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Seat Leon Cup: a Vallelunga c’eravamo anche noi!

8 settembre 2016

Lo scorso weekend si è svolta sul circuito romano la quarta tappa dell’avvincente trofeo monomarca. Abbiamo gareggiato anche noi: ecco come è andata.

Seat Leon Cup: a Vallelunga c’eravamo anche noi!

GIÙ LA PENNA, INFILIAMO LA TUTA - È uno dei campionati italiani più avvincenti, quello a cui abbiamo partecipato lo scorso fine settimana. Non solo per la grinta e l’abilità dei piloti impegnati nelle gare (due manche da 28 minuti più un giro per ciascun appuntamento), ma anche per le prestazioni delle vetture. Le Seat Leon Cup Racer sono sviluppate da Seat Motorsport sulla base della vettura stradale, la Leon Cupra. Di quest’ultima mantengono il motore duemila turbo (pur potenziato da 290 a 330 cavalli) e il cambio a doppia frizione DSG (a sua volta modificato nella mappatura). Ma l’allargamento delle carreggiate e la messa a punto di assetto e freni ne fanno una vera auto da corsa, che per essere sfruttata a fondo richiede un’approfondita conoscenza. Ne eravamo consapevoli già prima di scendere in pista, e abbiamo avuto la conferma durante il weekend, in cui con gradualità siamo riusciti a sfruttare sempre meglio la “nostra” Leon numero 198.

UN VERO MISSILE - La gara di Vallelunga è la quarta tappa (su sei) del campionato organizzato da Seat Motorsport Italia. Tutti i piloti hanno perciò ormai un ottimo feeling con la propria vettura e il circuito romano è di quelli che richiede malizia ed esperienza. A loro vogliamo “rubare” qualche segreto, e iniziamo a farlo nelle prove libere del venerdì pomeriggio: mezz’ora, da suddividere con il nostro compagno di avventura Dario Pennica, anche lui giornalista e grande appassionato di motori. Spetta a lui partire, e così, quando dopo circa 15 minuti rientra ai box per il cambio pilota, ci troviamo l’auto con gomme già in temperatura. Un bel vantaggio, che ci permette di sfruttare tutti i giri a disposizione. Ci rendiamo subito conto di quanto la Seat Leon Cup vada forte. L’assetto impostato tende a fare allargare la traiettoria con il retrotreno nelle curve: una soluzione che nella lenta parte centrale del circuito può fare la differenza, ma che nel veloce (il curvone, con tanto di avvallamento “mozzafiato”, dopo il traguardo si percorre a gas spalancato a 200 km/h) richiede di trattare l’auto “con i guanti”. I tempi dei primi sono lontanissimi, ma non avevamo certo la pretesa di essere competitivi, visto il divario in termini di esperienza. 

LA NOTTE PORTA CONSIGLIO - Dopo le prove ci confrontiamo con Valentina Albanese, campionessa in carica del Campionato Italiano Turismo Endurance proprio con una Seat Leon (in versione TCR). I suoi consigli sono preziosi e proveremo a metterli in pratica il giorno dopo. Valentina ci pone anche un obiettivo: scendere di 5 secondi nei test del sabato. Accettiamo la sfida e torniamo in hotel a rianalizzare i tempi delle prove, per capire dove e quanto potremmo migliorare. Il giorno dopo parliamo con l’ingegnere di pista e concordiamo, insieme al nostro compagno di squadra, di passare a un assetto più “facile”: riducendo l’angolo di camber (l’inclinazione delle ruote rispetto all’asse verticale) e modificando la convergenza del posteriore, la “nostra” Seat Leon Cup perderà un minimo di agilità sul misto-lento, ma guadagnera in stabilità sul veloce, permettendoci di guidare più rapidi e con meno apprensione. Del resto il circuito di Vallelunga è uno di quelli che premia il miglior compromesso nella messa a punto dell’auto. Nelle prove libere del sabato mattina tocca a noi iniziare: un giro per scaldare le gomme, l’altro per lanciarci e poi via. Ma proprio quando stiamo riprendendo confidenza con l’auto dopo le modifiche fatte dai meccanici, ecco che viene data bandiera rossa per un incidente. Rientriamo ai box e coi minuti che passano ci tocca lasciare il volante per la parte finale delle prove. Mattinata buttata…

L’ORA DEL RISCATTO - Alle 16.20 di sabato il caldo a Vallelunga è terribile, ma l’asfalto rovente aumenta il grip delle nostre gomme da qualifica (a discapito però della loro longevità). Entriamo in pista per i nostri quindici minuti (gli altri spettano al nostro “socio”): un giro per scaldare le gomme, poi uno più lanciato e il rientro ai box per mettere a punto la pressione dei pneumatici. È da qui che possiamo sfruttare al meglio la “nostra” Seat Leon Cup. Ci restano due giri per centrare l’obiettivo che Valentina Albanese ci aveva dato. E quasi ci riusciamo, migliorando di 4,8 secondi il tempo sul giro rispetto alle libere. I primi continuano a essere molto più veloci, ma nel nostro caso la sfida è soprattutto con noi stessi e la soddisfazione non manca. A conquistare la pole position è Nicola Baldan, con Jonathan Giacon a meno di un decimo di secondo: sono loro a giocarsi il campionato. Non distante il tempo di Carlotta Fedeli, che già si era distinta lo scorso anno nell’altro monomarca organizzato dalla Seat (l’Ibiza Cup) e con la quale avevamo condiviso la vettura, in un gelido novembre, nella 24 ore di Adria (leggi qui la news). 

