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Rc auto, indennizzo diretto: sì o no?

26 gennaio 2011

L’Isvap, l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni, vuole rendere obbligatorio l’indennizzo diretto. Ma c’è chi la pensa diversamente: il Comitato patrocinatori stragiudiziali e l’Aneis (esperti di infortunistica stradale) sono contrari a quella procedura.

DAL 2007 - Sin dalla sua introduzione, nel febbraio 2007, ha suscitato polemiche, creando il partito dei favorevoli e dei contrari: parliamo dell’indennizzo diretto. Consente al danneggiato, dopo un incidente, di ricevere il risarcimento dalla propria compagnia, anziché da quella del responsabile del sinistro. Nelle intenzioni del legislatore, doveva far calare i contenziosi legali, e quindi i costi a carico delle assicurazioni, abbassando le tariffe Rc auto. Le cose non sono andate proprio in quella direzione, visto che i prezzi Rca schizzano alle stelle (+15% nel 2010), anche per colpa delle truffe degli automobilisti ai danni delle compagnie.

I BENEFICI - L’Isvap (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) sottolinea i benefici dell’indennizzo diretto: il tempo medio di liquidazione dei sinistri è sceso da 55 a 49 giorni (grazie al calo delle controversie). E a fine 2010 l’autorità ha chiesto al governo un intervento a favore della obbligatorietà del rimborso diretto, messa in dubbio da una sentenza della corte costituzionale del 2008. Obiettivo, far calare le Rca del 15-18%, assieme ad altri provvedimenti: vedi qui.

I CONTRARI - C’è però chi è contrario all’obbligatorietà dell’indennizzo diretto. Fra gli altri, Stefano Mannacio, portavoce del Comitato patrocinatori stragiudiziali, che ci ha detto: “Quella procedura ha causato rialzi tariffari. E la corte costituzionale ha affermato che è facoltativa”. Mentre Luigi Cipriano, presidente dell’Aneis (l’Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale), ora chiede al ministero dello Sviluppo economico un confronto per discutere della proposta dell’Isvap di rendere obbligatorio l’indennizzo diretto. Il motivo? Con quella procedura, secondo Cipriano (contattato da alVolante), “i rimborsi proposti dalle compagnie dopo un incidente sono raramente equi: troppo bassi”.





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Ritratto di Facip
26 gennaio 2011 - 16:11
Io non sono favorevole all'indirizzo diretto, a meno che non si accetti che indennizzo diretto vuol dire risarciti più velocemente (forse) ma con importi più bassi. Forse molti non sanno che i danni risarcibili in seguito a sinistro stradale non sono così pacifici. Se il danno alla carrozzeria è scontato, nessuna compagnia vi offrirà il fermo tecnico (riconosciuto dai Giudici). Nei danni alla persona non vi offriranno mai il mancato reddito spontaneamente. In sostanza se si conoscono i propri diritti si può contrattare, altrimenti si finisce per accettare quello che viene offerto. Senza indennizzo diretto (quindi con il rimborso delle spese legali) almeno il danneggiato poteva contare su un professionista preparato in grado di discutere con il liquidatore tutte le voci di danno, anche quelle controverse. Se a questo aggiungiamo che le tariffe RC auto sono aumentate all'impazzata, neppure può dirsi che il sacrificio ad un risarcimento mediamente più basso, è valso il risparmio agli automobilisti. Adesso ci viene detto di rendere il sistema obbligatorio per far calare del 15% il premio delle polizze .... ma se non c'è stato il calo fino ad oggi non sembra un altro modo per prendere in giro gli automobilisti ?
Ritratto di Mister Grr
26 gennaio 2011 - 17:17
poi spiegatemi i tempi di liquidazione di sinistri: io ho aspettato 2 anni e mezzo. E non ero un caso limite.
Ritratto di NickM
27 gennaio 2011 - 11:14
Chi mi garantisce che, per risparmiare, la mia compagnia o il perito incaricato non si accordino con il carrozziere, per riparare l'auto in economia? A mio avviso il risarcimento diretto nasconde molte insidie, per prima il rischio che le riparazioni non vengano eseguite a regola d'arte. Se a questo aggiungiamo l'odiosa "tendenza" di accollare una parte di responsabilità anche al danneggiato (vedasi casi di tamponamento in cui al tamponato viene data una parte di colpa tra il 10% ed il 30%), mi sembra evidente che il risarcimento diretto sia solo uno specchietto per le allodole. I costi diminuiscono, sì, ma solo per le compagnie.
Ritratto di FAM
27 gennaio 2011 - 15:47
Sono contrario anche io, per esperienza diretta, al risarcimento diretto da parte della propria compagnia. Anche nel mio caso la mia assicurazione ha pensato di liquidarmi come se facesse l'elemosina ad un pezzente. Ma la cosa più assurda è che nel contratto viene precista la clausola della tutela legale per la quale si paga una certa cifra ogni anno. Perchè mai viene pagata se poi è la tua stessa assicurazione a pagarti? Come può la mia assicurazione tutelarmi quando è lei stessa a pagarmi al risparmio? ...e infatti ho dovuto mettere l'avvocato... Fabio
Ritratto di Jonahlomu53
7 febbraio 2011 - 18:30
Vorrei semplicemente segnalare a tutti come l'Indennizzo Diretto, che tante associazioni di consumatori volevano perchè avrebbe fatto calare il prezzo delle polizze RCA, abbia, al contrario, mantenuto ben alto il costo dell'assicurazione che continua a parlare delle "truffe" quale giustificazione quando le assicurazioni solo molto RARAMENTE denunciano i truffatori in quanto è molto più semplice SPALMARE il costo di queste sugli assicurati! Le uniche denunce per truffa che fanno le assicurazioni, sono quelle per i contrassegni falsi (perchè in quel caso non INCASSANO il premio ed allora si che si preoccupano!). Quanto alla liquidazione del sinistro avete mai provato a pensare che equità c'è in una trattativa tra un privato cittadino ed un liquidatore che si occupa tutti i giorni di sinistri? Oppure si confronta con il giovane avvocato di Studio (non ci sarà mai un grande avvocato che si occupa in prima persona del vostro danno....) mandato allo sbaraglio.