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Anche Parma scommette sull’auto a batteria

06 novembre 2010

La città emiliana vara un progetto di mobilità elettrica aperto a tutte le case. L’obiettivo è di avere in circolazione 900 vetture “pulite” entro il 2015 grazie a un investimento complessivo di nove milioni.

Anche Parma scommette sull’auto a batteria

A REGIME NEL 2015 - Dopo Roma, Milano, Brescia e Pisa, anche Parma punta sull’auto elettrica. Il piano messo a punto dalla giunta del capoluogo emiliano per incentivare l’uso delle macchine a batteria prevede l’installazione di un centinaio di punti di ricarica nei prossimi due anni, che diventeranno 300 entro il 2015, grazie a un investimento complessivo di nove milioni di euro. L’obiettivo è di avere in circolazione 900 auto elettriche nel giro di cinque anni. In questo modo, il comune stima un risparmio annuo (per gli automobilisti) di circa 250.000 euro, oltre a un taglio delle emissioni inquinanti pari a 1.600 tonnellate di anidride carbonica, visto che l’energia usata per ricaricare le vetture dovrà provenire da fondi rinnovabili.

PROGETTO “OPEN” - Il progetto Zero Emission City di Parma, questo il nome, è totalmente aperto. Nel senso che non prevede un accordo di esclusiva con alcuna casa automobilistica, come invece avviene in iniziative analoghe che vedono Mitsubishi e Renault al “lavoro” su Brescia e Milano in partnership con la multiutility a2a, oltre alla Smart, impegnata sulle “piazze” di Pisa, Roma e Milano in collaborazione con Enel. A questo proposito, il sindaco della città emiliana, Pietro Vignali, ha incontrato i rappresentanti dei principali costruttori per illustrare il progetto e definire le modalità tecniche (la “tensione” elettrica con cui ricaricare la vettura varia infatti a seconda della casa). Al progetto potrà partecipare ogni cittadino in possesso di un’auto a batteria. Questo consentirà anche di usufruire di speciali convenzioni internazionali, come il noleggio gratuito di vetture elettriche a Londra e Amsterdam.
 



