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Sticchi Damiani: “L’Aci? Una risorsa, non un costo”

24 marzo 2014

Dopo le polemiche sulla spending review, il presidente, Angelo Sticchi Damiani, rivendica il ruolo dell’Automobile club italiano.

Sticchi Damiani: “L’Aci? Una risorsa, non un costo”
I TAGLI DEL COMMISSARIO - Prima, la legge di stabilità di tre mesi fa che prevedeva la fusione tra il Pra (gestito dall’Aci) e la Motorizzazione; poi, il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, che parla di tagli che riguardano l’Aci (in alto la sede romana). Così, adesso, scende in campo Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile club italiano. Secondo cui, “l’Aci e tutte le sue strutture per lo Stato rappresentano una risorsa e non un costo. Non solo perché l’Aci è un ente pubblico non economico e come tale non grava sul bilancio dello Stato, ma soprattutto perché ha un bagaglio di esperienza, tecnologia ed efficienza che gli consente di farsi carico di funzioni e servizi che altre strutture della pubblica amministrazione svolgono non sempre in modo autonomo ed economicamente sostenibile”. 
 
LE SOLUZIONI DELL’ACI - “Abbiamo messo a disposizione del Governo”, continua Sticchi Damiani, “le nostre soluzioni progettuali per una spending review sulla mobilità a vantaggio dei cittadini oltre che dello Stato, puntando sull’incremento dell’efficienza sinergica delle strutture pubbliche e salvaguardando i livelli occupazionali nel pubblico impiego”.
 
ANCORA POLEMICHE - “Le congetture apparse su alcuni quotidiani”, dice ancora Sticchi Damiani, “attribuiscono all’Automobile club d’Italia una piramide di 800 poltrone ben retribuite e un bilancio in rosso: falso. L’Aci è oggi un sistema territoriale di 106 Automobile club provinciali, i cui presidenti per lo più non ricevono alcun compenso, come i loro consiglieri che svolgono il lavoro spinti solo dalla passione per il settore dei motori e della mobilità”. Adesso, la palla passa a Cottarelli, ma anche a Maurizio Lupi, il ministro dei Trasporti: “Su Aci-Motorizzazione abbiamo un piano che, entro mesi, e non anni, metterà ordine nelle sovrapposizioni che esistono tra i servizi”.


