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Il Tutor non è della società Autostrade

06 novembre 2015

La Cassazione ha riconosciuto a una piccola azienda la paternità del Tutor. Ora c’è in ballo un indennizzo di 7,5 miliardi.

Il Tutor non è della società Autostrade
SENTENZA - Potrebbe essere arrivata alla fine alla vicenda giudiziaria per riconoscere chi ha ideato il Tutor, il sistema di rilevamento della velocità delle auto. Ieri la Corte di Cassazione ha emesso la sua sentenza, favorevole a una piccola azienda toscana che aveva fatto causa alla società Autostrade per l’Italia sostenendo che quest’ultima le aveva rubato l’idea.
 
ANNI DI BATTAGLIE LEGALI - La vicenda era nata alla fine degli Anni 90, quando la piccola azienda Craft di Greve in Chianti, sottopose alla società Autostrade un dispositivo chiamato Sicve, che la Craft sostiene non fosse altro che il Tutor. Autostrade per l’Italia non si dimostrò interessata ma qualche anno dopo sosterrà di aver brevettato il dispositivo Tutor, che appunto altro non sarebbe del Sicve della Craft. Per la precisione, all’inizio il Tutor di Autostrade per l’Italia era diverso dal Sicve, ma secondo la Craft in un secondo tempo la principale società autostradale italiana ha adottato proprio la tecnologia della Craft.
 
IPOTESI CONTRAFFAZIONE - È iniziata allora una articolata e lunga vicenda legale promossa da Romolo Donnini, titolare della Craft, per vedere riconosciuti quelli che riteneva e ritiene i suoi diritti. E dopo dodici anni si è arrivati ora alla sentenza della Cassazione che ha dato ragione alla piccola azienda toscana. Con questa presa di posizione, viene ora posto un problema di contraffazione, non esclusa dal dispositivo della Cassazione. 
 
LA PAROLA ALLA CORTE D’APPELLO - Il fatto che la Cassazione non abbia escluso che da parte della società Autostrade per l’Italia ci sia stata contraffazione non chiude la vicenda, perché a stabilire se effettivamente i Tutor siano da considerare la contraffazione del Sicve, dovrà essere la Corte d’Appello. Se i magistrati di quest’ultima arriveranno a stabilire che c’è stata contraffazione, dovranno anche decidere l’importo dell’indennizzo dovuto a Donnini. Per la cronaca, la Craft ha già compiuto la sua stima dell’eventuale cifra: 7,5 miliardi di euro.
 
AUTOSTRADE SARCASTICA - Dopo la diffusione della notizia della sentenza della Cassazione, la società Autostrade per l’Italia ha emesso un comunicato che pare non lasciare spazi alla Craft. Questo quanto affermato da Autostrade: “L’eventuale richiesta di risarcimento di 7,5 miliardi può essere considerata solo una boutade e non avrebbe nulla a che fare con la sentenza in questione. Il giudizio di merito in Corte d’Appello si baserà peraltro su una perizia tecnica che riconosce la fondatezza delle nostre ragioni”. Non resta che attendere la Corte d’Appello.




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Ritratto di zero
6 novembre 2015 - 12:50
Ricordo benissimo gli annunci, le presentazioni e le sperimentazioni del sistema SICVE, a cavallo tra lo scorso e l'attuale secolo. E, in effetti, era esattamente ciò che oggi sono il sistema Tutor di Autostrade per l'Italia e il sistema Vergilius di ANAS. Sul quantum del risarcimento si può stare certamente a discutere e a valutare, ma sull'an del risarcimento mi pare che possano esserci pochi dubbi. Anche qualora la Craft non abbia all'epoca brevettato tempestivamente il suo SICVE, comunque Autostrade per l'Italia ha leso il diritto morale dell'invenzione industriale, diritto che si acquista per il solo fatto dell'invenzione. Se poi la Craft ha pure tempestivamente depositato domanda di brevetto per il SICVE, allora, c'è in campo pure la lesione del suo diritto all'utilizzazione economica in esclusiva per venti anni, sempre - ovviamente - che il brevetto non sia decaduto per mancata attuazione dell'invenzione brevettata (ex art. 70 c.p.i.). Ma il fatto che la Craft abbia esperito l'azione di contraffazione mi fa desumere che il SICVE sia stato brevettato e realizzato. Per cui, stando così le cose, Autostrade per l'Italia ha leso entrambi i diritti: diritto morale e diritto all'utilizzazione economica in esclusiva per venti anni. Questo leggendo quanto riportato qui da Al Volante. Poi è chiaro che - visto che, come mi pare di aver capito, la Corte di cassazione ha cassato con rinvio una precedente sentenza della Corte d'Appello - solo la Corte d'Appello avrà a disposizione tutti i dettagli per valutare come sono andate esattamente le cose.
Ritratto di remo la barca
6 novembre 2015 - 13:21
Vorrei essere il ristorante di Autostrade, per potergli dire "mi dispiace, oggi invece dell'aragosta c'è cavolo bollito, ma non preoccupatevi, il conto lo faccio come se avessi servito aragosta". Vorrei essere il padrone di casa di Autostrade, per potergli dire "mi dispiace, ma stiamo lavorando per voi. Per i prossimi dieci anni non potrete usare il bagno, ma non preoccupatevi, l'affitto lo pagate come se la casa fosse sana". Vorrei essere il cardiologo di Autostrade, per potergli dire "mi dispiace, c'era coda e lo sapevo, ma non vi ho avvertito così sono arrivato in ritarrdo e il vostro parente infartuato non ha avuto assistenza. ma non preoccupatevi, la parcella ve la mando lo stesso". Vorrei essere il giudice dell'appello di Autostrade, per potergli dire "mi dispiace, ma avete torto, e visto tutte le volte che avete meritato le maledizioni degli automobilisti vi raddoppio la boutade. pagate 15 miliardi".
Ritratto di claimweb
8 novembre 2015 - 21:54
Se così fosse la certificazione di omologazione depositata annualmente presso il ministero delle infrastrutture diventa carta straccia . Di conseguenza tutti verbali sono nulli perchè fatti con uno strumento non debitamente omologato. Siamo di fronte ad un piccolo "dieselgate" italiano ?
Ritratto di querelle61
9 novembre 2015 - 11:07
Non credo proprio che dichiarino nulli tutti i verbali fatti col Tutor! Inventeranno una leggina "ad Tutor" o meglio ancora un bel decretino d'urgenza che dichiari ugualmente le multe valide.
Ritratto di AlphAtomix
9 novembre 2015 - 09:33
e io pago