TANTI CAMPIONI - Il colombiano Juan Pablo Montoya e il team della Germania hanno vinto ieri l’edizione 2017 della Race of Champions, esibizione annuale riservata ai piloti di categorie molto diverse fra loro: quest’anno partecipavano volti noti e meno noti della Formula 1, del campionato mondiale RallyCross, del campionato IndyCar Series, della Nascar e di alcune discipline meno popolari, come ad esempio la Nissan Micra Cup o il Rally America. I piloti correvano per aggiudicarsi il trofeo “singolare” o quello in rappresentanza della propria nazione, sfidando a volte una selezione di piloti: Tom Kristensen (danese) e Petter Solberg (norvegese) davano origine al team Nordico, mentre Travis Pastrana e Scott Speed correvano per il team statunitense Rally X. La gara si è svolta quest’anno a Miami, all’interno di uno stadio per il baseball modificato per l’occasione.

AUTO DIVERSE - Il team più talentuoso era quello tedesco, composto da Sebastian Vettel e Pascal Wehrlein, piloti di Formula 1 al pari di Felipe Massa e degli ex Jenson Button, David Coulthard, Juan Pablo Montoya, Alexander Rossi e Scott Speed. In tutto erano al via 20 piloti, in rappresentanza di 10 team: alcuni creati per nazione (Brasile, Canada, Colombia, Germania), altri per aerea geografica (Regno Unito, team Nordico, team America Latina) e altri per appartenenza dei piloti alla stessa categoria (Team USA IndyCar, Team USA Nascar, Team USA Rally X). Il percorso di gara è stato ricavato all’interno dello stadio. La formula della Race of Champions prevede esibizioni testa-a-testa, al volante di automobili diverse fra un turno di eliminazione e l’altro: quest’anno le vetture erano otto, dalla Nascar a modelli stradali dall’impostazione corsaiola, come ad esempio l’Ariel Atom o la Ktm X-Bow.

APPRENSIONE PER WEHRLEIN - Montoya si è aggiudicato il trofeo “singolare” battendo nella finale Tom Kristensen, sconfitto anche l’anno scorso (da Vettel), dopo averlo preceduto sul traguardo con la Ford Fiesta RX Supercar Lite e la KTM X-Bow. Il pilota della Ferrari si è consolato per l’eliminazione prematura vincendo la Coppa per Nazioni, sconfiggendo il team composto da Kurt e Kyle Busch nonostante l’assenza forzata di Wehrlein, costretto ai box dopo uno spettacolare incidente avvenuto in precedenza: il 22enne della Manor ha sbagliato una frenata ed è andato a sbattere contro le protezioni, ribaltandosi al volante della Polaris Slingshot SLR, vettura sportiva a tre ruote. La Germania si è aggiudicata il trofeo per la settima volta nelle diciannove edizioni della corsa.

