PROFITTO CONDIVISO - Non ci sono dubbi che il requisito più rilevante delle azioni è la redditività. Ciò detto è anche vero che negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione che viene posta dagli investitori ad aspetti non economici e finanziari. Sono così molti gli investitori che prima di investire esaminano il profilo della società a cui stanno per dare il loro apporto finanziario, facendo attenzione che il suo operato sia in sintonia con la difesa dell’ambiente e con una giusta politica sociale. In poche parole che sia una società capace ricercare il profitto facendo anche gli interessi della comunità.
LE PAGELLE - Questa componente del mondo finanziario ha portato alla nascita di appositi indici che tengono conto dei vari aspetti dell’operatività delle aziende, mettendo a disposizione degli investitori che cercano la sostenibilità un indice-graduatoria da tenere presente nel momento che intendono decidere un investimento. Il più importante indice di questo tipo è quello Dow Jones, redatto ogni anno sulla base dell’analisi dettagliata dell’attività di oltre 2000 aziende quotate in Borsa.
PRIMA DEL SETTORE - Il grande lavoro di analisi svolto ogni anno da S&P Dow Jones e RobecoSam quest’anno ha messo in grande evidenza la sostenibilità della Pirelli, società controllata dai capitali cinesi ma profondamente italiana nella sua storia e nelle sue modalità operative e gestionali. Nell’indice di sostenibilità Dow Jones che sarà valido dal 24 settembre la Pirelli ha ottenuto il punteggio di 81 punti, che la pone ampiamente al primo posto tra le società del settore auto e componenti, il cui punteggio medio è di 32.
