Pagani Zonda: i 20 anni di un mito

07 marzo 2019

La modenese Pagani presentava a marzo del 1999 la Zonda, una delle supercar più iconiche degli Anni 2000.

Pagani Zonda: i 20 anni di un mito

11 GLORIOSI ANNI - Al salone di Ginevra del 1999 debuttava la Pagani Zonda, prima vettura del marchio modenese Pagani Automobili, che sarebbe diventata una fra le supercar più veloci, desiderate e riuscite degli Anni 2000 (fino al 2010 ne sono stati realizzati 140 esemplari). Il progetto della Zonda è opera di Horacio Pagani, fondatore nel 1991 dell’azienda che porta il suo nome. La Pagani Zonda è lunga soltanto 440 cm, ha il motore in posizione centrale posteriore e un design ispirato a quello delle auto da corsa della 24 Ore di Le Mans degli Anni 90.

V12 E CAMBIO MANUALE - Pagani trasferì sulla Zonda le sue conoscenze nell’ambito dei materiali compositi realizzando un’auto con il telaio e la carrozzeria in fibra di carbonio, una rarità per l’epoca. Questa ricerca della massima leggerezza si riflette sulla bilancia, perché la Pagani Zonda pesa a vuoto 1250 kg nonostante il poderoso motore aspirato V12 6.0 da 450 CV. Il dodici cilindri arriva dalla Mercedes e trasmette il moto alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a 6 marce, un particolare che insieme alle raffinate sospensioni a triangoli sovrapposti rende quest’auto esaltante da guidare anche per i guidatori più esperti. L’auto del 1999 prende il nome Zonda C12, dove Zonda è il nome di un vento argentino, C è l’iniziale del nome della moglie di Horacio Pagani (si chiama Cristina) e 12 sono i cilindri del motore.


La Zonda R.

TANTE EVOLUZIONI - A partire dal 1999 la Pagani Zonda viene costantemente evoluta dal costruttore, ma anche personalizzata dai clienti, che affidano alla casa modenese progetti unici: celebre ad esempio è l’esemplare unico Zonda HP Barchetta, con il parabrezza ribassato ed i montanti del tetto accorciati (Horacio Pagani l’ha fatta costruire per i suoi 60 anni). Nel 2002 arrivano la Zonda C12-S, con il motore V12 maggiorato a 7.0 litri (550 CV), e la Zonda Roadster, con un nuovo motore sempre a 12 cilindri ma di 7.3 litri: la potenza è di 555 CV. Pur senza il tetto la Roadster pesa 1280 kg, grazie al telaio parzialmente in fibra di carbonio che non ha bisogno di ulteriori irrigidimenti per compensare l’assenza del tetto. Il 2005 è l’anno della Zonda F, dedicata all’ex pilota Juan Manuel Fangio, mentore di Pagani e scomparso nel 1995: ha il V12 7.3 potenziato a 650 CV, dopo le modifiche ai collettori di scarico e all’airbox. La Zonda F (anche Roadster) è la prima ad avere la carrozzeria con trama in fibra di carbonio a vista. 

ANCHE DA PISTA - Nel 2009 debutta la serie speciale in 5 esemplari Zonda Cinque, commissionata dal rivenditore ufficiale della Pagani di Hong Kong e considerata la versione stradale della pistaiola Zonda R: ha il motore 7.3 da 678 CV, il cambio sequenziale a 6 marce e ruote forgiate in alluminio, oltre a particolari d’impronta racing come la gabbia di sicurezza in acciaio ed i sedili con cinture a 4 punti d’ancoraggio. La Pagani Zonda è stata realizzata inoltre nelle versioni da pista R e Revolucion: la prima ha il motore 7.3 da 750 CV e un’elettronica più evoluta, perché il guidatore e il suo team possono regolare anche la calibrazione dell’Abs e del controllo di trazione, mentre la Zonda Revolucion ha un V12 6.0 da 800 CV, pesa 1070 kg e ha un alettone posteriore con funzione di DRS, che attraverso piccole ali mobili consente di privilegiare la velocità massima o la spinta al suolo nelle curve la Revolucion è fra più care Zonda mai costruite: costa 2,2 milioni di euro più tasse.


La Zonda HP.

RIMESSA A NUOVO - In occasione dei 20 anni della Zonda il costruttore mostrato al Salone di Ginevra 2019 il primo esemplare costruito, rifatto secondo la scheda originale di produzione ad eccezione della gabbia centrale in fibra di carbonio che è del tutto nuova (guarda il video qui sotto per saperne di più). 

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Ritratto di Giulio Menzo
25 luglio 2019 - 08:15
2
Bello il motore posteriore il cui cofano si apre al contrario