LE DUE GARE - Alle 9.35 di domenica scendiamo in pista per la prima delle due manche della Seat Leon Cup. Orario “fortunato” viste le temperature previste per la gara del pomeriggio, che tocca invece al nostro compagno. La partenza da fermi ci mette un po’ di apprensione, ma il sistema di launch control di cui sono dotate le vetture facilita il nostro compito. Partiamo bene, incollati ai piloti che ci precedono e lanciandoci nella bagarre. Al curvone qualcuno mette due ruote sul prato e solleva tanta polvere, ma alla prima curva dei Cimini le vetture sfilano senza problemi. Proviamo a stare nel gruppo, ma è difficile tenere il passo di piloti molto più esperti di noi. Giro dopo giro, comunque, miglioriamo e riusciamo quasi a replicare il tempo ottenuto in qualifica, con un’auto più leggera e con gomme nuove. Dopo quindici giri chiudiamo al decimo posto (eravamo partiti tredicesimi) con la soddisfazione di aver imparato a gestire sempre meglio la nostra vettura. Che (con altrettanta soddisfazione) riconsegniamo “sana e salva” nelle mani del nostro compagno per la seconda manche del pomeriggio. La nostra gara ha visto sul podio i “soliti” Nicola Baldan e Jonathan Giacon, con Raffale Gurrieri sul terzo gradino del podio. Il pilota del team LRM Motors si è confermato terzo anche in gara 2, vinta sempre da Nicola Baldan (mentre Jonathan Jacon, al quale è andato l’onore del giro più veloce, è arrivato settimo dopo aver dovuto effettuare un drive through, ovvero un passaggio obbligato dalla corsia box imposto dai commissari di gara). Seconda, Carlotta Fedeli, al suo miglior piazzamento stagionale. In classifica generale la pilota romana è ora quinta con 44 punti, mentre in testa rimane Nicola Baldan (164 punti, grazie a sei vittorie e due secondi posti e ai punti ottenuti in qualifica) seguito da Jonathan Giacon (119 punti, con due vittorie e quattro secondi posti). 

LE ALTRE SFIDE SEAT - A Vallelunga la Seat Motorsport Italia era presente anche con il campionato delle Ibiza Cup, che a differenza delle gare riservate alla Leon prevede due manche da 48 minuti anziché da 28 (questa formula dovrebbe essere applicata alla Leon Cup nel 2017).  Entrambe sono state vinte da Gabriele Torelli (leader della classifica), mentre William Selmo e Roberto Ferri si sono scambiati i restanti gradini del podio. Nell’altro trofeo in cui era impegnata, il Campionato Italiano Turismo, la casa spagnola ha ottenuto in gara 1 un secondo e un terzo posto con Alberto Viberti e Daniele Cappellari nella categoria TCR (vinta da Roberto Colciago su Honda Civic) e, nella classe TCS la vittoria con Alberto Bassi con la sua Leon ST (sì, proprio una station wagon…). Il pilota milanese, vincitore nel 2015 del trofeo Ibiza Cup, nella seconda manche ha avuto (come i suoi due compagni di squadra) un cedimento del pneumatico anteriore sinistro, mancando così la vittoria nella propria divisione. A beneficiarne è stato Davide Pigozzi con la sua Seat Ibiza.

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Ritratto di luigi sanna
9 settembre 2016 - 09:11
5
Bravi e complimenti, partecipare ad un mono marca da sempre soddisfazioni e goduria per chi ama il motorsport. Magari avessi il tempo x farlo, anche una 595 andrebbe bene..
Ritratto di bravehearth
9 settembre 2016 - 11:05
Oltre al tempo servono un po' di soldini. Una gara costa qualche migliaio di euro... Io non posso permettermelo, neppure con un'abarth. All'estero invece mi dicono che è diverso e puoi correre in pista con qualunque cosa
Ritratto di luigi sanna
9 settembre 2016 - 13:06
5
Per me, per fortuna è solo una questione di tempo.
Ritratto di bravehearth
9 settembre 2016 - 13:37
:-)
Ritratto di iceeyes
9 settembre 2016 - 16:59
Beato te!
Ritratto di auto_gatto
9 settembre 2016 - 17:02
I monomarca sono le gare più emozionanti. si decidono sempre all'ultimo giro. bellissime!!!
Ritratto di Martina_87
9 settembre 2016 - 13:45
Molto bella questa macchina. Non vorrei sbagliarmi ma secondo me tra quelle che avete guidato in gara è anche la più potente q
Ritratto di iceeyes
9 settembre 2016 - 16:59
Beh, il pilota del video della Giulia quadrifolgio si prende più rischi al ring. ma per essere dei piloti non professionisti non ve la siete cavata male ;-)
Ritratto di Edoardo98
9 settembre 2016 - 21:09
5
Bellissima la Seat Leon da gara!!
Ritratto di bravehearth
14 settembre 2016 - 08:47
Concordo: con quelle carreggiate così larghe è stupenda. Sarebbe bello se ne facessero una replica stradale. Però non so se è così semplice l'omologazione