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La Russia dice addio alle sue storiche limousine

29 aprile 2011

La Zil, costruttore divenuto famoso per le vetture del regime sovietico, chiude per fallimento. Negli ultimi anni si era convertita alla produzione di veicoli pesanti. Oggi i rappresentati del governo russo preferiscono viaggiare su modelli tedeschi.

BUCO DA 350 MILIONI DI EURO - La Russia si appresta a dire addio a un pezzo di storia: la Zil, storico costruttore di limousine, si appresta a chiudere i battenti per fallimento. Ad affossare la Zil ci sarebbe un “buco” di 14 miliardi di rubli, l'equivalente di circa 350 milioni di euro, dovuti anche da una gestione non particolarmente oculata: come riporta il Giornale.it, Konstantin Laptev, direttore della Zil, è stato rimosso dall'incarico dato che percepiva uno stipendio annuale di 250 milioni di rubli (oltre sei milioni di euro), sufficiente a pagare gli stipendi arretrati degli operai.

OGGI PREFERISCONO LE TEDESCHE - La Zil è stata fondata nel 1916 ed è diventata famosa per le grandi berline destinate ai dirigenti del Pcus, il partito comunista dell'ex Unione Sovietica, usate da Stalin a Breznev. L'ultimo ordine ricevuto dalla Zil per una berlina presidenziale risale al 1999 durante il mandato di Boris Eltsin: in seguito il costruttore si è convertito alla produzione di camion e mezzi militari per il governo russo. Un business che non si è rivelato troppo redditizio per la Zil, “abbandonata” anche dall'attuale presidente Dmitri Medvedev e dal premier Vladimir Putin, che viaggiano a bordo di Mercedes classe S, mentre i funzionari del Cremlino e del governo hanno in dotazione le BMW Serie 7.

zil_limousine_41047.jpg


AUTO PRESIDENZIALE - L'ultima limousine prodotta dalla Zil è la 41047 (nelle foto), il cui progetto risale al 1985. Lunga 633 cm, larga 209 cm, questa vettura pesa 3,6 tonnellate ed è in grado di accogliere sette passeggeri. Dotata di un 7.7 V8 da 315 CV abbinato a un cambio automatico a tre rapporti e alla trazione posteriore, secondo la Zil, può raggiungere una velocità massima di 190 km/h.

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Ritratto di ForzaPisa
29 aprile 2011 - 12:11
Nooo! Peccato: non avevano più senso, ma è un pezzo di storia che se ne va... Peccato non abbiano fatto una versione aggiornata (come fa la toyota in giappone con la Century, che è vecchia di decenni...)
Ritratto di mustang54
29 aprile 2011 - 14:14
2
un servizio sulla qualità delle auto sovietiche e post-sovietiche: uno schifo. Cadevano letteralmente a pezzi e i loro progetti risalgono ai tempi dei Babilonesi... tutt'ora la polizia russa usa delle auto derivate dalle nostre nonne FIAT 1100 e FIAT 128 (parlo del 2011)... poi 7.7 con soli 3 rapporti??? Ho detto tutto
Ritratto di Pierfranco
29 aprile 2011 - 14:19
Anche i nostri !!!!!
Ritratto di Ninja
29 aprile 2011 - 15:25
... a giudicare dalle immagini che vediamo nei telegiornali
Ritratto di Pierfranco
29 aprile 2011 - 15:32
Anche le Audi !!!!!!!!!
Ritratto di komoguri
29 aprile 2011 - 18:16
Beh...sarà anche un pezzo di storia che se ne va. Sarà anche un marchio noto. Ma a giudicare dai prodotti che ha fatto non ci sarà di che piangere. Passa che quelli erano modelli di decine di anni fa...ma faceva veramente ohibò! R.I.P.
Ritratto di IchLiebeCorsa84
29 aprile 2011 - 22:14
Tipo questi: http://www.youtube.com/watch?v=8VOULfira3o&feature=related oppure questo: http://www.youtube.com/watch?v=afJ18eJeNgU&feature=related; Ok, non sono automobili, ma non è nemmeno roba scadente!!!
Ritratto di Fede97
30 aprile 2011 - 13:01
ayahaahahahaha 190 all'ora? ma quanto pesano scusate? sembrano peggio delle americane!!!
Ritratto di Claus90
30 aprile 2011 - 15:42
La zil credeva che nel 2011 i politici e ricchi potevano viaggiare su auto preistoriche?Bah poi per non parlare del 7.7 da 315 cv con 3 marce automatiche non mi resta che piangere per non parlare del direttore della zil che guadagnava 6 milioni di euro all'anno senza vendere un'auto da decenni.Saranno belle se osservate in un museo da ferme perchè la strada non fa più per loro.
Ritratto di herm52
1 maggio 2011 - 21:00
Forse speravano di essere acquistati da FIAT per intercessione di Berlusconi e Putin come bustarella da parte di Marchionne per entrare nel mercato russo.
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