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Il mercato europeo cala e si producono troppe auto

29 giugno 2012

L’industria europea dell’automobile è dimensionata per un mercato più grande di quello che si sta manifestando. Il problema è come riorganizzare e ristrutturare contenendo i costi sociali dell’operazione. Perché nel settore auto lavorano circa 12 milioni persone.

ANDAMENTO NEGATIVO - Nel 2011 in Europa sono state immatricolate 13.605.302 auto. Per quest’anno anche le previsioni ottimistiche non azzardano a immaginare più di 13 milioni. A maggio si è registrato un calo dell’8%, ed è stato l’ottavo calo mensile consecutivo. Tutto ciò mentre fino a pochissimi anni fa i consuntivi annuali erano oltre i 15 milioni. 

PIÙ DEL NECESSARIO - Le capacità complessive dell’industria automobilistica europea è di 20,6 milioni di veicoli e, dato che il suo principale sbocco commerciale è proprio l’Europa, dove i mercati ristagnano, ecco che la sovracapacità emerge in tutti i suoi aspetti negativi. Secondo il presidente del gruppo francese PSA Peugeot Citroën tale esuberanza di produzione si aggira sul 20%: due macchine su dieci prodotte sono destinate a restare invendute. Il direttore generale della Renault ha invece fatto la cifra di 3 milioni di auto di troppo.

ALTRA CAMPANA - A fronte dell’analisi che vede la sovracapacità produttiva come uno dei principali problemi, va ricordato che c’è anche chi non la condivide. È il responsabile vendite e marketing della Volkswagen, il quale ha dichiarato che la questione è un falso problema. Secondo lui il vero nocciolo della questione è la produttività degli impianti. Se si è produttivi le cose cambiano, secondo il manager tedesco. 
 

Skoda superb fabbrica kvasiny 4


ITALIA FRA GLI ULTIMI
- La situazione è stata “fotografata” dalla società di consulenza AlixPartners, che fornisce analisi e consulenze in tema di riorganizzazioni aziendali e industriali. Secondo la ricerca di AlixPartners, di cui ha riferito il periodico francese specializzato autoactu.com, l’insieme degli impianti produttivi tedeschi lavora all’85% delle sue possibilità. Lo stesso si può dire per quelli inglesi. In Spagna si scende al 70%, mentre in Francia si arriva al 60% e in Italia, si precipita al 54%. Più in generale, il 40% degli stabilimenti europei sono al di sotto della soglia di redditività, che ha bisogno di una utilizzazione degli impianti attorno al 75-80%.

L’UNIONE EUROPEA - L’Unione europea si è impegnata a lanciare un piano di sostegno per l’industria dell’auto. Il 6 di giugno il commissario Antonio Tajani, responsabile dell’Industria e dell’Imprenditoria, ne ha delineato le grandi direttrici indicando i principali problemi del settore: dipendenza dall’estero, aumento dei costi, costi conseguenti alle regolamentazioni, costi delle inevitabili sfide tecnologiche. Il piano di intervento sarà reso noto nei suoi dettagli l’autunno prossimo, ma comunque il commissario Tajani ha tenuto a far presente alle case automobilistiche che il problema delle sovracapacità produttive non può e non deve essere risolto dalle istanze comunitarie, ma dalle stesse aziende costruttrici.

IMPLICAZIONI SOCIALI - Snocciolati i dati relativi alle fabbriche, alle auto prodotte e alle auto vendute, non dovrebbe essere difficile individuare gli interventi da fare per ricondurre all’equilibrio il settore. Ma a rendere tutto maledettamente difficile ci sono le forti implicazioni sociali legate a tagli e ridimensionamenti.



