Molti considerano le auto ibride plug-in come un buon passo intermedio tra la mobilità tradizionale e l’era elettrica. In una situazione ideale, chi non ha troppa strada da fare ogni giorno, viaggia sempre in elettrico, ricaricando la batteria di notte. Nel momento in cui invece deve fare viaggi lunghi, ha la certezza di poter contare sul serbatoio della benzina: niente ansie da autonomia o lunghe soste alle colonnine per le ricariche, ci si ferma al distributore e si riparte nel giro di cinque minuti.
Tuttavia, come dimostrano alcuni studi, gli automobilisti che utilizzano le plug-in in questo modo sono una minoranza e la maggior parte finisce per non caricare mai la batteria, consumando di più a causa del maggior peso totale dovuto al pacco batterie stesso. Proprio per questo la VDA, l’associazione che rappresenta l’industria automobilistica tedesca, vorrebbe introdurre una sorta di ricarica obbligatoria per le auto plug-in.
Come ha spiegato la presidente dell’associazione Hildegard Müller al quotidiano Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, in futuro “gli ibridi plug-in potrebbero essere progettati in modo che la ricarica sia obbligatoria”. In pratica, se la PHEV dovesse superare una determinata soglia di chilometri senza essere ricaricata, l’auto potrebbe limitare la sua potenza: in questo modo il conducente sarebbe spinto a fare il pieno di energia alla batteria per poter tornare a godere del massimo delle prestazioni.
Si potrebbe vedere come una soluzione simile a quella adottata da alcune auto diesel dotate di AdBlue: quando l’additivo finisce, si ha un certo numero di chilometri prima che l’auto tagli la potenza per incentivare il conducente a fare un rabbocco.
L’idea della VDA fa parte di un’iniziativa chiamata “Save the plug-in hybrid” (“Salvate l’ibrido plug-in”), che punta a indebolire gli standard europei più severi per le ibride ricaricabili alla spina, che entreranno in vigore nei prossimi anni. Le nuove normative sono più severe nel determinare le emissioni di CO2, un parametro fondamentale nel calcolo delle emissioni globali del marchio, che nel triennio 2025-2027 non dovranno superare i 93,6 g/km.




































































































































