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Pikes Peak 2014: vince Dumas

30 giugno 2014

Il pilota francese Romain Dumas ha vinto la cronoscalata “estrema” del Colorado con una barchetta Norma. Battute le Mitsubishi ufficiali con motore elettrico.

Pikes Peak 2014: vince Dumas
OLTRE I 4.000 METRI - Sulle montagne del Colorado, si è disputata domenica la celeberrima e particolarissima cronoscalata di Pikes Peak: 19,982 chilometri di salita da 2.862 a 4.302 metri di quota. Come dire un contesto unico che ha poco da vedere con il resto delle corse in salita che si disputano in Italia, in Europa e nel mondo. Se l’ambiente non fosse sufficiente a rendere speciale questa cronoscalata, a completare il quadro c’è poi il regolamento che ammette vetture un po’ di tutti i tipi (per non dire delle moto). Il risultato è una sfida molto tosta che dura da quasi un secolo: la prima edizione si disputò nel 1916. La gara registra una partecipazione numerosa di appassionati americani e stranieri. Quest’anno gli iscritti sono stati 135 di cui 70 in auto e 65 in moto. 114 sono arrivati sino al traguardo.
 
VINCITORE D’ESPERIENZA - Questa 92esima edizione sembrava dovesse essere l’edizione dell’auto elettrica, in sintonia con l’interesse esistente per la trazione a emissioni zero. A crederci era stata la Mitsubishi che è andata alla Pikes Peak 2014 con una squadra molto agguerrita puntando appunto su due esemplari di un prototipo elettrico. Invece no: la vittoria è andata al francese Romain Dumas (foto in alto), pilota di esperienza che dopo aver vinto la 24 Ore di Le Mans (2010, con l’Audi), la 24 Ore del Nurburgring  (2007 su Porsche) ha voluto aggiungere al suo palmares quest’altra gara unica. Dumas, che quest’anno a Le Mans ha corso con la Porsche 919 ibrida finendo quarto, a Pikes Peak ha vinto con una Norma M20 RD Limited, una barchetta Sport di 610 kg spinta da un motore Honda di due litri sovralimentato con turbo; 450 CV la potenza disponibile. 
 
 
DELUSIONE MITSUBISHI - Dumas ha percorso i quasi 20 chilometri di Pikes Peak in 9’05”801, che significano una media di 127,379 km/h. Alle sue spalle, l’americano Greg Tracy (vincitore 4 volte in moto) al volante della Mitsubishi MiEV III, il prototipo con 603 CV allestito dalla casa giapponese  per la sfida di Pikes Peak (qui sopra). Il distacco è stato un soffio: 2,387 secondi. Terza è stata l’altra Mitsubishi MiEV III iscritta dalla casa, con al volante il giapponese Hiroshi Masuoka, finito a 4 secondi dal compagno di squadra. Va detto che comunque il tempo del vincitore è stato molto lontano dal record fatto segnare l’anno scorso dalla Peugeot ufficiale di Sebastien Loeb, che percorse la salita di Pikes Peak in 8’13”878.
 
DUE ITALIANI - A Pikes Peak c’erano anche due italiani: Alberto Dalessio e Piero Nappi. Dalessio ha corso nella sezione moto, su Ducati Streetfighter ha realizzato l’85° tempo, mentre Nappi, su una vettura Sport P4 della marchigiana Picchio, si è dovuto ritirare.
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Ritratto di P206xs
30 giugno 2014 - 19:11
Certo che la 208 t16 e Loeb sono tutt'altra cosa!! quasi un minuto in meno ci ha messo!!
Ritratto di The_Beast
30 giugno 2014 - 22:20
La 208 aveva quasi il doppio dei cavalli, ne aveva 875 per la precisione, aveva la trazione integrale e un'aerodinamica che definire estrema è un eufemismo (l'ala posteriore è tale e quale a quella della 908 HDi che correva a Le Mans)
Ritratto di P206xs
1 luglio 2014 - 10:01
La categoria si chiama "senza limiti" percui se uno è capace di sviluppare un auto + potente e prestante e saperla gestire (cosa importante) perchè non farlo....evidentemente questi non sono riusciti a farlo.
Ritratto di TommyMichi
30 giugno 2014 - 19:18
Pikes Peak Hill Climb Peugeot 405 T16... questa era una corsa da brividi, ancora sterrata!!!
Ritratto di Chromeo
30 giugno 2014 - 22:23
Da un po di tempo stavo seguendo le avventure della Scuderia Vesuvio (si, sono napoletani) e della Picchio sulla loro pagina facebook, avevano le carte in regola per arrivare almeno primi di categoria invece un ribaltamento ha ribaltato la situazione. Mi dispiace sopratutto per il pilota di moto che è morto cadendo sulle rocce dopo aver per la stabilità una volta tagliato il traguardo.