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Ritratto di bravehearth
24 marzo 2014 - 12:04
Dovrebbero chiuderla, o almeno non finanziarla con soldi pubblici. Chiudere ovviamente anche Aci-PRA
Ritratto di Montreal70
24 marzo 2014 - 12:21
Beh, o eliminiamo l'ACI o la motorizzazione. Una cosa ridicola che mi è successa poche settimane fa: compro un mezzo all'asta, senza documenti. Con il certificato di vendita in bollo, vado all'ACI (quello provinciale, gli altri sono semplici agenzie di pratiche auto) a fare il passaggio. Ci vuole circa un'oretta, a quanto pare nessuno aveva mai fatto il passaggio di un mezzo acquistato all'asta, via di telefonate e consigli tra colleghi. Alla fine si scopre che per il libretto non possono aiutarmi. La sua duplicazione spetta alla motorizzazione. Fa nulla, pago 90 euro circa con bancomat (motociclo). Vado alla motorizzazione. Qui niente bancomat o contanti, mi danno i bollettini da andare a pagare (giornata persa dunque, ormai era quasi ora di pranzo e facevano mezza giornata). Il bello però non sta nel pagamento, ma in ciò che mi hanno richiesto. Il certificato di vendita originale. Si, quello che si è tenuto l'ACI per farmi il passaggio. Glielo faccio presente, non posso darglielo, è all'ACI. Niente da fare, o l'originale o nulla. Cominciano le chiamate. L'ACI non può darmelo. Alla fine mi consigliano di recarmi alla motorizzazione con una copia e un'autocertificazione. Non ci sono ancora andato, ma so già che i problemi non finiranno. E pensare che nello UK, dove sono stato di recente, quando compri un mezzo spedisci un modulo presente tra i documenti, e ti arriva tutto comodamente a casa, gratis. Senza sbattimenti. E questi signori politici o giornalisti hanno il coraggio di criticare le aziende che si trasferiscono all'estero? Ovviamente, simili differenze, valgono anche per tutte le altre tasse.
Ritratto di TurboCobra11
24 marzo 2014 - 12:34
Come già detto alcuni mesi fa quando se ne parlava della possibile unificazione, a mio parere, e credo di molti altri, ci vuole solo la Motorizzazione, chiudere il pra e lasciare l'Aci ha fare solo le sue attività private di associazione di automobilisti, (così magari per avere soci e mantenersi comincerebbero a darsi da fare davvero per gli automobilisti) e tutto si fa alla motorizzazione. Eliminare Carta di circolazione e foglio Pra e unire tutto in una scheda magnetica con tutti i dati, collegabile ad un account se uno vuole, dove risultano i dati del veicolo, scadenza e situazione pagamenti bollo, e scadenza e validità revisione, con possibilità di pagare attraverso il portale dove ci sarebbe questo account. Inoltre possibilità di pagare con bancomat o in contanti ma allo sportello della motorizzazione, eliminazione dei bollettini e bolli, ma semplice ricevuta con cifra tonda, non centesimini che creano confusione, per lo svolgimento della pratica. Possibilità di ricevere tutto a casa, pagando la spedizione, o per chi vuole risparmiare andare a ritirare presso la motorizzazione. Inoltre anche per la revisione sarebbe ora di farla fare solo alla motorizzazione e non presso centri revisione che fanno passare anche una cariola con le ruote sgonfie. L'unica cosa che sanno fare è parlare di ridurre i dipendenti pubblici, forse sarebbe meglio farli lavorare al contrario, inserendo meritocrazia e chi non fa nulla cacciato e chi è bravo premiato, perché come ci sono molti vagabondi ci sono anche dipendenti pubblici che fanno il loro lavoro in ottimo modo. Insomma, basterebbe civilizzarci... peccato che non ci si riesca mai. ...Saluti
Ritratto di ForzaPisa
24 marzo 2014 - 13:14
L'ACI è un carrozzone di parassiti inutili, che non ha eguali in nessuno stato al mondo: vivono richiedendo ai cittadini soldi per operazioni inutili o incamerando soldi che dovrebbero andare allo stato. DAtevi fuoco subito, che è meglio...
Ritratto di Sprint105
24 marzo 2014 - 15:30
concordo con ForzaPisa, l'Aci va chiusa e, mi spiace, ma ai suoi dipendenti toccherà cercare un altro lavoro, come fanno tutti i comuni mortali
Ritratto di J-B
25 marzo 2014 - 11:40
1
L'A.C.I. una risorsa? per chi? Facciamo come nelle aziende private!
Ritratto di Carlo Recla
24 marzo 2014 - 13:44
A considerare l'ACI una risorsa credo siano rimasti solo coloro che dall'ACI ricevono stipendi e contributi. Vorrei ricordare che lo statuto iniziale dell'Associazione prevedeva la difesa degli automobilisti. In realtà, ben presto i fatti hanno dimostrato il contrario... credo che gli automobilisti ben volentieri ne farebbero a meno.
Ritratto di onavli§46
24 marzo 2014 - 15:30
Forse solo e solamente per il Presidente, il buon dott. Angelo Sticchi Damiani (vien dal mare...) e per il Suo ristretto staff, ma non certo per il Paese e per i suoi cittadini. L'ACI oggi, è solamente un doppione, peraltro neppure efficiente del PRA e del Ministero competente, nulla di più. Nel lontanissimo 6 dicembre 1988, a Torino, alcuni blasonati nobili, fondarono il Club dell'Auto per lo sviluppo di tale mezzo sul territorio, quasi un'associazione di amici....Nel 1905, divenne Associazione Nazionale, pur sempre per tale sviluppo motorio d'immagine e di relativi intenti, e forse aveva una ragione di esistere, Poi nel 1927, in pieno apogeo di riforme dello Stato fascista dell'epoca, dove indipendentemente dal tragico risvolto finale, almeno qualche riforma sociale era stata fatta, gli fu attribuito il Pubblico Registro Italiano dell'auto sul territorio fascistizzato, Nel anno di grazia 2000, tale concessione le fu tolta, con l'attribuzione ufficiale del PRA a tale attività sicuramente più consona. Però i pur cari politici dell'epoca, ben si guardarono di toglierne gli interessi economici del Club Automobilistico. Da quel inizio secolo, il nostro secolo, l'ACI via via ha perso ogni ragionevole ragione di esistere, se non che, per lobbie politiche di "trombati della stessa". Insomma come qualcuno molto ben citava, un autentico carrozzone di Stato ( in quanto appalti statali ne convergono), senza creare alcun utile e neppure servizio efficiente. Dunque, ed ancora dunque, vedremo se il Commissario alla spending review Carlo Costarelli, riuscirà nel Suo intento di riduzione agli sprechi inutili sul "sacro territorio nazionale". Personalmente ho qualche dubbio, anzi parecchi dubbi, però, tentar non nuoce, anzi.......
Ritratto di M93
24 marzo 2014 - 15:55
Di questi tempi, tagliare il superfluo e mantenere l'indispensabile è necessario. L'Aci una risorsa e non un costo? Non penso proprio. Che venga fatta la fusione tra il Pra e la Motorizzazione, creando un unico ente in grado di far fronte a tutte le esigenze e le richieste degli automobilisti e non. Creando un unico ente, si risparmierebbe parecchio, sia in termini monetari che burocratici. Siamo gli unici in Europa a volerci complicare le cose sempre e comunque, sopratutto dove non ve ne è necessità.
Ritratto di lucios
24 marzo 2014 - 18:05
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...sebbene con sfumature diverse, a che serve avere 3 organi che si occupano dello stesso argomento. Non credo esista una conformazione così nel resto d'europa.
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