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Quanto siamo fedeli al marchio della nostra auto?

13 giugno 2018

Nel rapporto annuale 2018, Findomestic ha analizzato il comportamento degli automobilisti a proposito della fedeltà alla marca. Con risultati anche sorprendenti.

Quanto siamo fedeli al marchio della nostra auto?

NON SOLO PRESTITI - La Findomestic è una società finanziaria (del gruppo francese Paribas) che si è specializzata nel credito al consumo con forte presenza nel settore dell’automobile. Non si limita però a prestare i soldi per comprare l’auto, ma tiene sotto osservazione il mercato del settore. Frutto di questa sua attenzione è il rapporto che elabora annualmente. Quest’anno è arrivato alla dodicesima edizione ed è stato stilato dopo una ricerca demoscopica compiuta in 15 paesi di 4 continenti, intervistando oltre 10.600 automobilisti. Denominatore comune tra le persone contattate è stato l’aver acquistato un’auto negli ultimi cinque anni. 

FEDELI O NON FEDELI? - Oltre ai più consueti temi statistici con cui si analizza il mercato dell’auto, il rapporto Findomestic 2018 affronta il tema della fedeltà al marchio, cioè la propensione o meno a riacquistare un’auto della stessa marca di quella che si va a pensionare. I risultati sono interessanti principalmente perché mettono in evidenza una sostanziale contraddizione nei comportamenti concreti rispetto alle intenzioni teoriche. Mediamente si dichiara fedele al marchio il 78% degli intervistati. Molti sono i paesi in cui questa percentuale viene abbondantemente superata. Questi i mercati dove si rivela questa tendenza: Cina (addirittura 98% di propositi di “fedeltà”), Portogallo (90%), Polonia (83%), Messico (82%), Sudafrica (82%), Germania (81%). In Italia si è all’80%. In questo quadro emerge l’eccezione costituita dal Giappone, dove invece è solo il 58% che si dichiara intenzionato a scegliere un’auto della stessa marca di quella che posseggono. 

TUTTO CHIARO? - Insomma, sostanzialmente parrebbe che ci si trovi in una situazione in cui sotto questo aspetto i mercati sono “ingessati”. Ma tale realtà suona troppo irreale per essere vera. A maggior ragione se come avviene, è di segno ben diverso la risposta alla domanda se all’ultimo acquisto dell’auto sono stati “fedeli”. A tale quesito infatti soltanto il 34% ha risposto affermativamente. E parecchi sono i paesi che sono al di sotto di questo valore medio: Italia (26%), Polonia (25%), Spagna (23%), Portogallo (21%). Per quanto riguarda il colosso cinese, la tendenza è la stessa: a fronte del 98% di dichiarata fedeltà al marchio soltanto il 34% poi conferma di esserlo effettivamente stato acquistando auto attualmente posseduta. Gli automobilisti giapponesi sono invece campioni di coerenza (o di sincerità) dato che è del 50% la percentuale degli intervistati che ha detto di aver scelto nella gamma della marca che avevano già preferito con l’auto attuale.

OFFERTA TROPPO VASTA - Le motivazioni all’origine di questi comportamenti sono molteplici. Le ragioni per cui si è indotti a cambiare vanno dall’offerta sempre più ampia e articolata, nuovi restyling, innovazioni tecnologiche stimolanti, e così via. Sono questi i motivi principali di attrazione che porta il 26% degli intervistati a dichiarare di essere tentati a cambiare marca. In Italia tale percentuale è del 24%. C’è poi una quota di dimensioni analoghe che ammette che la tentazione è legata alla curiosità per il cambiamento: nell’intero sondaggio tale quota è del 23%, mentre in Italia si arriva al 33%. Interessante è il fatto che secondo il rapporto soltanto il 23% degli automobilisti è indotto all’idea della infedeltà di marchio esclusivamente per la convenienza economica (anche se poi è il 47% che afferma di essere pronto a essere “fedele” se la proposta economica è conveniente). E questo valore medio riscontrato nell’insieme del sondaggio è anche quello rilevato tra gli intervistati italiani. Motivo tentatore ben più forte (65% delle risposte) è l’abbondanza dell’offerta, che suscita una forte voglia di scoperta dei marchi non conosciuti. In Spagna la percentuale degli automobilisti che avvertono questa curiosità è del 78%; in Italia del 77%, in Messico e Turchia del 72%, in Brasile del 71%. 

