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Sempre di più le aggressioni a Polizia e Carabinieri

27 marzo 2018

Nel 2017 tali aggressioni durante il servizio sulle strade sono state 2.695, cioè il 21,8% in più rispetto al 2016.

Sempre di più le aggressioni a Polizia e Carabinieri

UN FENOMENO IN AUMENTO - La strada non è solo pericolosa per gli incidenti che possono verificarsi. Il pericolo si nasconde anche nei comportamenti violenti e criminali di chi non esita ad aggredire e a passare a vie di fatto, anche nei confronti di poliziotti, carabinieri, vigili urbani e via dicendo. L’osservatorio dell’Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale) ha raccolto gli episodi di questo genere accaduti nel 2017 e ne ha contati ben 2.695, cioè il 21,8% in più rispetto all’anno precedente. Il 27% sono stati opera di ubriachi, il 45,7% ha visto protagonisti cittadini stranieri, nel 16,6% dei casi sono state usate armi proprie e improprie (nel 2016 la percentuale era stata superiore: il 18,6% dei casi). Tutto questo soltanto nelle normali attività di controllo delle strade.

I PIÙ COLPITI - A dover lamentare il maggior numero di aggressioni sono i militi dell’Arma dei Carabinieri. I casi che li hanno visti subire aggressioni sono stati 1.252, cioè il 46,5% del totale. Va comunque detto che il numero è aumentato, ma la percentuale è diminuita, dato che l’anno precedente le aggressioni ai carabinieri erano state il 49,3% del totale. Gli agenti della Polizia di Stato lamentano il 37,7% degli episodi di violenza (in aumento dal 36,1% del 2016), mentre i vigili della Polizia locale sono stati al centro del 10,5% degli episodi.

UN PERICOLO PER TUTTI - Da parte dell’Asaps viene sottolineato che il fenomeno non deve essere valutato esclusivamente come qualcosa riguardante gli agenti di polizia, qualsiasi sia la loro divisa, ma l’intera collettività. Quei criminali che si scagliano addosso a chi sta facendo il proprio lavoro sulle strade, sono evidentemente un pericolo per tutti, anzi, forse lo sono ancora di più per i cittadini comuni.



