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Prepariamo l’auto per le vacanze

Pubblicato 16 luglio 2020

Qualche controllo alla vettura ci farà viaggiare più tranquilli e sicuri, evitandoci noiose (e costose) visite impreviste in officina.

Prepariamo l’auto per le vacanze

> PREVENIRE È MOLTO MEGLIO CHE CURARE

A causa del coronavirus, quest’anno saremo in molti a utilizzare l’auto per le vacanze: un mezzo che, oltre a essere comodo e a garantire la massima indipendenza, mette a riparo dal rischio-contagio. Per garantire una trasferta piacevole e priva di problemi, abbiamo raccolto una serie di suggerimenti. Qui, in particolare, vediamo come preparare la nostra vettura allo stress supplementare a cui sarà sottoposta: dovrà percorrere tanti chilometri, magari a pieno carico e su strade diverse dal solito, impegnative per la velocità elevata o per la presenza di forti salite e discese. Dato che  una brutta sorpresa quando si è lontani da casa comporta una batosta economica e la perdita di almeno una giornata, conviene sincerarsi in anticipo che tutto sia a posto. Anche per garantire la massima sicurezza. 

> UN GIRO DALLO SPECIALISTA… 

Se l’auto è stata controllata dal meccanico pochi mesi e pochi chilometri fa, se non ci sono spie accese né comportamenti anomali (anche dell’indispensabile “clima”), e se potete dedicarle un paio d’ore del vostro tempo, basteranno i controlli fai-da-te che descriviamo più avanti. Altrimenti, meglio prenotare un passaggio in officina o in concessionaria, e non aspettare troppo: in questo periodo, molti autoriparatori sono oberati di lavoro e l’appuntamento potrebbe non essere per il giorno dopo. E magari cercate su internet: ci sono concessionarie e officine che offrono dei controlli gratuiti.

> …O QUALCHE SEMPLICE CONTROLLO FAI-DA-TE

Iniziate con un lavaggio, ripulendo i vetri anche dall’interno (bastano una spugna umida e uno strofinaccio da passare subito dopo): con il tempo, si forma una patina di sporco che ne riduce la trasparenza. Già che ci siete, controllate che tutte le luci funzionino.

Passate alle gomme (foto qui sopra): il battistrada deve essere profondo almeno 3 mm per viaggiare con una certa sicurezza sui fondi bagnati. Verificatelo inserendo un moneta da due euro nelle scanalature: la parte in acciaio deve essere tutta coperta. Sul fianco del pneumatico non devono esserci rigonfiamenti, tagli o screpolature: sintomi di una struttura danneggiata o indebolita dal tempo. Infine, usando magari il compressore del kit gonfia & ripara, portate la pressione al giusto valore. Ma non fidatevi della memoria, e controllate nel manuale d’uso, o su internet: ad auto carica, quasi sempre i pneumatici posteriori vanno gonfiati di più. Non dimenticate l’eventuale ruota di scorta.

Occhio ai tergicristallo (foto qui sopra): sollevate le spazzole, controllate che il profilo in gomma non sia tagliato e pulitelo dolcemente con il panno umido. Riempite poi la vaschetta del liquido lavavetro: anche al supermercato trovate confezioni di detergente specifico, efficaci e che costano poco. La sola acqua non va bene: non riuscirebbe a ripulire il parabrezza dai moscerini, creando invece, col passaggio dei “tergi”, un’incrostazione che peggiorerebbe drasticamente la visibilità.

Restano gli altri livelli, nel vano motore. Misurate quello del lubrificante estraendo l’astina (foto qui sopra), dopo aver lasciato l’auto ferma su una superficie perfettamente piana, con il motore spento da almeno cinque minuti. Se è sotto la metà, meglio rabboccare; l’ideale è un lubrificante con le caratteristiche esatte prescritte dalla casa (la sigla è sul manuale d’uso), che trovate da un ricambista. Ma in caso di emergenza potete usare un prodotto meno specifico, purché di tipo semisintetico o sintetico (c’è scritto sulla confezione) e adatto a quel tipo di motore (diesel o a benzina); vale comunque la pena di chiedere un consiglio al rivenditore, oppure cercare la vostra auto sul sito del produttore del lubrificante o sui fascicoli che si trovano spesso nei punti vendita. E non esagerate: versate al massimo mezzo kg e poi ricontrollate. Il massimo consentito non va mai superato. Al proposito, capita che in alcune auto diesel il gasolio trafili nella coppa e diluisca l’olio, facendone crescere il livello. Se succede, l’unico rimedio è la sostituzione con del lubrificante nuovo.

Merita un controllo anche la vaschetta del liquido dei freni (foto qui sopra), che, però, non va rabboccato. Questo fluido idraulico deve essere sostituito alle cadenze previste dalla casa, perché tende ad assorbire l’acqua presente nell’ambiente sotto forma di umidità, ma non si consuma. Se il livello è sotto il minimo, vuol dire che c’è qualche problema: una perdita nel circuito, oppure le pastiglie o i dischi oltre il livello accettabile di usura. E una visita dal meccanico è d’obbligo. Discorso simile vale per il liquido di raffreddamento del motore, il cui livello si abbassa solo se c'è una perdita. Ma in questo caso, se siete abituati a fare un piccolo rabbocco a lunghi intervalli di tempo (sei mesi, un anno) e la situazione non è peggiorata di recente, con ogni probabilità il problema non è grave. Nelle emergenze potete aggiungere un po' di acqua (quella del lavandino va benissimo) ma è molto meglio utilizzare il liquido permanente "antigelo" seguendo le istruzioni riportate sulla confezione (ce ne sono da diluire o già pronti all'uso): non solo eviterete danni disastrosi al motore nei mesi più freddi, ma proteggerete i condotti interni, il radiatore e la pompa dalla corrosione e dalle incrostazioni.       

Se l’auto è una diesel recente, con sistema antiinquinamento che sfrutta l’additivo AdBlue, e prevedete di fare migliaia di chilometri, procuratevi un flacone di liquido e mettetelo nel bagagliaio, oltre a verificare dov’è il bocchettone del serbatoio. L’auto vi avvisa con grande anticipo quando l’AdBlue inizia a scarseggiare, ma poter fare tutto da soli in caso di necessità vi eviterà di perdere tempo dopo (e di spendere di più).  





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Ritratto di FP_73
18 luglio 2020 - 10:35
Ottimo articolo, molto utile ed esaustivo. Grazie