,5 grammi di alcol ogni litro di sangue) o sotto effetto di droga. È la custodia cautelare, utile pure a evitare che l’automobilista ripeta, nelle settimane successive al sinistro, comportamenti pericolosi. In passato, infatti, il problema si è già posto in tutta la sua drammaticità: parecchi guidatore ubriachi (o drogati), cui era stata sospesa la patente per mesi, a distanza di qualche tempo si sono rimessi al volante senza licenza, e ancora sotto l’effetto di alcol o stupefacenti, causando un secondo sinistro gravissimo. Con l’omicidio stradale, il quadro è completato dall’arresto in flagranza.
 
FORTI POLEMICHE - Ma il nuovo reato è destinato a suscitare polemiche. Nelle scorse ore, la giunta dell'Unione delle Camere penali ha bocciato la legge dell’omicidio stradale: “Non è affatto vero che i pirati della strada rimanessero impuniti prima della emanazione di questa legge. È falso il messaggio mediatico secondo il quale l'omicidio stradale ora è reato: il fatto era già previsto con l'articolo 589 del codice penale. Ed era già severamente punito, con reclusione da tre a dieci anni. Cui ben poteva aggiungersi l’aggravante della previsione dell’evento con pena finale che poteva raggiungere i 15 anni”.


Aggiungi un commento
Ritratto di DamуAno
4 marzo 2016 - 20:55
per non avere problemi compratevi una mito, ha una tenuta e frenata cosi buona che anche da ubriachi vi salvera. saluti.
Ritratto di selvaggio
5 marzo 2016 - 20:17
Vero, era severamente punito, ma sulla carta. Praticamente nessuno scontava un giorno di carcere, e per gli stranieri, visto che eri libero in attesa di giudizio, bastava uscire dall'Italia e non pagavi nemmeno una multa.
Ritratto di orsogol
7 marzo 2016 - 17:32
1
I signori avvocati delle Camere Penali si astengono dal dire la cosa più importante: è inutile che le leggi ci siano se poi chi le applica (i magistrati) le interpretano sempre a favore di chi commette reato, scovando attenuanti da tutte le parti e ignorando costantemente le aggravanti. Questo purtroppo si nota sia nei confronti dei pirati della strada, sia nei confronti di rapinatori, stupratori ecc. Bene allora una legge che li costringa a essere un po' più severi, così cesserà questo perdonismo lacrimevole che calpesta il sentire comune e ignora regolarmente le vittime.

VIDEO IN EVIDENZA