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Ritratto di P206xs
29 giugno 2012 - 19:36
Ridicoli prima non ti fanno usare l'auto per inquinamento o aree C varie.......oppure ultima str.....ti fanno andare a 30 kmh e poi si meravigliano che non vendono più auto!!! tralasciando tutti i balzelli che ci metto sull'auto, sui carburanti, sulle assicurazioni ....ecc...
Ritratto di francesco alfista
29 giugno 2012 - 19:42
che si producono piu' auto di quanto se ne vendono....l unica dolorosa soluzione sono i tagli...e il produrre in paesi dove si vende vedi cina e brasile.....!!in italia oltre a tutto cio ci si mettono pure governo e sindacati e tasse varie....!!
Ritratto di TurboCobra11
29 giugno 2012 - 21:30
Basta che essi siano produttivi, e in Germania lo sono, perchè esportano e prododucono molto, raggiungendo il massimo o quasi di produttività degli stabilimenti e rendendoli competitivi sul piano della redditività. Basta saperci fare, e francesi e italiani ancor di più non sono stati capaci o non hanno voluto esserlo. E Marchionne lo fa apposta per andarsene perchè fa prima, essere ignobile quant è, invece di utilizzare gli stabilimenti nostrani in primis, come fa Vw in Germania, che produce all'estero ma non a scapito degli stabilimenti nazionali. Sono le case che devono fare le cose, non godere quando andava bene e ora che le cose non vanno per il meglio levare le tende, anche loro hanno responsabilità sociale, chi ha preso soldi dallo stato per decenni ancor di più, e chi ha capito ha capito. ...Saluti
Ritratto di trautman
29 giugno 2012 - 22:45
L'Italia non è la Germania e gli stabilimenti Fiat sono sempre stati inefficenti e regno dei sindacati rossi, che se ne fregano della produttivita' e pensano solo a fare guerra ai padroni. Durante la partita dell'Italia hanno fatto sciopero nello stabiliimento della Sevel, non credo che in Germania sia successa la stessa cosa nei loro stabilimenti.
Ritratto di TurboCobra11
30 giugno 2012 - 16:08
Per lo sciopero Sevel, a parte la scarsa adesione, ma è stato criticato da Landini e Airaudo, è stata una decisione sbagliata della direzione provinciale, criticata da tutti Fiom compresa. Detta come l'hai detta tu sembra una cosa organizzata dalla Fiom nazionale, mentre dalla Fiom nazionale sono arrivate critiche, dicendo che si è solo fatto un favore alla Fiat e che lo sciopero dalla fiom nazionale era stato proclamato in altre giornate. Percui Ciò da te detto è quantomeno impreciso, espresso in modo da sparare contro Fiom in generale. Per il clima ostile, Fiat è molto peggio, perchè se fosse come dici tu la Fiom non dovrebbe fare nessun accordo, invece solo alla Fiat e poco altro non fa accordi, percui il dubbio su chi vuole far fuori l'altro mi viene, o no? Poi pensala come vuoi, ma almeno le informazioni date dovrebbero essere corrette. Infatti erano già stati organizzati dei permessi per vedere la partita in accordo con la Fiat, percui, lo sciopero non era necessario, ma è solo stato un grave sbaglio della direzione provinciale, non un complotto di quella nazionale, mi pare ci sia una lieve differenza. ...Saluti
Ritratto di Montreal70
2 luglio 2012 - 16:13
Turbocobra, oltre a ciò che giustamente afferma Yeu, aggiungo che la Germania non è fatta da Vw. A quelle percentuali contribuiscono anche Bmw e Mercedes, che hanno un'indice di produzione nazionale ben più elevato della Volkswagen. Inoltre, anche la Spagna è in deficit, eppure li ci produce quasi esclusivamente Vw. La differenza è che in Germania, si producono prevalentemente auto di un certo valore, che per loro stessa natura non risentono di crisi o esportazioni ostacolate. Negli altri paesi invece, la situazione è ben diversa. Non limitiamoci a riproporre gli stessi concetti espressi dai soliti con il proprio tornaconto politico, la cosa è ben più complessa di così.
Ritratto di TurboCobra11
2 luglio 2012 - 17:16
Certo è un indice medio tedesco, ma non si sta parlando di percentuali di produzione in patria vs estero, ma di produttività di stabilimenti in un determinato stato senza distinzioni di marchio. Si diceva Vw perchè ero partito dal pensiero del dirigente Vw, che parlava dei loro siti produttivi, che con una percentuale di produttività in Germania del 85% lascia comprendere che sono tutti produttivi, perchè per avere una media così alta, nessun marchio o stabilimento scende sotto produttività, contando poi che in Germania c'è Opel che per quanto ne stia recuperando è un pò la pecora nera della produttività, anche se con intenzioni di recupero della stessa con riorganizzazioni produttive che permettano di far lavorare a più alto regime gli stabilimenti, come la concentrazione dell'astra