IL PESO DELLA NUOVA MOBILITÀ - Risvolto particolare e nuovo dei comportamenti “infedeli” è quello legato alle nuove forme di mobilità. Noleggio, car sharing, car pooling eccetera sono infatti in grado di portare a far passare in secondo piano la scelta della marca. Con tali modalità di uso dell’auto a contare è la forma della disponibilità. Per tutto il campione del sondaggio, questo tipo di richiamo ha la capacità di indurre all’infedeltà” il 52% degli intervistati. Ciò mentre in Cina sono addirittura l’80% degli intervistati che si dichiara sensibile a queste forme di rapporto con l’auto. In Italia la quota rilevata è del 45%. Molto più scetticismo è messo in evidenza dalla Germania, dove tale percentuale non va oltre il 24%. Infine, il rapporto sottolinea come ragione forte nello spingere alla “infedeltà” sia la delusione per una marca o un modello. La percentuale di risposte che va in questo senso è dell’82%.

MERCATO IN CRESCITA - Fedeltà a parte, il rapporto prevede anche che quest’anno nel mondo si venderanno 96 milioni di vetture, valore che lascia immaginare come nel 2020 si arriverà a quota 100 milioni. Quanto all’Italia le risposte fanno prevedere un consuntivo 2018 capace di arrivare alla soglia dei 2 milioni di auto, traguardo che significherebbe un incremento dell’1,2% rispetto al 2017. 

ANALISI ITALIANA - Le varie realtà sono state poi sviscerate nelle varie sfaccettature dei mercati. Per quel che concerne l’Italia il sondaggio induce gli analisti della Findomestic a prevedere che il 33% degli acquisti riguarderà vetture “a km 0”. A propendere per l’auto nuova è il 26% del campione, mentre all’usato guarda il 14% degli intervistati. In aumento è la quota di coloro che sta valutando favorevolmente l’ipotesi di ricorrere ai contratti di leasing o noleggio a lungo termine: il rapporto dell’anno scorso fissava al 3% questa quota, mentre quest’anno arriva al 6%. 

I PROBLEMI AMBIENTALI - Quanto alle caratteristiche tecniche essenziali, nel nostro paese è del 26% la quota di automobilisti che si dichiara intenzionato ad acquistare un’auto ibrida. Soltanto il 19% pensa a una diesel e il 14% a un’auto con motore a benzina. Dati questi che se si realizzassero significherebbero una autentica rivoluzione del mercato. Tanto da far venire in mente l’interrogativo su dove potrebbero essere reperite tante auto ibride. Ancora più sorprendente è la risposta data dagli intervistati italiani a proposito di un possibile divieto di vendita per vetture a benzina e diesel: addirittura il 79% ha risposto affermativamente (quando il valore nell’interezza del sondaggio è del 60%). 