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Ritratto di LOL25
27 marzo 2018 - 17:24
A parte il fatto che gli atti di violenza sono da condannare sempre e comunque. Non ho mai capito perché in Italia polizia e carabinieri devono fermare persone per strada completamente a CASO facendo perdere tempo ai cittadini e perdendo tempo loro stessi. In molti altri paesi non hanno il diritto di fermarti senza una motivazione valida, però se ti beccano sul fatto durante un'infrazione ti aprono il.... in due, sarebbe molto meglio così, eviteremmo perdite di tempo e i vari furbetti starebbero più attenti.
Ritratto di Luke_66
27 marzo 2018 - 17:38
4
Scusa ma sono assolutamente in disaccordo con te. A me, che non ho nulla da nascondere e cerco di rispettare le regole, non da nessun fastidio essere controllato e mi fa piacere e da sicurezza sapere che ci sono controlli. Potessero farne molti di piu' e beccare chi viaggia non in regola con assicurazione e quant'altro sarebbe ancora meglio. Per non parlare di eventuali criminali e ricercati beccati per "caso".
Ritratto di LOL25
27 marzo 2018 - 17:45
Non so, secondo me i veri criminali trovati "per caso" sono pochissimi in rapporto al numero totale. Vedo troppa gente con targhe scolorite, fanali rotti e gomme a terra che vanno allegramente in giro. Io dico sì ai controlli, ma più mirati verso chi palesemente ha un'auto non in regola.
Ritratto di littlesea
28 marzo 2018 - 09:45
LOL, rispetto il tuo punto di vista ma sei completamente fuori strada...Il controllo del territorio è il primo strumento di ausilio nelle indagini, qualsiasi sia il motivo, qualsiasi sia lo scopo...Se non hai alcunchè da nascondere non lo consideri una perdita di tempo, anzi...Non sono tutti LOL25, su questo converrai...
Ritratto di PongoII
27 marzo 2018 - 20:52
7
@LOL25, occorre avere una ferrea disconoscenza della materia (tipo "controllo del territorio") per asserire certe assurdità. L'articolo e la relativa statistica si fermano alla tematica specifica, *non* riportando quante proficue indagini siano scaturite anche da un semplice controllo su strada. Ovviamente, dietro al volante e sotto una divisa, siamo tutti esseri umani, con i nostri problemi, le nostre urgenze e - soprattutto - i nostri limiti che si palesano quasi sempre nel pretendere di essere sempre dalla parte della ragione, sia che si sia il controllato che il controllore. Personalmente, quando fuori dalla mia zona di servizio vengo "palettato" lascio che gli Operatori eseguano il loro controllo e più volte (dopo che siano stati incrociati i dati) mi venga chiesto se sia un "collega", alla mia riposta affermativa mi sono sentito pure apostrofare "beh, lo poteva dire prima!", come se avessi ostacolato la possibile ricerca di un obiettivo migliore... Rispondo solo che la cosa non avrebbe avuto attinenza col loro servizio, saluto ed auguro buon lavoro. Rischiare la vita per € 1.400 (base) al mese MERITA RISPETTO!
Ritratto di federico p
28 marzo 2018 - 01:14
2
Se ti controllano solo se hai qualcosa non in regola sai quanti non farebbero le assicurazioni? Tanti
Ritratto di money82
27 marzo 2018 - 17:28
1
quasi il 50% da stranieri...e si è detto tutto. Ma poi siamo razzisti, anche a fronte dei dati oggettivi. Spero abbiano i giorni contati e che il paese dei balocchi cambi pagina e leggi.
Ritratto di Ivan92
27 marzo 2018 - 17:52
8
Secondo me il discorso sugli stranieri (e non) andrebbe approfondito, perchè l'unica informazione disponibile è che il 45,7% di 2'695 aggressioni sono state fatte da cittadini non italiani. Ma la prima domanda che mi pongo è la seguente. Di che nazionalità sono queste persone? Da quanti anni vivono in Italia (se vivono in Italia)? Che lavoro fanno in Italia? Hanno mai avuto precedenti penali, se si perchè non sono stati espulsi prima? Che livello di integrazione hanno raggiunto (culturalmente, di lingua, di usi e costumi italiani)? Scrivo questo perchè quando si dice straniero (non parlo di te Money82) sembra quasi che sia un dispregiativo. Eppure credo che ci sia una grande differenza fra uno straniero di 70 anni arrivato (per esempio) dalla Norvegia che ha deciso di usare i suoi sudati risparmi per comprarsi una villa al mare e vivere in un posto con un clima mediterraneo. Rispetto ad un altro straniero di un paese X che è venuto in Italia illegalmente per fare soldi (a qualsiasi costo) ed è disposto a tutto per non essere espulso, anche se deve aggredire un agente.
Ritratto di federico p
28 marzo 2018 - 01:15
2
Non serve specificare quando si parla di stranieri che commettono reati si parla dell'Europa est e di qualche africano ma sono in misura minore
Ritratto di Ivan92
28 marzo 2018 - 12:58
8
Perdonami ma serve specificare eccome, perchè Europa dell'est, o più correttamente Europa orientale non vuol dire assolutamente nulla per trarre delle corrette conclusioni, e tanto meno “africano” vista la vastità del continente. Io vado spesso nelle Nazioni dell'Europa orientale. E quando vado in giro per Varsavia, Kiev, Praga, Bratislava, Budapest non ho paura di essere aggredito la sera tardi, ne di lasciare posteggiata l'auto/moto con il rischio di non rivederla più, ne di essere derubato da dei sconosciuti, e tanto meno di essere infastidito ripetutamente da gente che ti chiede l'elemosina, o che prova a venderti una rosa, o che prova a venderti degli occhiali luminosi (i venditori che ci sono hanno tutti l'autorizzazione per stare dove sono, gli altri vengono portati via dalla polizia che sorveglia regolarmente le città). Anzi, sono tutti posti dove la gente non ti infastidisce ed è cordiale e rispettosa con un alto senso civico, e dove se sbagli vieni punito a dovere. Con la generalizzazione non si arriva da nessuna parte, l'unico modo per risolvere un problema è sapere esattamente qual'è il problema. Per tiràre delle vere conclusioni servono dati come: nazionalità, età, qualifica professionale, permesso di soggiorno (da quando), situazione familiare, precedenti penali, ecc.. E poi agire di conseguenza in modo mirato. Il primo problema dell'Italia però è che con il suo modo di fare è diventata una calamita per i delinquenti dove ognuno può fare quello che vuole, tanto la farà franca comunque...
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