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Pininfarina-Mahindra: matrimonio imminente

9 settembre 2015

Sono in dirittura d'arrivo le trattative per l'acquisizione della Pininfarina da parte della indiana Mahindra.

Pininfarina-Mahindra: matrimonio imminente
INTESA VICINA - Dopo la Pirelli anche la Pininfarina potrebbe prendere la via dell'estremo oriente. A cambiare è la destinazione, non la Cina, ma l'India della Mahindra. Il costruttore automobilistico asiatico da mesi prova a convincere la dirigenza della storica azienda di design ed ingegneria alla ricerca di denaro per risanare il debito contratto con tredici istituti di credito a partire dal 2008. Un “corteggiamento” che, secondo gli esperti, è arrivata alle battute finali e dovrebbe sfociare a giorni nell'annuncio ufficiale di un accordo. 
 
RIALZO IN BORSA - Le attese per l'intesa hanno avuto come primo effetto un rialzo della quotazioni in Borsa della Pininfarina, con le azioni cresciute del 20,6% in una sola seduta. A volere un finale positivo per la trattativa sono in molti, dalle banche creditrici al gruppo indiano interessato al controllo di una della società di design più illustri e capaci del mondo. Con 85 anni di attività alle spalle, l'azienda fondata da Battista Farina nel lontano 1930 ha segnato la storia dello stile italiano, non solo nel settore automotive. Un comparto, quello delle quattro ruote, dove ha firmato modelli tra i più amati al mondo, dalla Duetto dell'Alfa Romeo alla Testarossa della Ferrari. 
 
PER UN FUTURO GLOBALE - A volere l'arrivo degli uomini di Mumbai sono gli stessi responsabili dell'azienda italiana, desiderosi di risorse economiche fresche per proseguire l'attività a pieno ritmo scongiurando i rischi di un forte e prolungato indebitamento. Lo stesso Paolo Pininfarina, presidente dell'azienda di Cambiano, ha fatto intendere di auspicare la conclusione positiva dell'accordo per rafforzare la posizione finanziaria della società e porla in linea con le moderne esigenze dell'economia mondiale. Una prospettiva già espressa in passato quando aveva dichiarato che “il mondo cambia, si globalizza. Le aziende devono dare segnali di cambiamento”.
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Ritratto di impala
9 settembre 2015 - 18:55
Italia ... tutto da vendere... saldi a prezzi stracciati... ormai tutti fanno il loro mercato da noi. Come ha detto Walter Da Silva "io vendo l'Italia" (per una barca di soldi)
Ritratto di AMG
9 settembre 2015 - 23:28
Questo ferisce ancor di più della notizia della Pirelli. Ma dico: un'altra casa automobilistica no??!!!?????!!!!!!!!
Ritratto di Claus90
9 settembre 2015 - 23:49
Non ci sto capendo più niente Pirelli ai cinesi Pininfarina agli indiani, in questa Italia vengono tutti a fare shopping bei saldi di stagione e i nomi illustri del made in italy a pu............ne
Ritratto di Montreal70
10 settembre 2015 - 17:02
Mi pare che 10 anni fa sia arrivato un uomo, non molto ben vestito ma senza dubbio in gamba, che ha salvato il nostro unico costruttore nazionale dalle grinfie degli americani. Anzi, si è pure fatto pagare per mantenere l'italianità del gruppo. Il costruttore comunque era in crisi profonda, perdeva milioni di euro ogni giorno, letteralmente. L'aveva salvato dagli americani, ma stava per finire in bancarotta. Quell'uomo riuscì a risanarla in pochissimo. Dopo due anni faceva pure degli utili discreti. Successivamente, andò negli USA, passando davanti all'azienda dalla quale aveva salvato la sua qualche anno prima. Loro erano falliti. Ironico. Comunque, negli Stati Uniti andò a fare shopping con i saldi, comprando un colosso per un tozzo di pane o poco più. A distanza di 10 anni, l'azienda italiana salvata dal manager errante è una delle poche realtà solide del paese, indubbiamente la prima in ambito industriale. Evidentemente quindi, Pininfarina e Pirelli semplicemente non hanno degli uomini competenti al comando, e di aziende italiane nelle loro condizioni ce ne sono molte.
Ritratto di Lo Stregone
10 settembre 2015 - 10:01
Presto anche il popolo italiano sarà venduto al primo che passa, e poi diventeremo carne da usare. Qualcosa di terribile ci attende.
Ritratto di lidel
10 settembre 2015 - 10:34
1
lo siamo già da almeno il 1945...
Ritratto di Lo Stregone
10 settembre 2015 - 15:16
Solamente? Se ci penso bene ci siamo illusi di essere liberi. Non eravamo liberi nemmeno prima del 1945. E non lo saremo mai in futuro.
Ritratto di LoryPetra
10 settembre 2015 - 16:14
Basta accendere la radio ed il 90% delle canzoni che si sentono sono nella top 50 statunitense, ci sarà un motivo...
Ritratto di katanè
11 settembre 2015 - 16:27
Gli "Assi", stanno emigrando altrove... :-( Peccato! Comprendo che sono indebitati fino al collo, ma la Nazione Renziana (tanto per citarla) non potrebbe fare qualche contromossa per salvarla dagli indiani??? Le migliori aziende ci stanno lasciando... e non si fa niente per trattenerle. Ormai l'Italia è in Saldo, e il primo manager in grado di comprare o che cerca l'affare, compra e basta!!! Svegliamoci!