CORRERE AI RIPARI - Per il 2010, l'Anas, l'ente che gestisce la rete stradale e alcuni tratti di quella autostradale in Italia, non riceverà nessun finanziamento. Così, per darle un po' di "ossigeno" il ministero delle Infrastrutture si trova di fronte a due scelte: una strada sarebbe quella di vendere o mettere al bando le concessioni autostradali di Autobrennero, Autostrade Meridionali e Centro Padane anticipando la scadenza prevista per il 2014. Un'operazione già prevista dal Dpef (documento di programmazione economica finanziaria) del 2009 che, secondo le stime, permettere all'Anas di recuperare tra gli tra gli 800 milioni e i 2,6 miliardi di euro.
SUPERSTRADE A PEDAGGIO - L'altra, contemplata addirittura nel Dpef del 2005, prevede invece l'istituzione di pedaggi sulle superstrade. Come fa notare il viceministro Castelli dalle pagine del Corriere della Sera, in Italia “ci sono tanti chilometri di strade che hanno caratteristiche autostradali, sulle quali non viene pagato nessun pedaggio”.
Nel Dpef del 2005 venivano indicate anche alcune tratte che potrebbero essere interessate: la E45 (Orte-Ravenna), il raccordo anulare e l'accesso all'aeroporto di Fiumicino, la superstrada Lecce-Bari, la Salerno-Reggio Calabria (dal 2013) e l'autostrada Catania-Siracusa. Secondo Castelli, applicando dei pedaggi, l'Anas potrebbe recuperare ben più di un 1 miliardo di euro.
SIETE FAVOREVOLI? - Con i conti dello Stato che "fanno acqua da tutte le parti", il ministero delle Infrastrutture sta cercando una soluzione per destinare un po' di fondi all'Anas. Oltre alle grandi opere c'è il mantenimento di tutte le strade di sua competenza, come le superstrade. I pedaggi potrebbero essere un modo per raccogliere il budget necessario per il loro mantenimento, come già avviene per le autostrade date in gestione a società private. Diteci la vostra opinione, rispondendo al sondaggio qui sotto.



