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Ritratto di FOXBLACK
13 giugno 2018 - 20:01
Da parte mia forte infedeltà ai marchi. ..solo una volta ho ripreso lo stesso marchio. ...
Ritratto di MirtilloHSD
13 giugno 2018 - 20:19
4
Io da 20 anni ho sempre avuto almeno una Toyota, e penso che rimarremo fedeli proprio a questa. Se mi trovo benissimo, perché cambiare? Un saluto, mirtillo
Ritratto di Rikolas
13 giugno 2018 - 20:37
Sempre stato fedele al gruppo Fiat, ho avuto di tutto: Alfaromeo, Lancia, Fiat, Autobianchi, Abarth ... Sempre trovato benissimo, motori robusti e auto realizzate bene, alla faccia di chi critica sempre il prodotto nostrano (per stupido preconcetto). Inoltre ho risparmiato parecchio approfittando sia dello sconto dipendenti, sia dei pezzi di ricambio, che spesso costano meno rispetto alla concorrenza, e senza dover aspettare per la reperibilità stessa. Lunga vita a questa azienda che da lavoro a tanti italiani (anche con l'indotto, non dimentichiamocelo mai!), se la Fiat non ci fosse questo paese sarebbe peggio del terzo mondo. Lascio ad altri "l'avventura" straniera, io son soddisfatto cosi.
Ritratto di Giuliopedrali
13 giugno 2018 - 21:00
Appunto hai ragione, ma allora perché stanno distruggendo tutto e dall'interno.
Ritratto di riotwinturbo
13 giugno 2018 - 22:50
Ora si spiega l'enorme ignoranza automobilistica di rikolas con critiche a casaccio senza nessuna logica. Semplicemente non ha mai avuto un auto seria, quindi non può sapere cosa si prova a guidare una VERA auto...
Ritratto di Blueyes
14 giugno 2018 - 10:16
Rikolas concordo su tutto, ma a proposito dello sconto dipendenti...non trovi che acquistando la stessa auto a KM0 come chiunque si risparmi molto? Diciamoci la verità, i dipendenti FCA hanno una scontistica ridicola.
Ritratto di Alfa69
13 giugno 2018 - 21:12
Dal 1993/01 posseggo la 155. Fedele, non so se mi posso definire tale, aggiungerei contento di averla comperata, mantenuta, posseduta e guidata, 196.000 Km, 16 km al litro (clima e radio accesi) in pianura per affrontare i trenta km, adesso giornalieri... In famiglia sempre gruppo FIAT (FIAT, Lancia). Quando mi decisi a comperare la nuova Opel Meriva a mia moglie (in stato interessante), dopo un anno e 10.000 km percorsi, un bravo ragazzo con più alcool che sangue nelle vene, provvide a distruggerla volandoci di sopra. Ok, la marca non è colpevole di nulla, ma la sostituta (Lancia Musa gold) ha lo stesso motore ma prestazioni superiori, consumi inferiori e comfort superiore, in meno ha l'ampiezza ed in parte la comodità, ma adesso che il bambino è cresciuto è perfetta; così come si è dimostrata anche nei lunghi viaggi. Concordo su tutto con Rikolas.
Ritratto di riotwinturbo
13 giugno 2018 - 22:54
Lancia Musa…. Per elogiare le qualità e la fedeltà del gruppo… Sembra uno scherzo…. A questo punto le persone che hanno una RS6 come auto famigliare dovrebbero andare in pellegrinaggio a Ingolstadt una volta al mese per venerare quel gioiellino… Lancia Musa… Ancora non ci credo…..
Ritratto di studio75
14 giugno 2018 - 09:10
5
@rio vabbè, non è che si possono confrontare auto da 100k e auto da 15k, ti piace vincere facile :)
Ritratto di Alfa69
14 giugno 2018 - 12:13
Come sa chiunque, la fedeltà è dovuta alla mancanza di problemi, o risoluzione "immediata" o alle migliori condizioni degli stessi! Il discorso Lancia Musa è stato da me inserito perché come ho scritto il regalo era una Opel Meriva 1.3 Diesel, la Lancia era fuori produzione! Grazie a quel bravo ragazzo la Opel per prima e tutte le concessionarie della Provincia Messina, non ci hanno offerto nulla al prezzo datoci dall'Assicurazione (perdita di 5.500,00€!) tranne la FIAT la Lancia Musa, che come ho spiegato e per l'utilizzo fatto si è rilevata migliore della Opel, non lo sarebbe stata se ad esempio fosse arrivato un'altro figlio, discorso molto complesso per qualcuno, evidentemente...
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