in 2 invece che 3 stabilimenti, lasciando spazio a Russelsheim per un nuovo veicolo/produzione, la produzione di Adam ad Eisenach che ora produce solo la Corsa, ecc. Però il discorso non è l'indice di produzione nazionale ma la produttività degli stabilimenti il loro rendimento. Il discorso che in Spagna produce Vw e sono sotto livello di produttività, non è errato, aggiungo solo che a Figuerelas o qualcosa del genere viene prodotta la Meriva, ma il punto è un altro: In casa 85% e all'estero quando va male 70% in Italia quindi Fiat Group sta al 54% in casa! Sulle produzioni di auto di un certo valore con maggior margine di guadagno è vero, anche se non è solo così, ma anche qui il punto è un'altro. Fiat non puù produrre auto di un certo valore in Italia?! Il tutto ruota attorno a un parola, che dopo porta ad altre vicende, ma tutto nasce li: Volontà, intesa come di produrre e restare in Italia. ...Ciao!
Ritratto di Montreal70
2 luglio 2012 - 17:28
Beh, mi sembra che il best seller Fiat adesso venga prodotto in patria. A parte Opel, nessuno produce in Germania auto di basso livello (economico). La Golf variant in Messico, così come la Polo in Spagna, il trio up! in slovacchia, tanto per fare alcuni esempi. Da noi invece, viene tutto prodotto in Italia, ad eccezione di pochi modelli, come Panda classic, 500, ypsilon, 16, qubo e doblò. Si critica Fiat, ma i suoi stabilimenti esteri non hanno questi problemi. Quindi, ci si deve decidere. O la si vuole in Italia e si accetta la sua inefficienza, o la si lascia libera e si portano in patria i suoi frutti.
Ritratto di TurboCobra11
2 luglio 2012 - 17:43
A parte che la Panda è arrivata in italia, con uscita di Y(polacca) e Multipla, teshis, idea, croma, 159 gt, brera spider con la 147 sostituita dalla Giulietta, per riassumere gli ultimi anni, cosa che è andata contro corrente a ciò che conviene come detto da noi, ovvero produrre auto con valore aggiunto. La polo sarà spagnola, ma un conto è spagna un conto serbia, ma non voglio soffermarmi su ciò, ma lo dico per rispondere alla produttività degli stabilimennti esteri di fiat, ovvero con polacchi a 400€ mese e serbi a 280-300€ mese, con almeno in serbia niente tasse e altri benefit, possono anche dormire un qualche ora e rimangono produttivi, perchè sono a costi 0 contro l'europa occidentale. Percui la frase"O la si vuole in Italia e si accetta la sua inefficienza, o la si lascia libera e si portano in patria i suoi frutti." non la condivido su più punti. Infatti lei deve restare in Italia con produzioni Anche in Italia, infatti se la Panda la fanno a pomigliano in guadagno, perchè non fare in italia 500 nelle declinazioni varie copresa la L e XL, visto il loro maggior ricavo dovuto al livello più elevato di prodotto e quindi prezzo?! Come la Giulia perchè non in Italia ecc. Il loro palese intento è produrre auto di bassa fascia in italia, per dire poi che non ci guadagnano, perchè non fare Thema e 169 a Mirafiori in futuro, scommetti che guadagni se cominci a fare auto di valore, oltre a citycar economiche?! La seconda parte non l'ho proprio capita, infatti se la lasci andare, di frutti non ne prendi, anche se non cambia molto, gli operai Fiat sono pagati in maggioranza dallo stato con la Cassa integrazione. ...Ciao!
Ritratto di Montreal70
2 luglio 2012 - 17:59
Non proprio. La cassa integrazione è pagata dagli operaio o dall'azienda, a seconda dei punti di vista, con trattenute sugli stipendi. I frutti li prendiamo perchè è qui che vengono pagate le tasse. Insomma, parliamo di oltre un miliardo l'anno, senza considerare l'indotto. Se Fiat volesse davvero fuggire, l'avrebbe già fatto, credimi. Io non intendo difenderla, però cerco di essere obiettivo. Dal 2004 ad oggi, l'azienda è stata stravolta. Dal bilico al raddoppio delle quote mondiali. Per renderla perfettamente competitiva, ci vogliono almeno altri 10 anni. La situazione di partenza era disastrosa. Sicuramente Marchionne può fare di meglio, ma abbiamo ancora in Italia, o in piedi, un colosso dell'automotive mondiale. Non disprezziamo ciò che abbiamo. Aspettiamo la fine dei ristrutturamenti aziendali per giudicare. Sulle auto di fascia alta comunque, ricordati che: 1)l'euro è molto più forte del dollara, per cui è molto più economico produrre in America. 2) Il mercato migliore per le grosse auto, è quello nordamericano, per cui è corretto volerle produrre lì. Aldilà delle logiche imprenditoriali, anche io vorrei una produzione tutta italiana, ma non dimentichiamo che più nazionalista di Fiat ci sono solo Bmw e Mercedes. Vw, produce in molte più nazioni, così come anche americani e francesi.
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