ALTRA INIZIATIVA AL RISPARMIO - Di fronte alla necessità di ridurre ulteriormente i costi la PSA Peugeot Citroën ha in programma la chiusura della sua sede di Meudon-la-Foret, località confinante con Parigi lato meridionale. Non è uno stabilimento di produzione, ma il centro direzionale dove sono collocate le attività informatiche del gruppo, quelle finanziarie e la direzione delle risorse umane. I dipendenti coinvolti sono 660, ma formalmente non ci sono posti di lavoro a rischio: trattandosi di un trasferimento di reparti in altra sistemazione, i lavoratori seguiranno i loro reparti.
FARE CASSA CON GLI IMMOBILI - La settimana prossima il piano verrà proposto ai sindacati nel corso di una riunione del Comitato centrale d’impresa, organismo espressione dei lavoratori. A quanto se ne sa, l’intenzione della PSA è di avviare la ricerca di un acquirente dell’immobile di Meudon nello stesso momento che avvierà il trasferimento delle attività. L’iniziativa rientra nei piani di risanamento finanziario elaborati dal gruppo PSA, comprendenti cessioni di attività immobiliari per 200 milioni di euro, dopo quanto dismesso nel 2012 per circa due miliardi.
TRASFERIMENTI TRANQUILLI - La struttura di Meudon-la-Foret è abbastanza recente, avendo cominciato a operare per il gruppo PSA nel 1980. L’attività dovrebbe continuare sino ai primi mesi del 2014, quando tutto il personale dovrà essere trasferito in altre sedi, in buona parte a Poissy e Vélizy, nel dipartimento di Versailles, non lontano da Parigi e a una decina di chilometri da Meudon-la-Foret. Va però aggiunto che per una parte dei lavoratori di Meudon c’è anche la possibilità che vengano trasferiti a Vesoul, che è ben più lontano di una decina di chilometri (è vicino a Mulhouse e Sochaux, quasi ai confini con la Svizzera). Tra questi ultimi è possibile che maturi l’idea di aderire al piano di dimissioni volontarie che nel piano di ristrutturazione del gruppo PSA era stato quantificato in 3.600 unità.
CONSENSO E PERPLESSITÀ - Da parte dei sindacati c’è stata una presa di posizione in cui ammette che l’operazione in sé non presenta aspetti critici, ma che al tempo stesso crea inquietudine il comportamento della direzione del gruppo, che “pare non avere una visione chiara della strategia da seguire”.