TRE ANNI - Un’intesa triennale nel settore del pneumatico: è quella firmata stamattina dall’amministratore delegato della Pirelli, Marco Tronchetti Provera (nella foto in alto a sinistra), e dal rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone (nella foto in alto a destra). Si tratta di una specie di “accordo laboratorio”, tanto da essere stata definito “Joint Labs”, e si concentra su diverse aree di ricerca. Dalla Formula 1 (modelli matematici simuleranno il comportamento delle mescole sui vari circuiti) al trattamento dei pneumatici a fine vita, sino alla gomma “intelligente” (vedi le foto). La Cyber Tyre, questo il suo nome, contiene un chip (nella foto sotto), in grado di “interpretare” le diverse condizioni del fondo stradale e di inviarle al computer dell’auto: il guidatore ha sotto controllo pressione e temperatura delle gomme. In futuro, la Cyber Tyre potrà interagire con il sistema frenante, contribuendo all’assetto ottimale della vettura. E saprà riconoscere, e adattare, tutti i sistemi dell’auto al fondo stradale: asciutto, bagnato, rettilineo, curva, ghiaccio. I vantaggi? Più sicurezza, meno consumi ed emissioni inquinanti, perché si riduce la resistenza al rotolamento.

FORMAZIONE, MA ALL’ESTERO - L’accordo fra Pirelli e Politecnico è anche finalizzato all’attività di formazione: l’università recluterà e formerà una quindicina di ingegneri soprattutto in Brasile, Cina e Messico, dove la multinazionale italiana è già presente. Viene da chiedersi, però, come mai una casa italiana non abbia sentito la necessità di “pescare” tra i tanti talenti nostrani: in Italia i giovani ingegneri non mancano di certo…
COLLABORAZIONE STORICA - L’intesa di oggi consolida una collaborazione nata nel 1870. In passato, sono stati firmati ben undici contratti di ricerca tra la Pirelli e il Politecnico nel settore delle telecomunicazioni e della gomma, con prove di resistenza del pneumatico, e per studiare l’interazione fra gomma e strada.




