ARRIVANO I CINESI - Ieri la Pirelli si è data un nuovo assetto di vertice, varando il nuovo consiglio di amministrazione espressione della nuova proprietà. Sono infatti entrati a far parte dell’organismo di gestione della società tre manager cinesi, Yang Xingqiang, Wang Dan, Tao Haisu e Zhang Junfang e appunto Ren Jianxin, eletto poi presidente. I quattro consiglieri cinesi e il neo presidente rappresentano il nuovo azionista di maggioranza, la cinese China National Chemical Corporation, abbreviata in ChemChina. Contemporaneamente sono usciti dal consiglio di amministrazione Anna Maria Artoni, Didier Casimiro, Ivan Glasenberg, Petr Lazarev e Igor Soglaev. Alberto Pirelli ha lasciato la carica di vice presidente.
GOVERNANCE A TRONCHETTI PROVERA - L’elezione di Ren Jianxin è avvenuta dopo le dimissioni di Marco Tronchetti Provera (entrambi nella foto). Quest’ultimo però è stato nominato vice-presidente e continua a essere amministratore delegato e ha assunto l’incarico di vicepresidente esecutivo. Con ciò viene concretizzato quanto previsto dagli accordi concordati assieme alla vendita del pacchetto azionario alla ChemChina.
QUASI TUTTE LE AZIONI A PECHINO - Contemporaneamente sta proseguendo la sistemazione azionaria della società. Nelle passate settimane i principali investitori in Pirelli hanno aderito all’Opa lanciata da ChemChina (attraverso una apposita società chiamata MarcoPolo) e hanno ceduto le loro quote nella società. Attualmente la società cinese detiene oltre l’86% delle azioni ordinarie della Pirelli e nei giorni prossimi l’Opa sarà riaperta, con possibilità che la quota in mano ai cinesi aumenti ulteriormente.
STRATEGIA DI SVILUPPO - Il passaggio della Pirelli ai cinesi non è avvenuto con spirito ostile, ma rappresenta un irrobustimento della società in vista di nuovi traguardi di crescita nel mondo, soprattutto in Asia e in Cina. Da parte cinese, l’acquisizione della Pirelli costituisce un’occasione ghiotta per arricchire il proprio know-how tecnico e le proprie potenzialità manageriali.