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Polestar Precept: stile minimalista

di Paolo Alberto Fina
Pubblicato 07 aprile 2020

Arrivano nuove immagini e informazioni della Precept, la berlina della Polestar che sfiderà Tesla Model S e Porsche Taycan.

Polestar Precept: stile minimalista

NUOVA FASE - Nata come preparatore delle Volvo da gara e stradali, dal 2017 la Polestar è diventata un marchio indipendente (sempre controllato dalla Volvo) iniziando questo nuovo capitolo della sua storia con la coupé ibrida Polestar 1 e la berlina elettrica Polestar 2, vetture dal look ancora molto simile alle Volvo. Ora però il costruttore ha deciso che è giunto il momento di avere uno stile tutto suo. A mostrarne l’aspetto è il prototipo Polestar Precept, una berlina elettrica di grandi dimensioni che avrebbe dovuto esordire al Salone dell’auto di Ginevra e della quale sono state diffuse nuove immagini. Dalla Precept, come ha confermato il numero uno della Polestar, Thomas Ingenlath, sarà derivata una berlina rivale di Porsche Taycan e Tesla Model S.

PIÙ SPIGOLI - La carrozzeria della Polestar Precept ha poco in comune con quella delle 1 e 2, perché i tratti sono più scolpiti e grintosi: si notano il ribassamento nel cofano, che delinea due pronunciati rigonfiamenti laterali, e la scalfatura all’altezza del passaruota posteriore. I designer della casa svedese, diretti dall’austriaco Maximilian Missoni, hanno rimosso la mascherina (al suo posto c’è una fascia che cela i sensori per la guida assistita) e sdoppiato i sottili fari a led: a definirli è una sottile firma luminosa a forma di boomerang, che ricorda il motivo a forma di T (noto come Martello di Thor) delle precedenti Polestar. Le portiere si aprono ad armadio e facilitano l’accesso a bordo. D’effetto la parte posteriore della Polestar Precept, dove spicca l’enorme fanale orizzontale che domina l’alta coda. Il tetto, basso è curvilineo, è privo del classico lunotto. Nel complesso le forme sono quello di una berlina che sembra una coupé di dimensioni generose: il passo è di 310 cm, 15 in più rispetto alla Tesla Model S.

REGNA LA PULIZIA - Nell’abitacolo della Polestar Precept è portata all’estremo la ricerca di minimalismo e essenzialità: la si nota nel volante con una spessa razza orizzontale, ma anche nei sottili e sagomati sedili e nella plancia priva di comandi fisici. Tutti i sistemi si controllano attraverso lo schermo verticale di 15”, basato su una versione specifica di Android, oppure attraverso la voce o lo sguardo. È presente ad esempio un sistema che monitora gli occhi del guidatore e capisce se l’illuminazione degli schermi (compreso il cruscotto di 12,5”) è troppo sostenuta in base alle condizioni esterne, variandone l’intensità. Ai lati della plancia sono inseriti gli schermi che proiettato le immagini delle telecamere esterne, sorrette da supporti più sottili dei classici specchietti laterali. Il tessuto che riveste l’interno è ottenuto dalla plastica riciclata.

Polestar Precept
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Ritratto di 82BOB
7 aprile 2020 - 16:39
Preferisco lo sile più Volvo della 1 e della 2!
Ritratto di remor
7 aprile 2020 - 16:43
La probabile formula vincente dei prossimi tempi: capitali cinesi, stile europeo
Ritratto di Giuliopedrali
7 aprile 2020 - 17:38
Quando parlo di auto cinesi parlo soprattutto di queste, i capolavori di questi anni 20, stile europeo, anzi molto più italiana di Tesla e Taycan e tutto il resto progettato da un team cino-europeo, in pratica cinese, produzione, ingegnerizzazione e in parte il mercato, la trovo più riuscita della Taycan perchè appunto meno estrema e più internazionale, ma soprattutto perchè credo costerà molto meno della Taycan che arriva a 200.000 Euro prezzo non giustificato, perchè le 600 cv concorrenti dalla Cina ma volendo anche le Tesla costano meno della metà.
Ritratto di Santhiago
7 aprile 2020 - 20:25
Di solito parli di "Stile cinese". Mi fa piacere vedere che finalmente ritratti
Ritratto di remor
7 aprile 2020 - 20:47
Senza offesa per loro, ma in verità penso "stile cinese" poi non abbia nemmeno alcun termine di riferimento. Un'Americana la riconosci, idem una Jappo, idem un'Europea (oltretutto con gli eventuali distinguo fra una svedese o una tedesca o un'italiana o un'inglese). Ma già i koreani, affibbiargli uno stile proprio ed univoco... I Cinesi non ne parlerei proprio (essenzialmente si orientano fra le influenze giappo e qualcosina già in passato visto sulle stesse coreane, il tutto in maniera comunque ancora molto random)
Ritratto di remor
7 aprile 2020 - 20:59
Che poi ovviamente, lo ammetto, ho fatto un po' la scoperta dell'acqua calda. Una Jaguar piuttosto che un'Alfa le riconosci e identifichi perché hanno una lunga tradizione evocativa di modelli e relative soluzioni stilistiche (vedasi ad esempio la stessa Tonale identificabilissima quale Alfa sia in versione prototipale che poi col diverso frontale vociferato per la versione di serie). In quel di Cina, mancando la lunga tradizione, non può ovviamente esserci l'elemento identificativo (e, aggiungerei, se continuano, marchio per marchio, a muoversi in maniera del tutto random da un modello a un altro sarà ancora così per molto)
Ritratto di Giuliopedrali
7 aprile 2020 - 21:58
Invece esiste uno stile cinese anzi è quello che sta influenzando di più tutti quanti, basta sfogliare anche sul web una rivista di car design, certo poi il contributo di designer europei è enorme, ma è pure riconoscibile, certo chiedere a tanti sprovveduti che lo riconoscano, tra un pò tutti ne parleranno. lo stile random sta influenzando parecchio anche quello, sono più i coreani che disegnano le loro auto a Francoforte o a Los angeles e anche i giapponesi. Infatti io ho criticato la pazzesca Changan Uni-t che arriva qua nel 2020 proprio perchè non capisco perchè un'auto anche per il mercato europeo (con l' enorme centro stile a Rivoli che hanno) dovevano proprio disegnarla in puro stile cinese.
Ritratto di Santhiago
7 aprile 2020 - 22:19
Ecco che in men che non si dica, torni a celebrare il nulla. Lo stile cinese non esiste. Come non esiste il senso del bello cinese. Ps. Random significa casuale, per cui no, uno stile causale non può proprio influenzare, perché non ha nessun elemento distintivo che possa ispirare. Piuttosto è uno scopiazzare casuale fra le cose di maggior successo, mischiandole senza senso. Ma a te piace........
Ritratto di Giuliopedrali
7 aprile 2020 - 22:29
Scusa non parlare di cose che non conosci, forse in questo momento lo stile cinese è tra i più riconoscibili, poi il senso cinese del bello non esiste... C'è l'avevano ancora prima di Romolo e Remo. Esisteva uno stato cinese prima della fondazione di Roma. Non parlate se non sapete.
Ritratto di tramsi
7 aprile 2020 - 22:39
"Non parlate se non sapete" scritto da pedrali è.... grottesco.
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