PROTEZIONE CREDITIZIA - Non se la passa certo bene, la
Saab: da maggio, in pratica, non costruisce più un'auto a causa delle ristrettezze economiche in cui versa la proprietà, ovvero la Nevs (National Electric Vehicle Sweden). Che tuttavia ha ottenuto da un tribunale la protezione creditizia, una cosa simile al concordato preventivo dell'ordinamento italiano, vale a dire l'inizio delle procedure di
amministrazione controllata per le aziende in grave dissesto. E quindi può cercare partner finanziari con relativa tranquillità (
qui la news). La Nevs può tirare il fiato, anche se il debito ammonta a 400 milioni di corone svedese - circa 40 milioni di euro: una cifra che è nelle corde di un'azienda che produce auto, ma che può risultare proibitiva per un'azienda che produce auto in dichiarata sofferenza.
IL NOME VA PERSO - Vi è però un'ulteriore tegola: Saab AB, vale a dire la realtà da cui è nata nel 1990 la divisione auto Saab Automobile, ha chiesto la revoca alla Nevs dei diritti sull'uso del nome Saab. Questo proprio perché l'entrata nella protezione creditizia rende possibile cancellare l'accordo in merito, precedentemente stipulato con la Nevs (cui era concesso l'uso del marchio ma non dell'emblema del grifone, come sulle vecchie Saab): Saab AB, che gode di ottima salute e costruisce aerei, non vuole creare confusione tra le due realtà. Un portavoce della Nevs ha affermato che fra breve saranno in grado di negoziare nuovamente con la Saab AB l'uso del nome.