Se è ancora viva la volontà da parte dell’Unione Europea di mettere al bando la vendita di nuove auto con motori a combustione dal 2035, per il settore delle flotte aziendali e dei noleggi la scadenza potrebbe essere ancora più ravvicinata. La Commissione sta infatti valutando la proposta di imporre esclusivamente auto elettriche a partire dal 2030 per le gli acquisti destinati alle flotte aziendali e alle società di noleggio auto. Un provvedimento che, se diventasse effettivo, avrebbe un impatto enorme considerando che flotte e noleggi rappresentano circa il 60% delle nuove immatricolazioni. L’obiettivo è palese: accelerare la decarbonizzazione del settore automotive, favorendo l’ingresso di circa 7 milioni di nuove auto elettriche entro il 2035, con un effetto a cascata sugli investimenti nella produzione di veicoli elettrici e nelle infrastrutture di ricarica.
Stando quanto riferisce il quotidiano tedesco Bild am Sonntag, Bruxelles avrebbe pianificato di presentare la proposta entro la fine dell’estate. Il provvedimento dovrebbe quindi essere discusso nel Consiglio Europeo e in Parlamento, così come dai governi degli Stati membri, per un iter che promette di non essere libero da ostacoli visto i grandi interessi in gioco. L’ipotesi era già emersa nelle bozze preliminari per il rilancio dell’industria automobilistica e ha già ottenuto il convinto sostegno delle lobby ambientaliste, come Transport & Environment: i sostenitori della proposta sono convinti che partendo prima con le flotte la transizione all’elettrico diventerebbe più rapida e con meno intoppi, dando benefici in termini di emissioni in tempi più brevi.
Non mancano però le voci contrarie alla proposta. Dal ministero tedesco dei Trasporti fanno sapere di aver respinto fortemente l’ipotesi e che si farà il possibile affinché la misura non venga approvata. Anche l'Aniasa (l'associazione nazionale del noleggio) si dice contraria e afferma: "Costringendo a noleggiare esclusivamente vetture elettriche, non si favorisce la transizione ecologica, né la riduzione delle emissioni di CO2, ma si spinge aziende e privati a mantenere più a lungo le proprie auto, rallentando l’immissione sul mercato di mezzi più sostenibili e sicuri. Senza contare che, prevedendo un obbligo anticipato al tutto elettrico per il solo settore delle flotte aziendali, si creerebbe una grave distorsione sul mercato tra soggetti privati e aziendali, con il rischio di un radicale cambiamento nelle modalità di approvvigionamento dei veicoli che determinerebbe un ulteriore peggioramento delle condizioni del settore dell’auto, in generale, e dell’industria automobilistica europea, in particolare". A mancare, secondo molti osservatori, è un’infrastruttura capillare di ricarica: senza un grande investimento pubblico, unito a incentivi economici e una strategia più graduale, la proposta potrebbe avere addirittura effetti negativi sulla transizione all’elettrico.







































































































































