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Pininfarina: per ora nessun accordo con Mahindra

29 aprile 2015

L'amministratore delegato della Pininfarina Silvio Angori così dichiara davanti all'assemblea dei soci.

Pininfarina: per ora nessun accordo con Mahindra
INTERESSE INDIANO - “Nessun accordo è stato ancora raggiunto con il gruppo indiano Mahindra”: così l'amministratore delegato della Pininfarina, Silvio Angori, nel corso dell'assemblea dei soci in svolgimento a Cambiano, nel torinese. Per l'azienda il nodo è cruciale dopo le grosse difficoltà economiche seguite al sostanziale ridimensionamento delle attività di produzione per conto terzi e relativa chiusura nel 2011 dell'ultimo stabilimento di San Giorgio Canavese. Nel 2008 l'azienda italiana aveva perso Andrea Pininfarina, figlio di Sergio, venuto meno nel 2008 a causa di un incidente stradale (sostituito alla presidenza dal fratello Paolo).
 
VANNO MESSI D'ACCORDO - L'interessamento dell'azienda indiana potrebbe costituire un punto di svolta, ma - come ha sottolineato Angori - “la conclusione di un accordo implica il completamento di un processo strutturato di formazione del consenso”: è richiesto l'assenso della Pincar, azionista di maggioranza della Pininfarina, della stessa Mahindra e (non da ultimo) di tutte le tredici banche creditrici del Gruppo. Per questo la conclusione è all'insegna del freno a mano tirato: “L'interesse per Pininfarina - ha concluso l'amministratore delegato - dimostra che la nostra società si è affermata come una delle principali nel Made in Italy rappresentando l'eccellenza nel design ed engineering del settore automotive e non solo […] Qualora l'intesa dovesse avvenire, ne daremo informazione al mercato”.
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Ritratto di SINISTRO
29 aprile 2015 - 16:23
3
Sembra che quest'AR stia uscendo da un portale spazio/temporale stile Stargate!
Ritratto di FRANCESCO31
29 aprile 2015 - 21:11
Se la dovrebbe comprare la FERRARI x farco una spider V6 3.0 e una Alfa romeo sullo stesso pianale co un 4 cilindri 2.0
Ritratto di streetkiller
29 aprile 2015 - 21:21
Mi auguro che il frontale di quest'auto possa essere ripreso per la imminente nuova media Alfa, che chiaramente non può permettersi di essere da meno delle aspettative che il mercato ha del marchio. Mi piacerebbe che, in un periodo tecnico adeguato, la marca possa tornare ad avere quel particolare appeal che si era guadagnata su strada e in pista di coniugare prestazioni di alto livello a vero piacere di guida, con però in più un'affidabilità che oggi fondamentalmente più che mai deve essere a prova di confronto con le marche giapponesi.