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Ritratto di davitonin
6 novembre 2010 - 10:16
1
si vede una coscientizzazione generica in questo settore ambientale/economico che porta le amministrazioni a investire su impianti di ricarica elettrica delle future automobili che circoleranno in pieno silenzio ed emissioni 0; per quanto riguarda il lato economico, sono curioso di capire come verranno calcolati i Kwh impiegati nelle ricariche, la forma di pagamento, oppure se nelle colonnine ci saranno dei dispositivi POS per i pagamenti istantanei oppure se ci sarà una sorta di abbonamento, con una tessera di identificazione come un telepass e pagamenti posticipati ...... chi lo sa; l'unica cosa che si intuisce è che saranno in forma self service.
Ritratto di trap
6 novembre 2010 - 12:28
fare investimenti del genere per sole 900 auto è un'idiozia. Inoltre è una barzelletta parlare di "risparmi" per gli automobilisti, dato che col costo dell'auto elettrica avrebbero potuto comprarne una a benzina col carburante pagato a vita. x davitonin - il metodo di pagamento è l'ultimo dei problemi: inserisci 2€ e la colonnina eroga i rispettivi kWh, oppure, come hai detto te, un POS.
Ritratto di davitonin
6 novembre 2010 - 22:31
1
purtroppo all'inizio di un'impresa, i rischi e i costi elevati sono destinati ai primi utenti, che pagano a caro prezzo il protagonismo, comunque gli impianti di energia alternativa, qualsiasi essa sia, si ammorteranno e i benefici se ne sentiranno a medio/lungo termine
Ritratto di Al86
6 novembre 2010 - 17:42
Buona cosa che si cominci con questi investimenti, però prima bisognerebbe definire uno standard universale per definire le tensioni giuste (e il "tipo" di corrente, se continua o alternata) per il metodo di ricarica rapida. Purtroppo però i maggiori svantaggi dell'auto elettrica sono i costi per acquistarla e l'autonomia ancora troppo scarsa, che relegano l'auto elettrica ad essere solo un costoso giocattolo per ricchi ecologisti, comunque, anche se si va aspendere tanto, meglio iniziare prima per avere prima un tornaconto
Ritratto di tiger
7 novembre 2010 - 22:07
è bello leggere queste iniziative. ma io mi domando come si farà a produrre tutta l'energia delle macchine con le sole fonti rinnovabili?. attualmente l'energia elettrica viene ricavata quasi interamente da combustibili fossili e poco dalle fonti rinnovabili. io mi chiedo come sarà possibile utilizzare solo tali energie in futuro, su tutte le maccchine, le case ecc...?. Se qualcuno sa qualcosa inpiù mi risponda per chè proprio non ci arrivo.
Ritratto di Al86
7 novembre 2010 - 22:26
Praticamente la colpa della situazione attuale è del petrolio, si è sempre detto che c'è ne tanto e che costa poco, quindi è sempre stato ritenuto una fonte energetica economica e quasi eterna, cose che oggi si sono rilevate false e oggi paghiamo con metodi di utilizzo delle fonti rinnovabili ancora in fase sperimentale e non in grado di sostituire le fonti fossili, quinti nel futuro prossimo è d'obbligo l'utilizzo anche dell'energia nucleare, oltre che di quella rinnovabile, e investire molto in ricerca e sviluppo per poter sfruttare in maniera sempre più efficiente le fonti rinnovabili, purtroppo in italia non si farà nulla, come al solito, visto che guai ad aprire una centrale nucleare, ci si ritroverebbe con un esercito di "ambientalisti" (che tra l'altro ignorano che la maggior parte dei rifiuti radioattivi arriva dagli ospedali e non dalle centrali nucleari, ma si sa gli ambientalisti, sopratutto italiani, sono estremamente ignoranti), senza contare il fatto che la ricerca scientifica in italia viene costantemente vista come un inutile peso da TUTTI i governi, e non come un investimento.
Ritratto di Giancagas
9 novembre 2010 - 09:43
Certo… perché i rifiuti ospedalieri sono a media e ad alta radioattività vero??? Per inciso: le scorie ad alta radioattività prodotte da una centrale sono relativamente poche, ma rimangono tali per 2 milioni di anni circa… (dato sentito durante la visita della centrale nucleare Gosgen in Svizzera). Ma te invece lo sai che attualmente le nostre centrali (facendo una media) emettono 0,53 kg di CO2 per produrre ogni kWh?!!! Può sembrare poco ma non è proprio così… La Prius plug in che verrà commercializzata a breve percorre in modalità solo elettrica 23 km con una capacità delle batterie pari a 5,2 kWh. Quindi: 5,2*0,53=2,756 kg di CO2 poi 2,756/23=0,120 kg/km di CO2. In pratica, la Prius ricaricando le batterie con le nostre centrali, emette 120 g/km di CO2 mentre andando a benzina emette 89 g/km di CO2… Questo ci fa notare ancora una volta che fino a quando non saremo in grado di ricaricare le auto elettriche con una fonte davvero pulita, non avremo nessun vantaggio.
Ritratto di Al86
9 novembre 2010 - 10:26
Ovvio che il nucleare da solo non è la soluzione, ma se OGGI vogliamo abbandonare le fonti di energia fossile è impensabile farlo senza l'utilizzo ANCHE del nucleare, e sinceramente tra poche scorie radioattive ad lata radioattività stoccate in maniera sicura e controllata e molte scorie a bassa radioattività seminate in giro come capita, bè scelgo le prime, poi se tu preferisci le scorie ospedaliere a bassa radioattività in giardino, come preferirebbero quei cretini di ambientalisti, fai pure. Per quanto riguarda le auto elettriche ho sempre detto che non sono DIRETTAMENTE inquinanti, cioé che quando vanno non emettrono CO2, che poi l'energia elettrica per ricaricarla sia ottenuta da fonti fossili, quindi inquinanti, lo so benissimo (e comunque ho sempre detto che la maggior fonte di CO2 non sono le auto, ma gli scarichi industriali, in cui rientrano le centrali elettriche, e gli impianti di riscaldamento), e il problema è che senza ricerca e sviluppo (che in Italia sono DA SEMPRE considerate solo come un peso, una spesa inutile) non ci saranno MAI fonti di energia pulita
Ritratto di Giancagas
10 novembre 2010 - 22:39
Già il fatto che il prof. Rubbia ha detto che il nucleare attuale in Italia non serve… è tutto detto, poi “scorie stoccate in maniera sicura e controllata”… Basta esserne convinti… in Italia poi… vai a vedere la situazione in Francia e vedrai che hanno le scorie pure sotto i parcheggi degli stadi… E’ vero che ci sono settori che inquinano di più delle auto ma sono troppo frastagliati e quindi le auto sono più “controllabili”. Per quanto riguarda la ricerca hai perfettamente ragione, ma già con le tecnologie attuali si può fare molto, il brutto è la mentalità di noi italiani, con gli incentivi sul fotovoltaico del conto energia si può avere una rendita molto elevata ma noi niente… basti pensare che Arabi, Cinesi, Americani, Tedeschi e chi ne ha più ne metta, se non fossero stati bloccati, si sarebbero comprati tutta la Puglia per installarci i pannelli fotovoltaici e quindi avere i soldi degli incentivi…
Ritratto di Al86
10 novembre 2010 - 23:11
Il fatto che agire solo sulle auto è oltre che più semplice anche più conveniente per lo stato, perché così vanno a colpire le tasche di tutti quanti costringendo a cambiare più spesso l'auto e a pagare per andare al lavoro in auto (visto che di mezzi pubblici manco a parlarne, tolgono continuamente corse e aumentano i prezzi, giusto per incentivare l'uso del trasporto pubblico). Però agire solo sulla cosa più semplice quasi mai si fa qualcosa di utile, per assurdo è come se su una nave con diverse falle sotto la linea di galleggiamento che continuamente imbarcano acqua, tutti si concentrano a ripararne una sola sopra la linea di galleggiamento perché più facile da riparare delle altre.

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