PATRIOTTISMO IN TV - Agli storici (di professione) forse verrà da sorridere vedendo le fiammanti Dodge Challenger trasportare l’esercito di quelli che sarebbero diventati gli Stati Uniti d’America. Siamo nel pieno della Guerra d’Indipendenza, e a guidarlo contro le truppe coloniali inglesi c’è il generale George Washington in persona, futuro primo presidente della nascente nazione americana. Washington è addirittura al volante della due porte Dodge. Cose che capitano solo negli spot. Quello di cui parliamo sta andando in onda in questi giorni sulle tv statunitensi, e fa leva sul patriottismo, un sentimento molto radicato soprattutto negli Stati del Sud e negli ambienti politici conservatori.
CRITICHE A OBAMA? - “Ci sono due cose che l’America sa fare bene: automobili e libertà”, recita lo slogan dopo che le giubbe rosse sono state sbaragliate dalle Challenger guidate da un Washington imparruccato come da tradizione. Non sono pochi quelli che hanno letto tra le righe una critica a Barack Obama. Tanto più che l’interventismo in economia del presidente degli States non è mai andato giù a quella parte di società americana che ritiene il liberismo un sinonimo di libertà.
ORGOGLIO NAZIONALE - Ci hanno pensato i maghi del marketing a intercettare questo rinnovato orgoglio nazionale, che negli ultimi mesi si è manifestato nel movimento antitasse dei Tea Party. Del resto, che cosa c’è meglio della guerra che, dal 1775 al 1783, vide le colonie Nordamericane guadagnarsi l’indipendenza dall’Inghilterra? Magari così il pubblico riuscirà a digerire lo smacco di una Chrysler (cui il marchio Dodge fa capo) salvata dal crack con un contributo statale di 15 miliardi di dollari e finita sotto il controllo dei nuovi “colonizzatori” della Fiat.






