Da ormai più di quarant’anni, da quando nel 1985 si è abbandonato lo sfondo nero, le targhe in Italia sono bianche. Nel corso degli anni sono cambiate, prima abolendo la sigla della provincia nel 1994, poi adottando le bande blu laterali volute dall’Unione Europea, ma il colore principale è sempre rimasto il bianco, con lettere e numeri neri. Questo è anche il formato standard per la stragrande maggioranza dei Paesi europei, ma ci sono alcune eccezioni.
In Belgio, per esempio, le lettere e i numeri sono rossi, mentre in Olanda e Lussemburgo lo sfondo è giallo. Il Regno Unito è molto particolare: le targhe anteriori sono bianche, mentre quelle posteriori gialle. In Ungheria e in Polonia per le auto elettriche e le plug-in si utilizza una targa verde. Ma in Francia sta per arrivare un nuovo colore inedito: il rosa.
La novità che arriva d’Oltreolpe riguarda le immatricolazioni provvisorie, quelle che i francesi identificano con le lettere “W” o “WW”. Se prima queste targhe erano praticamente identiche a quelle standard, dall’inizio dell’anno la Francia ha deciso di dare un tocco di colore con il rosa. Non è una scelta estetica, ma una necessità pratica per le forze dell’ordine, che ora possono individuare a colpo d’occhio i veicoli in attesa di documenti definitivi o quelli destinati all’esportazione.

Ma Parigi non è l’unica a usare i colori per le targhe a “scadenza”. In Germania, per esempio, il sistema delle targhe temporanee prevede una banda colorata sulla destra che riporta la data di fine validità. Se la banda è gialla, la targa vale solo 5 giorni per spostamenti brevi o test; se è rossa, si tratta di una targa per esportazione con validità più lunga.
Dalle nostre parti la situazione è meno colorata ma altrettanto specifica. Il nostro equivalente delle targhe temporanee europee è la celebre targa prova, quella che usano i concessionari e le officine per i test su strada. A differenza di Francia o Germania, qui lo sfondo resta bianco, ma la targa è più piccola, quadrata e si riconosce per la lettera “P” seguita da una serie di numeri e lettere neri.
La vera differenza è che non è legata al veicolo, ma al titolare dell’autorizzazione. Per chi invece deve esportare un’auto all’estero, esistono le targhe di cartone (o provvisorie, foto qui sopra): hanno caratteri neri su fondo bianco, ma riportano la sigla dell’ufficio della Motorizzazione e una data di scadenza ben visibile.
























































